Lodi. Deraglia all’alba un Frecciarossa. Morti due macchinisti. Alcuni feriti gravi tra i passeggeri

Lodi. Deraglia all’alba un Frecciarossa. Morti due macchinisti. Alcuni feriti gravi tra i passeggeri

Un treno dell’alta velocità è deragliato all’alba sulla linea Milano-Bologna, nelle vicinanze della stazione di Livraga (Lodi). “Il bilancio definitivo del deragliamento del Treno Alta Velocità Frecciarossa avvenuto alle 5.35 all’altezza di Ospedaletto Lodigiano, in località Cascina Griona, è di 2 persone decedute, 31 feriti”. Lo riferisce l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Tra i feriti “4 ricoverati in codice giallo a Lodi (2), Cremona e Pavia, e 27 in codice verde negli ospedali di Lodi (8), Melegnano (4), Crema (3), Humanitas (3), Codogno (2), Piacenza (3) e Castel San Giovanni (4)”. Per Gallera è stata “straordinaria la capacità di intervento e di coordinamento dell’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza (AREU) di Regione Lombardia che ha messo immediatamente in campo l’attività di Consolle Maxiemergenza, 2 elicotteri dotati di dispositivi per il volo notturno, 2 automediche, 12 ambulanze e 1 veicolo da 9 posti. Ringrazio tutti gli operatori e i volontari intervenuti con grande tempestività e professionalità”.

Si chiamavano Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo i due ferrovieri morti questa mattina nel deragliamento del Treno Frecciarossa 9595 nel Lodigiano. Il primo aveva 51 anni ed era originario di Reggio Calabria, mentre il secondo, era un 59enne di Capua, nel Casertano. Sono 9 i feriti del Frecciarossa deragliato portati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Lodi. Tre sono già stati dimessi, uno è in codice giallo con più fratture e gli altri in codice verde con contusioni o escoriazioni al momento giudicate non gravi. I feriti “stanno bene ma sono tutti molto scossi e al momento non vogliono rilasciare dichiarazioni. Uno, in particolare, è in forte stato di shock e non ricorda nulla dell’incidente”, fa sapere l’ospedale, che ha chiuso lo stato d’emergenza.”In considerazione dell’estrema gravità dell’incidente e nel rispetto delle vite umane domani ci sarà uno sciopero di due ore di tutti i ferrovieri dipendenti da tutte le aziende di settore operanti sulla rete nazionale e locale a partire dalle 12 ai sensi della vigente normativa in materia”. Lo annunciano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fast-Confsal, Ugl Taf e Orsa dopo il deragliamento del Treno che ha causato la morte dei due macchinisti.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, appresa la notizia del deragliamento del treno nel lodigiano, ha espresso il suo cordoglio per i ferrovieri Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, “due nuove vittime del lavoro”, e si è augurato che si faccia presto luce sulla dinamica del grave incidente, per garantire il diritto dei cittadini alla sicurezza nei trasporti. E’ quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica.

Il servizio ferroviario dei treni alta velocità e a media-lunga percorrenza è stato riprogrammato in seguito all’incidente del treno 9595 Milano-Salerno avvenuto nei pressi della stazione di Livraga, provincia di Lodi. I treni alta velocità fra Milano e Bologna percorrono la linea convenzionale fra Milano e Piacenza con ritardi fino a 60 minuti. Previste anche limitazioni di percorso e cancellazioni. Il dettaglio dei provvedimenti è consultabile sui siti web delle imprese ferroviarie. Ripercussioni ci sono anche per la circolazione ferroviaria dei treni regionali. Sulla linea Lodi-Saronno (S1) i treni regionali sono limitati a Melegnano e Milano Rogoredo. I convogli della linea Milano Bovisa Fnm-Melegnano (S12) sono limitati a Milano Rogoredo. Lo comunica in una nota Rfi, Rete ferroviaria italiana.

La motrice del Treno schizzata via, divelta e con pezzi di ferro e cavi in vista, adagiata accanto a un deposito di materiale ferroviario dopo che ha colpito una serie di ostacoli, tra cui un carrello della manutenzione. Ad una cinquantina di metri di distanza la carrozza Business del Frecciarossa 1000, numero 9595 partito da Milano Centrale intorno alle 5.30 e deragliata per cause in via di accertamento dopo Rogoredo, riversa su un lato. Succede ad Ospedaletto Lodigiano, in aperta campagna, non lontano da Livraga, e scorrono in mente le immagini della tragedia di Pioltello del 25 giugno 2018. Anche qui c’è una ‘carcassa’ di Treno che fa impressione e si vede già dall’autostrada A1, che corre accanto ad alcune centinaia di metri. Fuori dai binari, subito dietro e ancora attaccato, il resto del convoglio ad alta velocità diretto a Salerno, dove non è mai giunto. Tutto intorno, fra l’erba e il terreno, ci sono alcuni pezzi volati via, come una molla ed altre grosse parti metalliche, delimitate da un nastro bianco e rosso, vicino a un canale. Sul Frecciarossa deragliato, visto l’orario, c’erano, per fortuna, solo 33 persone. I due macchinisti, Giuseppe Ciuccì e Marco di Cuonzo, 51 e 59 anni, hanno perso la vita praticamente sul colpo. I loro corpi restano lì per alcune ore e poi vengono trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Lodi. In salvo, già dimesse o ancora ricoverate, le altre 31. Una lunga fila di auto e mezzi di soccorso delle forze dell’ordine, dei tecnici, dei vigili del fuoco, del 118. Al lavoro anche per la procura degli esperti che hanno già fatto esperienza dopo l’incidente di Pioltello. I sopralluoghi sono continui. Gli inquirenti scattano foto, riprendono video e recuperano anche la scatola nera. Le testimonianze sono da brividi.

“C’è stato un botto, poi si è mosso molto il treno e ci siamo fermati dopo diversi sballottamenti”, racconta Chiara, una delle passeggere portate in ospedale. “Stavo dormendo – aggiunge – mi sono resa conto solo che si muoveva. Mi sono svegliata, sono cadute le cose dal treno e poi siamo scesi aprendo la porta. Sono rimasta aggrappata al posto con tutte le mie forze. Sarà durata 40 secondi, un minuto, che sembravano dieci. Non ho visto gente che volava”. Mentre Micaela, addetta al bar, che vive a Domodossola, racconta: “Io e io miei colleghi ci trovavamo alla carrozza numero 3 dove c’è il bar, io lavoro lì. Abbiamo sentito un grosso botto, le luci che si spegnevano e il treno che cominciava a vibrare. Sono scoppiati tutti i finestrini, la mia collega è stata sbalzata nel bagnetto di servizio che abbiamo e io ho cercato di ripararmi la testa sotto una vetrina. E’ stato abbastanza traumatico. Sono passati due o tre minuti prima che il treno si fermasse”. Insomma, un incubo. E’ successo ancora.

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