Stati Uniti. Primarie dem. Biden si avvicina a grandi passi verso la nomination presidenziale. Preziosa la vittoria nel Michigan industriale. Sanders deluso. Mollerà?

Stati Uniti. Primarie dem. Biden si avvicina a grandi passi verso la nomination presidenziale. Preziosa la vittoria nel Michigan industriale. Sanders deluso. Mollerà?

Dopo aver vinto il Super Tuesday del 3 marzo, Joe Biden si è ripetuto nella notte, conquistando 4 dei sei Stati in gioco: la nomination del partito democratico per le presidenziali statunitensi, a questo punto, è sempre più nelle sue mani. La risposta più attesa era quella degli elettori del Michigan, che quattro anni fa, a sorpresa, premiarono il senatore Bernie Sanders, che da quel successo costruì una campagna elettorale credibile e capace di tenere testa a quella di Hillary Clinton. Questa volta, invece, i sondaggi sono stati rispettati e Sanders ha perso di circa 16 punti percentuali. Biden ha vinto nettamente anche in Missouri e Mississippi, grazie all’ampio sostegno garantito dagli afroamericani e dagli elettori bianchi delle zone suburbane e rurali; ha poi vinto anche in Idaho, mentre in North Dakota e Washington, dove Sanders è in vantaggio, il divario tra i due non è ancora tale da poter decretare un vincitore. Parlando ai suoi sostenitori a Philadelphia, nella notte, Biden ha detto: “Abbiamo un obiettivo comune e insieme sconfiggeremo Donald Trump”. Una volta usciti di scena candidati come Pete Buttigieg, Amy Klobuchar e Mike Bloomberg, gli elettori democratici moderati si sono compattati a favore dell’ex vicepresidente, che nelle ultime settimane ha ricevuto importanti ‘endorsement’, a partire da quelli degli ex rivali. Sanders, a questo punto, appare incapace di invertire il ‘momentum’. Martedì prossimo è in programma un altro ‘mini’ Super Tuesday, con Arizona, Florida, Illinois e Ohio al voto. Al momento, con 110 delegati ancora da assegnare, Biden ha conquistato ieri 153 delegati, contro gli 89 per Sanders; i totali sono 823 a 663 per l’ex vicepresidente. Per conquistare la nomination, servono 1.991 delegati.

Sanders stanotte è rientrato direttamente a casa in Vermont e a differenza di quanto ha sempre fatto non ha rilasciato dichiarazioni dopo il voto. Alexandra Ocasio Cortez, giovane deputata dem tra le più ascoltate sostenitrici di Sanders, ha detto stanotte: “non c’è da indorare la pillola. E’ un serata difficile”. Entrambi i candidati ieri sera hanno disdetto i loro comizi a Cleveland, Ohio, per l’emergenza coronavirus che preoccupa i mercati e alimenta le critiche alla risposta dell’amministrazione Trump. Biden secondo gli exit poll stanotte ha vinto grazie al sostegno di uno spettro molto ampio di elettori, donne, afroamericani, ultra 45enni e iscritti al sindacato, insomma tutti tranne i liberal più convinti. In Michigan ha convinto le donne e gli operai bianchi, due gruppi di elettori che nel 2016 avevano sostenuto Sanders contro Clinton. Sanders ha sbaragliato tra i giovani sotto i 30 anni, i quali però rappresentano un fetta non sostanziosa dell’elettorato degli stati in palio ieri. Ma è soprattuto l’affluenza, 1,7 milioni di votanti contro 1,2 milioni quattro anni fa, a fare la differenza. In Missouri Biden ha ottenuto il 60,1% contro il 34,5% di Sanders, in Mississippi, dove è più forte l’elettorato nero che lo premia da sempre, addirittura l’81% contro il 14%. A Sanders la consolazione di aver vinto in North Dakota, con un vantaggio di sei punti percentuali, mentre nello stato di Washington, dove è ancora in corso lo spoglio delle schede, è testa a testa.

Dopo la vittoria di Joe Biden nel Mini Tuesday, cresce la pressione del vertice del partito democratico perché lo sfidante, Bernie Sanders, si ritiri dalla corsa. Il messaggio arriva dai due storici strateghi degli ultimi presidenti democratici. “Vedrete che la pressione sarà enorme – ha commentato alla Cnn David Axelrod, ex capo delle strategie di Barack Obama – e da parte di tutti i segmenti del partito, che inviteranno il senatore ad arrendersi all’evidenza di numeri che vediamo tutti”. “Finiamola con questo teatrino – ha aggiunto alla Msnbc James Carville, che guidò le strategie di Bill Clinton – questa cosa è decisa. Biden ha trionfato in Michigan, uno degli Stati chiave per la presenza degli operai, e lo ha fatto in modo deciso, con 16 punti di distacco su Sanders, che aveva puntato molto su questo stato del Midwest dove la crisi industriale ha colpito centinaia di migliaia di persone. La strategia di Bernie di mettere il suo sfidante nell’establishment colpevole della crisi non è risultata vincente”.

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