Coronavirus. 24 giugno. 30 decessi (totale 34.644) e 190 nuovi casi (totale 239.410). Oms: nel mondo 10 milioni di casi. L’Fmi prevede la crisi economica peggiore dalla Grande Depressione del 1929

Coronavirus. 24 giugno. 30 decessi (totale 34.644) e 190 nuovi casi (totale 239.410). Oms: nel mondo 10 milioni di casi. L’Fmi prevede la crisi economica peggiore dalla Grande Depressione del 1929

Sono 190 le nuove positività al coronavirus registrate oggi in Italia, secondo dati forniti dalla Protezione civile. Il totale delle persone che hanno contratto il virus sale 239.410. Il numero totale di attualmente positivi è di 18.655, con una decrescita di 918 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 107 sono in cura presso le terapie intensive, con un decremento di 8 pazienti rispetto a ieri. Sono 1.610 le persone ricoverate con sintomi, con un decremento di 243 pazienti rispetto a ieri; 16.938, pari al 91% degli attualmente positivi, sono invece in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Si registrano 30 decessi, che portano il totale a 34.644. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 186.111, con un incremento di 1.526 persone rispetto a ieri.

La situazione nel mondo. L’Oms: 10 milioni di casi entro pochi giorni. In America Latina superata la soglia delle 100mila vittime

La prossima settimana, i casi di coronavirus nel mondo dovrebbero raggiungere quota 10 milioni. E’ la previsione del direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Finora 9,3 milioni di persone sono risultate positive al virus Sars-CoV-2 da quando l’epidemia è scoppiata a inizio anno; 478.289 persone sono morte per il Covid-19, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Ma la preoccupazione più grande è in Sud America, dove si è superata la soglia delle 100.000 vittime (+2.632 nelle ultime 24 ore) e dove crescono decisamente anche i contagi, arrivati a 2.153.562, con un aumento di 62.811 rispetto al giorno prima. Il Brasile, secondo Paese al mondo dietro gli Usa sia per contagi che per morti, continua ad essere il principale focolaio regionale, con 1.145.906 di contagiati (più 39.436) e 52.645 morti (+1.374). La mappa dell’andamento epidemiologico negli Stati Uniti, che sta preoccupando gli esperti sanitari, mostra come in oltre la metà degli stati, cioè 26, si registra un numero quotidiano di nuovi casi superiore a quelli della scorsa settimana. E per almeno 10 di loro si parla di aumento del 50% o oltre. Sul fronte opposto, vi sono invece 13 stati – tra i quali New York, Massachusetts, Alaska, North e South Dakota – in cui si ha una diminuzione dei casi, ma sotto il 50%.

Porto Empedocle: 28 dei 209 migranti salvati dalla Sea Watch e imbarcati sulla Moby Zazà positivi al Covis-19

L’esito del tampone è arrivato stamattina: 28 dei 209 migranti, salvati in acque internazionali dalla nave Sea Watch e imbarcati sulla nave-quarantena Moby Zazà, in rada a Porto Empedocle (Agrigento), sono positivi al Covid-19. L’esame è stato disposto dopo il ricovero di uno dei profughi soccorsi nel reparto Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Una sospetta tubercolosi rivelatasi, dopo gli accertamenti, un caso di coronavirus. E mentre il presidente della Regione Nello Musumeci rivendica la richiesta della nave-quarantena fatta al governo centrale ad aprile “per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell’isola”, il Viminale assicura che le procedure adottate per i migranti sbarcati dalla nave Sea Watch e accolti per la quarantena obbligatoria garantiscono “la piena tutela della sicurezza sanitaria del Paese”. I pazienti confermati e sospetti per il Covid-19 sono stati alloggiati in ponti isolati della nave: come previsto dalle linee guida, è stata istituita a bordo una ‘zona rossa’ in cui il personale può accedere unicamente con dispositivi di protezione individuali completi. Al termine del periodo di quarantena obbligatoria, tutti i migranti verranno sottoposti ad un ultimo screening per garantire la piena tutela della salute pubblica al momento dello sbarco. Dalla Sea Watch fanno sapere di aver richiesto un secondo tampone per l’ equipaggio, che già si era sottoposto al test prima della partenza, con esito negativo. “Le persone soccorse hanno trascorso ore, talvolta giorni, ammassate in imbarcazioni fatiscenti. Quasi tutte provengono da periodi di confinamento o detenzione in massa in condizioni disumane in Libia, dove, secondo un comunicato diffuso da International Rescue Committee, i contagi di Covid19 sono raddoppiati nelle ultime due settimane”, ha spiegato Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch.

Fmi pessimista, taglia le stime. Pil Italia 2020 -12,8%

Una recessione più profonda delle attese, la “peggiore dalla Grande Depressione”, seguita da una ripresa molto incerta. Il Fondo Monetario Internazionale è pessimista sullo stato di salute dell’economia globale con il coronavirus che rischia di presentare un conto da oltre 12.000 miliardi di dollari per il 2020 e il 2021. E di aver un impatto “catastrofico” sul mercato del lavoro. Dalla brusca frenata economica non si salva nessuno, neanche l’Italia. Il pil del Belpaese è previsto contrarsi quest’anno del 12,8%, quindi decisamente di più rispetto al -9,1% stimato solo in aprile. Una contrazione che ha ripercussioni sui conti pubblici: il debito è atteso schizzare dal 134,8% del 2019 al 166,1% del pil nel 2020, con un deficit in deciso peggioramento al 12,7% (la stima era all’8,3% in aprile). La ripresa è prevista per il 2021, quando l’economia crescerà più delle attese segnando un +6,3%, ovvero 1,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile, con un impatto positivo sul debito e sul deficit, previsti scendere rispettivamente al 161,9% e al 7%. Il quadro tratteggiato dal Fmi mostra le profonde cicatrici che il coronavirus sta lasciando sull’economia mondiale e sulla popolazione. Il Fondo parla infatti di un effetto “catastrofico” del virus sul mercato del lavoro e cita i dati dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro: il calo delle ore lavorate nel primo trimestre rispetto al quarto trimestre del 2019 equivale alla perdita di 130 milioni di posti di lavoro. Il calo del secondo trimestre equivale a 300 milioni di posti. A pagare il prezzo più caro sono i “lavoratori poco qualificati che non hanno l’opzione di lavorare da casa” e le donne appartenenti ai gruppi demografici a basso reddito.

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