Università. Diritto allo studio, gli studenti: “Borse ridotte e pochi incentivi: bisogna evitare un crollo delle immatricolazioni!”

Università. Diritto allo studio, gli studenti: “Borse ridotte e pochi incentivi: bisogna evitare un crollo delle immatricolazioni!”

In seguito alla crisi economica e sociale dovuta al Covid-19, gli Atenei italiani, secondo quanto previsto dall’ultimo rapporto Svimez, subiranno un calo di 10mila immatricolazioni, riducendo in modo ancora maggiore il numero di studentesse e studenti che frequentano l’università e allargando ancora di più il gap tra iscritti alle università italiane e alle università europee. Mentre il governo ha prospettato la possibilità di allargare la no-tax area per contenere il calo delle immatricolazioni, la governance delle Regioni italiane non sembra essere altrettanto spaventata: come riportato da Camilla Guarino, coordinatrice di Link – Coordinamento Universitario, “per fare fronte alla forte riduzione di immatricolati alle Università italiane, le misure messe in campo dal Governo non sono bastevoli e c’è la necessità del recepimento del DL Rilancio da parte di tutte le Regioni”.

“Ma – prosegue Guarino – le Regioni sembrano essere del tutto disinteressate al tema del diritto allo studio: nonostante le numerose difficoltà vissute da tante e tanti nel proseguire i propri studi, a causa della sospensione della didattica e della forte contrazione dei redditi di alcune famiglie, le Regioni non dimostrano alcuna volontà di sostenere questi studenti nel loro futuro”.

“Infatti, come emerso dalla Conferenza Stato-Regioni, sarà predisposto un bonus covid di soli 5CFU per coloro che non sono riusciti a conseguire i crediti necessari per confermare la borsa o accedere a quella dell’anno successivo: è una misura fortemente penalizzante e non in grado di sostenere tutte e tutti coloro che, in condizioni normali, avrebbero potuto sostenere gli esami con profitto. Va sottolineato che 5CFU non pesano nemmeno come un esame: sono meramente un contentino dato alla componente studentesca”.

“La cosa ancora più grave – continua Guarino – è che per tutti coloro che useranno il bonus, la borsa sarà ridotta del 20%: non possiamo accettare che siano adottati dei meccanismi punitivi e disincentivanti addirittura quando si tratta del diritto di tante e tanti a studiare e a portare a termine il proprio percorso universitario e i propri sogno”. “Per risolvere queste problematiche e tornare alla messa in campo di misure realmente in grado di sostenere le studentesse e gli studenti è necessario che siano stanziati ancora più fondi a livello ministeriale e dalle regioni stesse, in modo da garantire la copertura totale delle borse di studio, senza lasciare nessuno escluso a causa di criteri riduttivi e di misure penalizzanti”, conclude Guarino.

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