Coronavirus. 6 settembre. 1297 nuovi casi e 8 morti, 133 in intensiva. La Francia chiude altri 7 dipartimenti per un totale di 28, allarme anche a Londra. Conte: la scienza è democratica, no all’irrazionalità

Coronavirus. 6 settembre. 1297 nuovi casi e 8 morti, 133 in intensiva. La Francia chiude altri 7 dipartimenti per un totale di 28, allarme anche a Londra. Conte: la scienza è democratica, no all’irrazionalità

Nelle ultime 24 ore, in Italia, sono stati scoperti 1.297 nuovi casi di positività al Coronavirus, per un totale di 277.634. Lo si legge sul sito del ministero della Sanità. I morti sono 8, per un totale di 35.542. I nuovi dimessi sono 405, per un totale di 210.015. I tamponi effettuati sono stati 76.856, 30 mila in meno di ieri. Gli attualmente positivi sono 32.078 (+884 rispetto a ieri). I pazienti in terapia intensiva per il Coronavirus sono 133, 12 più rispetto al numero di ieri. Stress e agitazione rischiano di far precipitare le condizioni di salute di chi è affetto da coronavirus, afferma il virologo dell’Università degli studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, dopo il malore avvertito dal candidato del centrosinistra alla Regione Veneto, Arturo Lorenzoni, positivo al Covid. Così la tensione tipica della campagna elettorale va a indebolire un organismo già messo alla prova dal virus. “La problematica più pesante è a livello respiratorio, è la polmonite e la riduzione dell’ossigenazione – spiega Pregliasco -. Lo stress aumenta la vasocostrizione e quindi riduce ulteriormente la capacità di ossigenazione. Tutto questo si va ad aggiungere ai problemi respiratori. L’agitazione e lo stress si inseriscono in un quadro di inappetenza e di scarsa voglia di cibarsi, di stanchezza legata alla risposta immunitaria che più o meno pesantemente incide. Quindi la situazione può precipitare”.  Difficile conciliare il bisogno di riposo con gli impegni di una campagna elettorale arrivata ormai alle battute finali. Come possono difendersi i politici? “Bisogna considerare che stanchezza e stress vanno a peggiorare la capacità di risposta immunitaria quindi sarebbe giusto rallentare, prendersi qualche giorno di riposo, ma non è facile. Sicuramente è importante la fase di prevenzione per un’attività che prevede il contatto con molte persone: l’uso della mascherina e tutte le forme di protezione”, conclude il virologo.

La situazione nel mondo: quasi 27 milioni i contagi e quasi 880 mila morti

Sono 26.902.024 i casi accertati di coronavirus nel mondo, con 879.914 decessi a livello globale. E’ quanto registra l’osservatorio della Johns Hopkins University, che effettua un continuo monitoraggio dell’andamento della pandemia, dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Il Paese più colpito sono gli Stati Uniti, con 6.246.162 di casi e 188.540 decessi. Segue il Brasile. In India si registrano 90.632 nuovi casi di Covid-19, il più alto numero di nuovi contagi in un giorno dall’inizio della pandemia. Lo riferisce la Cnn. Il totale dei casi nel Paese supera i 4 milioni e ad oggi sale così a 4.113.811, compresi 70.626 decessi, stando ai dati del ministero indiano della Sanità. Il Regno Unito ha registrato circa 3 mila casi giornalieri di Covid-19. Sono infatti 2.988 le persone risultate positive ai test nelle ultime 24 ore, per un totale di 347.152 infezioni confermate dall’inizio della pandemia. Si tratta di un aumento significativo rispetto ai nuovi casi segnalati ieri – 1.813 – e la prima volta che il Paese ha segnalato più di 2.000 nuovi casi da maggio. La Francia ha inserito altri 7 dipartimenti nella lista delle zone rosse, chiamate anche “zone di circolazione attiva del virus”. La misura è stata presa con un decreto pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale entrato “immediatamente” in vigore. Si tratta dei dipartimenti di Corse-du-Sud, Haute-Corse, Côte-d’Or, Nord, Bas-Rhin, Seine-Maritime e Reunion, che si vanno ad aggiungere agli altri 21 già nell’elenco, tra cui Parigi e le Bouches-du-Rhône, le prime due aree classificate in rosso. Lo rende noto Franceinfo. Il passaggio di un dipartimento in zona rossa conferisce al prefetto “poteri potenziati” per adottare misure aggiuntive contro il Covid-19 sulla base dei “dati epidemiologici locali”.  Continua la crescita dei contagi da coronavirus in Spagna, dove hanno superato il mezzo milione in totale.

Il presidente del Consiglio Conte, “la scienza è democratica, no alla irrazionalità”

“Siamo in un periodo in cui il linguaggio della scienza appare imprescindibile per affrontare alcuni problemi comuni. Certamente il contrasto alla pandemia che stiamo affrontando, ma anche l’emergenza climatica” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della cerimonia di chiusura di ESOF 2020 (EuroScience Open Forum) presso il Convention Center Porto Vecchio, a Trieste. “La pandemia sta mettendo, ancora una volta, l’umanità alla prova. Rappresenta una catastrofe, che impone nuove priorità e introduce un cambiamento – ha detto Conte -. Nei mesi terribili del lockdown abbiamo riscoperto il ruolo della connettività, ma ci siamo anche chiesti in che misura questa connettività incide sulla qualità delle relazioni con l’altro. Ci siamo interrogati sulla nostra identità personale, sulla tecnologia”. “L’emergenza della pandemia ha reso anche l’opinione pubblica più attenta e più sensibile ai rapporti tra scienza e politica – ha detto ancora Conte – Un bene in una società democratica così complessa, ma la visione risultante che rischia di imporsi non riesce a conciliare la natura oggettiva dell’indagine scientifica e il suo essere a tempo stesso campo di confronto e di dialettica”. “L’esito – ha precisato Conte – è un senso di smarrimento nell’opinione pubblica. Una tale visione della scienza finisce, così, per generare una disillusione e, nel caso peggiore, vere e proprie pulsioni anti-scientifiche, che si riflettono contro quelle decisioni di Governo per la gestione della pandemia. In questo senso la scienza è un’impresa democratica: le controversie devono essere assunte come indizi di razionalità. Caratterizzare la scienza nella sua funzione civile è, dunque, fondamentale”.

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