Colleferro. Omicidio Willy. Si aggrava la posizione degli indagati. La Procura procede per omicidio volontario

Colleferro. Omicidio Willy. Si aggrava la posizione degli indagati. La Procura procede per omicidio volontario

Ci sono ancora punti oscuri che dovranno essere chiariti sulla vicenda che ha visto come vittima il ventunenne Willy Monteiro Duerte, aiuto cuoco di origine capoverdiana, ucciso a calci e pugni nella notte tra sabato e domenica a Colleferro. Gli investigatori stanno continuando ad ascoltare i tanti testimoni che hanno assistito alla violenta lite che sarebbe stata originata da un pesante apprezzamento rivolto ad un gruppo di tre ragazze di Colleferro. Altri soggetti potrebbero finire sotto inchiesta oltre ai quattro già arrestati, appartenenti al gruppo di Artena, la cui posizione si è aggravata visto che, all’esito dell’autopsia, la procura di Velletri ha deciso di procedere per omicidio volontario e non più per omicidio preterintenzionale. Dall’esame autoptico, infatti, i colpi inferti a Willy sono stati “ben assestati e non casuali”. Chi ha agito con quella violenza fuori luogo era consapevole che i colpi avrebbero potuto determinare conseguenze mortali.

Erano tanti i ragazzi e le ragazze che affollavano la zona di largo Santa Caterina nella notte tra sabato e domenica dove ci sono delle scalinate che portano ai locali notturni di Colleferro. Ciò che è certo è che Willy non conosceva le ragazze alle quali erano stati rivolti gli apprezzamenti e non conosceva nemmeno i ragazzi che lo hanno massacrato di botte. Willy conosceva solo un suo ex compagno di scuola, Federico, che era coinvolto nella lite e che aveva visto in difficoltà e per questo aveva deciso di intervenire in suo aiuto. Almeno tre testimoni, come ha scritto il Gip Giuseppe Boccarrato nell’ordinanza di custodia cautelare, sono concordi nel dire che i due fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, sono giunti con il Suv nero e una volta scesi dalla vettura “quando ormai la lite era finita, iniziavano a picchiare selvaggiamente qualsiasi persona che era presente lì sul posto”. Una violenza gratuita che si è scagliata contro Willy che si trovava più vicino al luogo dove si è fermata l’auto, una Audi Q7, intestata alla convivente del terzo fratello dei Bianchi e del tutto estraneo alla vicenda.

Matteo, uno dei ragazzi che ha assistito alla scena, ha fatto in tempo a scattare una fotografia alla targa dell’autovettura prima che questa si allontanasse a tutta velocità. E’ lui ad aver consegnato lo scatto ai carabinieri che ha permesso agli investigatori di individuare i sospettati dell’omicidio. “Riguardo ai picchiatori – ha raccontato ai militari Matteo – conosco tre di loro e sono i fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, il terzo è Mario Pincarelli da cui è nata tutta la discussione”. Pincarelli, infatti, probabilmente complice un bicchiere di troppo aveva rivolto degli apprezzamenti pesanti verso le tre ragazze. Federico, ex compagno di scuola di Willy, ha chiesto spiegazioni a Pincarelli che si trovava insieme a Francesco Belleggia, che ha il gesso ad un avanbraccio, il quale per tutta risposta gli ha dato uno schiaffo facendolo cadere dalle scale. Ma perché i fratelli Bianchi sono intervenuti? Chi li ha chiamati e perché? Secondo gli inquirenti l’amico dei Bianchi che ha chiamato al cellulare i fratelli Bianchi lo avrebbe fatto per chiedere un aiuto per la rissa che li vedeva coinvolti. La difesa davanti al Gip di Velletri ha voluto sottolineare che Marco e Gabriele Bianchi sono stati chiamati per andare a prendere i loro amici e riaccompagnarli a casa ad Artena. In tre, secondo il loro racconto, si erano allontanati con altrettante ragazze per appartarsi nella zona del cimitero di Colleferro e consumare dei rapporti sessuali. Marco, uno degli amici con cui Willy era giunto da Paliano, ha raccontato agli investigatori che a picchiarlo ferocemente sarebbero stati almeno in quattro: “quando Willy era caduto già a terra, tutti e quattro gli aggressori infierivano su di lui sferrando calci e pugni”. “Ho un vivido ricordo di un paio di loro – ha raccontato Emanuele, altro amico – non ricordo chi di preciso, che addirittura saltavano sul corpo di Willy steso in terra e già inerme”. Ad essere molto precisa è una ragazza che ha trascorso la serata al locale “Due di picche” che ha successivamente anche tentato di rianimare Willy: “conosco tre delle persone che si sono rese responsabili della rissa e sono i cosiddetti gemelli Bianchi di Artena, e Mario Pincarelli”. “Chi materialmente ha picchiato Willy è stato Gabriele – ha detto la giovane agli inquirenti che ne hanno trascritto il verbale nell’ordinanza di custodia – dapprima gli ha dato un calcio in pancia, quindi Willy si è accasciato a terra dopodiché si è rialzato ed è stato colpito nuovamente da Gabriele, a questo punto Willy rovinava a terra e perdeva sangue dalla bocca, Gabriele l’ha picchiato da terra per qualche istante dopodiché quando è arrivata la sicurezza dei locali lui è scappato insieme agli altri”.

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