Elezioni 20 e 21 settembre. Le prime in era Covid-19. Per cosa si vota e come si vota. Referendum e Regionali: in Toscana, Puglia e Marche le vere poste in gioco

Elezioni 20 e 21 settembre. Le prime in era Covid-19. Per cosa si vota e come si vota. Referendum e Regionali: in Toscana, Puglia e Marche le vere poste in gioco

Seggi riaperti questa mattina alle 7, e fino alle 15, per il referendum sul taglio dei parlamentari, le suppletive per il Senato in 2 collegi di Veneto e Sardegna, elezioni regionali e amministrative. Ieri sera alle 23 l’affluenza per il referendum si è attestata al 39,38%. Le percentuali più elevate si sono registrate in Valle d’Aosta (56,37%), Trentino Alto Adige (54,42%) e Veneto (51,04%). In Liguria ha votato il 44,01%, in Toscana il 48,29%, nelle il Marche 47,56%, in Campania il 42,78% e in Puglia il 43,74%. Le regioni dove si registra il minor numero di votanti sono la Sicilia (24,78%) e la Sardegna (23,41%).

Alla chiusura dei seggi seguiranno gli scrutini delle suppletive, del referendum e delle regionali.

I cittadini sono chiamati a votare per le suppletive del Senato, il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, il rinnovo di sette Consigli regionali e circa mille Comuni. Si vota in due giorni: domenica 20 settembre e lunedì 21. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Sono 46.641.856 gli elettori chiamati ad esprimersi per il referendum costituzionale e 18.473.922 quelli per le elezioni regionali, che interessano 6 Regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e 1 a statuto speciale (Valle d’Aosta). Per le elezioni suppletive del Senato della Repubblica, gli aventi diritto al voto sono 467.122 per la Sardegna (Collegio plurinominale 01 – Collegio uninominale 03 Sassari) e 352.696 per il Veneto (Collegio plurinominale 02 – Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona). Le elezioni amministrative interessano, invece, 962 comuni e coinvolgono 5.725.734 elettori. Tra i Comuni figurano diversi capoluoghi di provincia, tra cui Aosta, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria, Trani, Trento e Venezia, di cui tre sono anche capoluoghi di regione. Per cinque nuovi Comuni si voterà per la prima volta. Si tratta di Borgo d’Anaunia, Novella, San Michele all’Adige e Ville di Fiemme nella provincia autonoma di Trento e del nuovo comune di Presicce-Acquarica in provincia di Lecce. Il comune di Marcetelli, in provincia di Rieti, è quello con il minor numero di elettori, solo 74, mentre Venezia, con i suoi 200.700 elettori è il più grande.

Gli scrutini saranno ‘scaglionati’: le prime schede che saranno scrutinate sono quelle delle elezioni suppletive, il cui spoglio inizierà lunedì subito dopo la chiusura dei seggi. Si prosegue con lo scrutinio del referendum costituzionale e successivamente, senza interruzione, si terrà lo scrutinio delle Regionali. Lo scrutinio delle comunali, invece, viene rinviato dalle ore 9 del martedì. Il quesito stampato sulla scheda referendaria è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. L’elettore dovrà barrare la casella del Sì se vuole confermare la riforma costituzionale che riduce i parlamentari dagli attuali 945 a 600 complessivi (400 deputati e 200 senatori), mentre dovrà mettere un segno sul No se non vuole che la riforma entri in vigore. Per la validità del referendum costituzionale non è richiesto alcun quorum: l’esito referendario è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori.

Le disposizioni sanitarie cui attenersi

Obbligo di mascherina per tutti gli elettori che si recano alle urne per il referendum e le amministrative del 20 e 21 settembre; gel disinfettante all’ingresso e all’interno del seggio; percorsi differenziati; no alla misurazione della temperatura, ma l’elettore che è positivo, in quarantena o in isolamento domiciliare deve avvisare il comune per esprimere il diritto di voto a casa, in totale sicurezza. Quelle del 20 e 21 settembre saranno le prime Elezioni, referendum e amministrative in alcuni casi, nell’era del Covid. Sono numerose le misure che dovranno essere attuate per coniugare il diritto al voto e il diritto alla salute. Vediamo quali sono le indicazioni del ministero della Salute, previste insieme al Comitato Tecnico e Scientifico e diffuse dal Viminale con una circolare inviata ai vari Prefetti sul territorio: MASCHERINE OBBLIGATORIE Gli elettori che si recano alle urne, il presidente di seggio e tutti i componenti del seggio sono obbligati ad indossare la mascherina durante l’esercizio di voto. In particolare i componenti del seggio sono invitati a sostituire le mascherine ogni 4-5 ore se chirurgiche, ogni 8-10 ore se Ffp2. Le prefetture consegnerà i dispositivi di protezione individuale forniti gratuitamente dal Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri e destinati agli oltre 60mila seggi. Saranno distribuiti 15,1 milioni di mascherine chirurgiche.

