Migranti. Dalla nave Mare Jonio sono scesi a tarda notte bambini, donne incinte e malati. A bordo ancora 34 naufraghi in condizioni disumane. Li si faccia scendere

Migranti. Dalla nave Mare Jonio sono scesi a tarda notte bambini, donne incinte e malati. A bordo ancora 34 naufraghi in condizioni disumane. Li si faccia scendere

Sono sbarcati sull’isola di Lampedusa, nella tarda serata di ieri bambini, donne incinte e naufraghi “più vulnerabili” che erano stati tratti in salvo dalla Mare Jonio. Lo sbarco è avvenuto attraverso il trasbordo su una motovedetta della guardia costiera. “Siamo felici sollevati per loro e grati agli uomini e alle donne della guardia costiera e ai medici del personale sanitario che hanno effettuato il trasbordo in condizioni meteo marine avverse, come segnaliamo da stamattina – scrive sui social Mediterranea Saving Humans -. Un approdo in porto o un punto di ridosso protetto dal mare grosso sarebbe stato certamente più sicuro. Rimangono a bordo 34 persone, tra cui donne sole, uomini in condizioni precarie a seguito di maltrattamenti e torture, e in stato di stress post traumatico. Chiediamo con forza che questi naufraghi, insieme all’equipaggio, possano sbarcare prima possibile: a bordo la situazione rimane precaria. Si è aggiunto al moto ondoso che non ci lascia tregua un guasto all’evaporatore e al dissalatore che ci privano di acqua corrente: siamo senza rubinetti, cucina e bagno, e rimane solo acqua in bottiglia. Queste persone non possono, non devono aspettare che le loro condizioni di salute si aggravino ulteriormente per essere autorizzati a scendere – è il messaggio di Mediterranea -. Fateli sbarcare, fateci sbarcare. Tutti”.

E questa mattina alle 9, il personale sanitario di bordo di nave Mare Jonio ha inviato alle autorità competenti una nuova richiesta urgente di entrata in porto della nave, a causa del rischio di emergenza igienico-sanitaria. In particolare, a destare allarme è la mancanza di acqua destinata a uso igienico e alle altre necessità di bordo, mancanza che si protrae da ormai 40 ore e di cui le autorità sono informate già dalle prime ore di ieri mattina. Annuncia ancora Mediterranea con un comunicato che appare sui social della rete delle associazioni italiane che con nave Mare Jonio da mesi sta monitorando il Mediterraneo centrale, salvando vite. “Sottolineiamo che questa emergenza non può evidentemente essere risolta con il semplice invio di bottiglie di acqua. Desta allarme inoltre la presenza a bordo di rifiuti derivanti dal salvataggio e dalla permanenza a bordo dei naufraghi (come i vestiti impregnati di benzina e di deiezioni): il rischio di malattie comunitarie è aggravato dalla mancanza d’acqua, con conseguenti possibili danni per la salute di naufraghi ed equipaggio”. Intanto, sulla nave Mare Jonio sono saliti “per portare provviste e verificare le condizioni dei naufraghi, dell’equipaggio e della nave, la portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba, l’armatore, Alessandro Metz e Pietro Bartolo, europarlamentare e medico” scrive su Facebook Mediterranea Saving Humans.

“Che cosa si sta aspettando ancora per permettere lo sbarco subito in un porto di tutti i naufraghi che sono a bordo della nave Mare Jonio? Che la situazione igienico-sanitaria già complicata produca ulteriori problemi? Che qualcuno dei naufraghi, preso dallo sconforto, si getti in acqua? Ma quale stolto cinismo può continuare a permettere ancora questo scempio ai valori dell’umanità e della solidarietà?” afferma Nicola Fratoianni di Sinistra italiana e deputato di Leu. “Anche il trasbordo di stanotte dei bambini e delle donne incinte grida all’indignazione – prosegue – Un’operazione compiuta di notte in condizioni rischiose, quando poteva essere anticipata di molte ore. E se nulla è accaduto, evidentemente è grazie all’esperienza della nostra Guardia costiera e all’impegno dell’equipaggio di mare Jonio. Su quest’ultimo episodio comunque – conclude Fratoianni- chiederemo conto ai responsabili in Parlamento e nelle aule di giustizia”.

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