Coronavirus. 24 maggio. 229.858 contagi, 32.785 decessi (zero in Lombardia oggi), 130.479 guariti. Negli Usa quasi centomila morti. In Italia, il dramma dell’editoria

Coronavirus. 24 maggio. 229.858 contagi, 32.785 decessi (zero in Lombardia oggi), 130.479 guariti. Negli Usa quasi centomila morti. In Italia, il dramma dell’editoria

Nuovo calo delle persone positive al coronavirus su base quotidiana. Sono invece 50 i decessi registrati, il minimo dal 7 marzo. Ma questo dato è influenzato dal fatto che secondo la Regione Lombardia nelle ultime 24 ore non si sono registrati decessi di persone positive al coronavirus. Il totale complessivo dall’inizio dell’epidemia nella sola Lombardia è di 15.840 deceduti, ma i flussi provenienti dalla rete ospedaliera e le anagrafi territoriali oggi non hanno segnalato decessi. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 531 nuovi positivi che portano il totale nel nostro paese a 229.858. Va detto, però, che sono stati effettuati quasi 18 mila tamponi in meno. Si tratta comunque di 128 casi in meno rispetto al dato di ieri. Costante il calo delle persone attualmente positive, che è di 56.594, con una decrescita di ben 1.158 assistiti rispetto a ieri. Cinquanta le persone decedute nelle ultime 24 ore che portano il totale a 32.785. Ieri erano state 119. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 130.479 con un incremento di 1.639 persone rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 553 sono in cura presso le terapie intensive, 19 pazienti in meno rispetto a ieri; mentre 8.613 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 82 pazienti. Quanto al numero di tamponi totali effettuati arriva a 3.391.188, nelle ultime 24 ore, 55.824 in netto calo, rispetto del giorno precedente quando erano stati 72.410. Sono invece 2.198.632 le persone sottoposte a test.

Nel mondo 5,3 milioni di contagi. Negli Stati Uniti quasi centomila i decessi. Dopo Liverpool-Atletico Madrid ci furono 41 morti per Covid-19

I contagi da coronavirus nel mondo hanno superato i 5,3 milioni mentre i decessi sono più di 342 mila. Lo rileva il consueto aggiornamento della Johns Hopkins sull’andamento della pandemia. Per quanto riguarda i decessi il Paese con il maggior numero restano gli Usa con quasi 100 mila vittime (97.150), seguiti dal Regno Unito (36.757). Stati Uniti al primo posto anche per il numero dei contagi (oltre 1,62 milioni), seguiti dal Brasile (347 mila) e dalla Russia (344 mila). Si è scoperto che Liverpool-Atletico Madrid, gara valida per gli ottavi di finale di Champions League disputata l’11 marzo scorso davanti a 52mila spettatori, avrebbe causato 41 vittime in più per il Coronavirus, tutti decessi avvenuti tra i 25 e i 35 giorni successivi alla partita. Lo rivela lo studio condotto da Edge Health, società che analizza i dati per il Servizio Sanitario nazionale britannico, pubblicato dal ‘Times’. Il match di Anfield fu l’ultimo disputato in Inghilterra prima che arrivasse lo stop alle competizioni.

Il dramma della crisi dell’editoria italiana attraverso i numeri. Ecco la mappa

I dati fanno riferimento alle ultime rilevazioni dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori sull’impatto del Covid-19. Nel 2020 saranno 21 mila i titoli pubblicati in meno, anche se si concretizzerà il recupero, 12.500 le novità in uscita bloccate, 44,5 milioni le copie che non saranno stampate e 2.900 i titoli in meno da tradurre. Ad aprile erano il 70% gli editori che stavano attuando o programmando la cassa integrazione. Per il periodo maggio-agosto è del 42% la percentuale di chi ha deciso di temporeggiare con le uscite, rimandandole ulteriormente. Si punta in modo particolare sull’ultima parte dell’anno con solo l’8% degli editori che immagina di rinviare i titoli di settembre-dicembre, sperando in un recupero natalizio. Ebook e audiolibri tengono: nel primo semestre dell’anno solo l’1% degli editori ha dichiarato di aver riprogrammato al ribasso le uscite dei libri in digitale. Il 10% quelle degli audiolibri. I piccoli e medi editori rischiano di essere decimati: quasi un editore su dieci (9%) sta valutando la chiusura già nel 2020. Un altro 21% la considera probabile. Si arriverebbe così al 30%. A fine 2020 si stima che la riduzione dei titoli dei piccoli e medi editori sarà del 32%. Questo vuol dire 21.000 opere in meno, il 54% di tutte quelle che andranno perdute nel 2020. Pesante il calo di fatturato: il 72% dei piccoli e medi editori stima una perdita a marzo superiore al 30%, il 56% superiore al 50%, il 29% superiore al 70%. Le librerie con il lockdown hanno avuto in dieci settimane 140 milioni di minor fatturato, pari a circa 45 milioni di euro di mancati utili lordi.