DISTANZIAMENTO E PERCORSI DIFFERENZIATI I seggi devono prevedere percorsi di ingresso e di uscita differenziati, segnaletica ad indicare il percorso e per garantire il distanziamento di almeno un metro. Le cabine vanno distanziate. GEL E PULIZIA AMBIENTI Venerdì saranno consegnati anche 315.000 litri di gel igienizzante, utilizzati per tutelare i cittadini che si recano al voto, i componenti del seggio elettorale e gli operatori coinvolti. I gel devono essere posizionati all’interno degli istituti scolastici adibiti al voto e dentro ciascun seggio. L’elettore è invitato a igienizzarsi le mani prima e dopo il voto. Occorre una buona aerazione dell’ambiente e una igienizzazione delle superfici e delle cabine durante le due giornate di voto e tra una giornata e l’altra. Le matite copiative stesse vanno igienizzate tra un elettore e l’altro. È consigliato l’utilizzo dei guanti per presidente di seggio e per scrutatori. Venerdì il comitato consegnerà 3,4 milioni di guanti ai seggi.

PROCEDURA DI VOTO L’elettore attende il suo turno distanziato dall’elettore precedente, si igienizza le mani prima dell’ingresso nel seggio. Si ferma a distanza di due metri per il riconoscimento facciale, togliendosi momentaneamente la mascherina, poi la rindossa e consegna il documento allo scrutatore che ne segna gli estremi indossando i guanti. L’elettore riceve la scheda e la matita copiativa, si reca nella cabina e vota. Esce dall’urna e inserisce lui stesso la scheda nell’urna. Nelle Elezioni suppletive del Senato della Repubblica che si svolgeranno nei due collegi uninominali interessati (03 della regione Sardegna e 09 della regione Veneto) rimane invece l’obbligo dell’elettore di consegnare la scheda votata al presidente di seggio (o chi ne fa le veci), che è tenuto a staccare il tagliando antifrode dalla scheda medesima e a collocarla, quindi, nell’urna. ELETTORI POSITIVI E IN ISOLAMENTO Come previsto dal protocollo sanitario e di sicurezza dei ministeri dell’Interno e della Salute, “è rimessa alla responsabilità di ciascun elettore il rispetto di alcune regole basilari di prevenzione quali: evitare di uscire di casa e recarsi al seggio in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37,5 gradi; non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni; non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni”. Seggi speciali saranno dunque allestiti all’ospedale e, come da normativa, nelle Rsa con più di cento posti letto. Le persone con difficoltà motorie (ricoverate in case di riposo con meno di cento posti letto o residenti al proprio domicilio) potranno usufruire di un servizio di trasporto gratuito, messo a disposizione dal Comune, contattando l’ufficio elettorale entro giovedì 17 settembre. Le persone sottoposte a trattamento domiciliare, in quarantena e in isolamento fiduciario per Covid-19 possono votare da casa, richiedendo apposita certificazione e presentando domanda al Comune.

La partita delle Regionali che si gioca in Toscana, Puglia e Marche

Quattro le regioni al voto governate ora dal Pd (Puglia, Campania, Marche e Toscana) contro Veneto e Liguria, in mano a presidenti di centrodestra in corsa per il bis. Eppure sono proprio i Democratici a ‘ballare’ di più con la ‘rossa’ Toscana diventata contendibile, l’unica con il ballottaggio. Nel duello fra Eugenio Giani, vecchia guardia di sinistra, e la rampante Susanna Ceccardi della Lega, il testa a testa è possibile. In ballo pure Marche e Puglia, dove il Pd è insidiato da Francesco Acquaroli e Raffaele Fitto di Fratelli d’Italia. Il primo potrebbe strappare la regione mai stata a destra, il secondo potrebbe riprendersi la Puglia. Se l’impresa riuscisse, diventerebbero tre i presidenti FdI (dopo Marco Marsilio, in Abruzzo). E crescerebbe il bottino totale delle regioni gestite dal centrodestra, oggi 12 su 18 escluse le due ‘autonome’. Tra i Dem, invece, la speranza è di chiudere la partita 3 a 3, contando sulla conferma di Vincenzo De Luca in Campania. Questi i possibili scenari dell’Italia che il 20 e 21 settembre torna al voto, reduce dal lockdown imposto dal coronavirus. Guardando gli altri rivali sul ring, i 5 Stelle corrono da soli ovunque tranne in Liguria con Ferruccio Sansa, unico candidato sostenuto insieme da M5s e Pd. Ma per loro, il traguardo è soprattutto il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, legge-creatura del Movimento che si vota nello stesso weekend. Al debutto Italia viva, nata un anno fa dalla diaspora di Matteo Renzi, e in corsa con 3 nomi in solitaria (in Puglia, Veneto e Liguria) e 3 condivisi con i Dem. Ma a parte lo scarto finale nei territori, si allunga l’ombra di un effetto domino sul governo.

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