Coronavirus. 22 aprile. 187.327 contagi totali, 25.085 i decessi, 54.543 i guariti. Negli Usa superati i 45 mila morti. Virus isolato nelle lacrime. Rna virale nelle acque di scarico di Roma e Milano

Coronavirus. 22 aprile. 187.327 contagi totali, 25.085 i decessi, 54.543 i guariti. Negli Usa superati i 45 mila morti. Virus isolato nelle lacrime. Rna virale nelle acque di scarico di Roma e Milano

Il numero dei casi totali di coronavirus in Italia è salito a 187.327, con un incremento di 3.370, superiore ai +2.729 registrato ieri, conseguenza anche dell’elevato numero di tamponi eseguiti. Gli attualmente positivi sono 107.699, con un calo di sole 10 unità dopo quello di -528 di ieri. I guariti sono diventati 54.543, con un aumento di 2.943, superiore anche ai +2.723 di ieri. I morti sono 25.085, con un saldo di +437 inferiore al +534 registrato ieri. Continua tuttavia a diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere, con il calo dei pazienti nelle terapie intensive. Nel mondo, ha superato quota 180mila il numero dei morti a causa del coronavirus. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i decessi, nello specifico, sono 180.784, mentre i casi confermati sono 2.603.147. Negli Stati Uniti, ci sono almeno 826.248 casi e 45.638 morti. Il totale include i casi di tutti e 50 gli Stati, del District of Columbia e dei territori statunitensi, oltre ai casi riguardanti cittadini rimpatriati. Lo Stato più colpito, con almeno 258.589 casi e 19.118 morti, resta New York. Poi il New Jersey, con almeno 92.387 casi e 5.097 morti. La città più colpita è New York City, con 144.190 casi e 14.887 morti; il Queens (New York) è la contea più colpita, con 41.520 casi e 2.877 morti.  In Europa, oltre che in Italia e Francia, la situazione in Spagna è ancora critica con 435 morti nelle ultime 24 ore, che portano a 21.282 il numero complessivo dei decessi. Continuano a crescere anche i contagi, 4.211 in più, per un totale di 208.389. L’allentamento delle misure inizierà con il permesso di passeggiate per i minori accompagnati da un adulto.

Il virus Sars-Cov-2, responsabile della pandemia Covid-19, è attivo anche nelle lacrime e nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus

Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Annals of internal medicine e realizzato dai ricercatori dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma. Partendo da un tampone oculare, il virus è stato isolato dimostrando che esso è in grado di replicarsi anche nelle congiuntive. “Dai ricercatori dello Spallanzani Inmi una nuova scoperta nello studio del Covid, comunicata all’Organizzazione mondiale della Sanità. Un risultato importante”, commenta la Regione sulla sua pagina Facebook “Salute Lazio”. Come ha spiegato Marta Branca, direttore generale dello Spallanzani: “la scoperta dei nostri ricercatori è un altro piccolo tassello che si inserisce nel complicato puzzle di questo virus. La nostra soddisfazione è quella di contribuire, con questa ricerca, a far conoscere meglio i meccanismi di contagio e, quindi, a creare maggiore consapevolezza e sicurezza negli operatori chiamati a confrontarsi con la gestione clinica dei pazienti”. La ricerca dimostra che gli occhi non sono solo una delle porte di ingresso del virus nell’organismo, ma anche una potenziale fonte di contagio. “Già dalla fine di febbraio avevamo parlato della possibilità che il Covid-19 potesse essere presente nel sacco congiuntivale, anche in assenza di corrispondente altra sintomatologia infettiva, sottolineando come l’occhio attraverso la congiuntiva fosse una via di ingresso della infezione virale. Oggi anche lo studio pubblicato su ‘Annals of Internal Medicine’ dai ricercatori dell’Istituto Spallanzani di Roma , comunicato all’OMS per le sue implicazioni sul piano della salute pubblica, ci dà ragione” afferma il presidente dell’Associazione italiana dei Medici Oculisti, Luca Menabuoni. “Avevamo già scritto una lettera al ministro della Salute, ai governatori delle Regioni, ai direttori generali e ai direttori sanitari delle ASL – prosegue Menabuoni – affinché intervenissero per tutelare la salute dei medici, degli infermieri e dei pazienti che quotidianamente affollano i nostri pronto soccorso e ambulatori oculistici. Anche alla luce di questo nuovo studio, come ha affermato la dottoressa Castilletti, responsabile dell’Unità Operativa Virus Emergenti del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani, appare evidente la necessità di un uso appropriato di dispositivi di protezione durante gli esami oculistici. Ci auguriamo che ora le nostre richieste vengano tenute in una ancora maggiore considerazione”.

Dopo Parigi, anche a Milano e Roma tracce del materiale genetico del SarsCov2 (Rna) sono state ritrovate nelle acque di scarico, che possono essere dunque considerate un indicatore dei focolai epidemici di Covid-19. Lo dimostra uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che rileva come in ogni caso non vi sia alcun rischio per la salute umana. Il materiale genetico Rna del virus SarsCov2, spiega l’Iss, può essere dunque trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamenti come ‘spia’ della presenza di un focolaio epidemico. Lo studio è stato condotto a Roma e Milano dal gruppo guidato da Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute Del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Iss, e sarà pubblicato a breve. “Abbiamo selezionato e analizzato per la ricerca del virus, un gruppo di 8 campioni di acque di scarico raccolti dal 3 al 28 febbraio a Milano e dal 31 marzo al 2 aprile a Roma – spiega La Rosa -. In 2 campioni raccolti nella rete fognaria della zona Occidentale e Centro-orientale di Milano è stata confermata la presenza di RNA del nuovo coronavirus. Nel caso di Roma, lo stesso risultato positivo è stato riscontrato in tutti i campioni prelevati nell’area orientale della città. Stiamo ora estendendo la ricerca ad altri campioni di acque di scarico provenienti da una rete di raccolta in diverse regioni, costruita negli anni nell’ambito di un progetto finanziato dal Centro Nazionale di prevenzione e Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute”. I

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