Riapre la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Dopo due mesi esatti, la Basilica del Santo Sepolcro e della Resurrezione, a Gerusalemme, ha riaperto i battenti ai fedeli. Da oggi 50 persone alla volta sono state ammesse nel tempio, una scelta fatta “per motivi di sicurezza e per evitare il rischio di una nuova diffusione dell’infezione Covid-19” dopo il lockdown. Il tempio che custodisce il Santo Sepolcro di Gesù era stato chiuso dalla polizia israeliana lo scorso 24 marzo, come misura precauzionale volta a fronteggiare la pandemia. In una nota congiunta, il custode francescano di Terra Santa, padre Francesco Patton, il patriarca greco ortodosso di Gerusalemme Teofilo III e quello armeno Nourhan Manougian, hanno sottolineato che la Basilica “sarà accessibile solo a coloro che non hanno febbre o sintomi di infezione e indossano adeguate protezioni sul viso”. E’ inoltre necessario il rispetto della distanza minima di sicurezza di 2 metri ed “evitare qualsiasi atto di devozione che possa comportare un contatto fisico come toccare e baciare le pietre, le icone, i paramenti e il personale della Basilica”, oltre a rispettare sempre le istruzioni fornite. Da questo luogo santo, in questo periodo di Pasqua, concludono le guide spirituali delle tre comunità, “continuiamo le nostre preghiere, chiedendo la fine di questa pandemia”. In Israele ci sono stati 16.700 casi di coronavirus e 279 morti.

In arrivo 60 mila volontari per la Fase 2, troppi assembramenti

Il primo fine settimana di riapertura dopo la quarantena è coinciso anche con tanti assembramenti in diverse città italiane. E proprio per evitare la movida incontrollata o il sovraffollamento nelle spiagge e nelle città d’arte, è in arrivo un esercito di 60 mila “assistenti civici”, che avranno il compito di vigilare sulla Fase 2. Verranno reclutati con un bando rivolto “a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali”, hanno spiegato con una nota dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e da Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani. Il bando verrà emesso entro la prossima settimana. Saranno tutti volontari, che offriranno agli enti locali la possibilità di potenziare i controlli nelle strade e aumentare l’assistenza alle categorie più fragili, dagli anziani ai bambini. Verranno coordinati dalla Protezione Civile che “indica alle Regioni le disponibilità su tutto il territorio nazionale”, e saranno “impiegati dai sindaci per attività sociali, per collaborare al rispetto del distanziamento sociale e per dare un sostegno alla parte più debole della popolazione”. Se la risposta ai cittadini indisciplinati saranno proprio gli “assistenti civici”, oppure device elettronici che misurano il distanziamento sociale (uno tra tutti, ‘Leo’, nuovo dispositivo inventato da un’azienda di Pordenone che suona se ci si avvicina troppo), o un’altra forma di sorveglianza, saranno i prossimi giorni a dircelo. Di certo, però vanno prese delle contromisure contro l’euforia per la fine quarantena. Il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, dopo l’affollamento di sabato sera sui Navigli, sottolinea come da parte degli amministratori ci sia “frustrazione” perché è chiaro che la situazione “con le Forze dell’Ordine disponibili non si riesce a gestire” e che “il richiamo al buonsenso funziona fino a un certo punto. Domani – conclude Sala – farò nuovamente il punto con il Prefetto per verificare la situazione, a valle del weekend”.

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