Calcio. Europa League: Siviglia batte Inter 3-2 e conquista il trofeo. Il malumore di Conte e il conflitto con tifosi e società. Allegri all’Inter?

Calcio. Europa League: Siviglia batte Inter 3-2 e conquista il trofeo. Il malumore di Conte e il conflitto con tifosi e società. Allegri all’Inter?

Dieci anni dopo il Triplete i tifosi nerazzurri sognavano di festeggiare nuovamente in Europa, ma così non è stato. E sì che le premesse c’erano tutte, alla luce dello straordinario percorso della formazione di Conte in Europa League, coppa “di riparazione” dopo il terzo posto nel girone di Champions. Ai sedicesimi i nerazzurri avevano eliminato il Ludogorets (vittoria per 2-0 in Bulgaria e per 2-1 a San Siro), prima del lungo lockdown che aveva rimandato tutto all’estate. Handanovic e compagni si sono così ritrovati a dover affrontare in gara secca il Getafe per poter accedere alle Final Eight, pratica archiviata con il 2-0 firmato Lukaku-Eriksen. Nei quarti è stata la volta del Bayer Leverkusen, superato per 2-1 con le reti di Barella e Lukaku, prima del grande spettacolo messo in scena nella semifinale stravinta contro lo Shakhtar, seppellito sotto cinque reti (doppiette di Lautaro e Lukaku, gol di D’Ambrosio), ultima tappa prima dell’atto finale di Colonia contro il Siviglia. Proprio gli spagnoli si presentavano all’appuntamento con la fama di squadra “specialista” della competizione, con le loro cinque finali disputate tra Coppa Uefa ed Europa League negli ultimi 15 anni. Lo score parlava di cinque vittorie su cinque, che sono diventate sei su sei dopo aver superato l’Inter. Ai due successi in Coppa Uefa (2006 e 2007), si aggiungono così i quattro in Europa League (2014, 2015, 2016 e 2020). Un vero peccato per l’Inter, che non potrà sfidare la vincente della Champions nella Supercoppa europea in programma a Budapest il 24 settembre, e che soprattutto non potrà beneficiare del fatto che la vincitrice dell’Europa League sarà inserita in prima fascia nel sorteggio dei gironi della prossima Champions. I nerazzurri restano in terza fascia, ma in fondo è l’ultimo dei pensieri. Resta il grande rammarico per una coppa che era alla portata di Lukaku e compagni, ma che ancora una volta ha preso la strada per Siviglia.  Prima in tv, poi in conferenza stampa, dopo la sconfitta di Colonia nella finale di Europa League contro il Siviglia, Antonio Conte fa apertamente capire che il suo futuro sulla panchina dell’Inter è tutt’altro che certo. Dopo le dichiarazioni rilasciate in tv, quando la mezzanotte era già passata, in conferenza stampa l’ex ct della Nazionale ha ribadito certi concetti e poi rivolto un ringraziamento ai tifosi che sa tanto di saluti. “L’Italia è casa mia, non potrei mai pentirmi del fatto di essere tornato perché a prescindere da quello che accadrà ne è valsa la pena – ha detto Conte -. Ho fatto un’esperienza incredibile in questo club e ringrazio, visto che non ho avuto modo per il Covid, tutti gli interisti veri e anche la Curva per avermi sempre supportato. Non era semplice da nemico, sempre sportivamente parlando – dice riferendosi alla sua storia con la Juve -. Quindi non posso dire di essermi pentito perché a prescindere da tutto e da quel che accadrà ne è valsa la pena. Ho vissuto un’esperienza incredibile e importante in un club che come Juventus e Milan ha fatto la storia del calcio italiano”.

I prossimi giorni saranno decisivi per la permanenza di Antonio Conte all’Inter: nemmeno il tempo di metabolizzare la sconfitta in finale di Europa League con il Siviglia, su cui hanno pesato l’inesperienza e un pizzo di sfortuna, e la società si trova a doversi confrontare di nuove con le parole del tecnico nel dopo-gara che a molti sono parse un addio. Già lunedì potrebbe esserci il confronto decisivo con il presidente Steven Zhang che nonostante il ko ha parlato di “stagione molto positiva” e ha lodato staff e giocatori. “Adesso ci prenderemo due-tre giorni di vacanza, e a mente fredda ci incontreremo, è giusto cosi'”, ha detto a caldo l’ex ct azzurro, “si farà poi una disamina della stagione, di tutto. In maniera serena cercheremo di pianificare eventualmente il futuro dell’Inter, con o senza di me”. “Bisogna prendere la decisione migliore per il bene dell’Inter, non c’è astio. Ci sono vedute diverse. Ringrazio per quest’opportunità, allenare l’Inter ne è valsa la pena”. “Ho dato tanto e ricevuto tantissimo”, ha sottolineato Conte, “però alcune situazioni che ho vissuto quest’anno non mi sono piaciute. Ho anche una famiglia e devo capire se la mia priorità resta il calcio, perché a tutto c’è un limite e devo capire il mio dove arriva… non voglio che venga intaccata anche la mia vita privata”. Nel precedente sfogo a Bergamo dopo l’ultima giornata di campionato, l’allenatore nerazzurro aveva messo nel mirino la società che non avrebbe difeso abbastanza la squadra. A Colonia ha invece tenuto a precisare di avere un ottimo rapporto con la proprietà cinese e gli Zhang e ha smussato le critiche ai dirigenti. Se sarà davvero addio nonostante il contratto che lega Conte ai nerazzurri fino al 2022, la successione appare già scritta: Massimiliano Allegri potrebbe tornare a subentrare a Conte come aveva già fatto sei anni fa alla Juventus, peraltro con un bilancio di cinque scudetti e due finali Champions. Il tecnico toscano, dopo un anno sabbatico, potrebbe diventare il primo allenatore italiano a vincere uno scudetto con Milan, Juventus e Inter.

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