Sicurezza. Daniele Tissone (Silp Cgil), dal governo tante promesse e pochi fatti. Poliziotti in piazza a Montecitorio il 25 luglio

Sicurezza. Daniele Tissone (Silp Cgil), dal governo tante promesse e pochi fatti. Poliziotti in piazza a Montecitorio il 25 luglio

“Siamo passati dal bipolarismo a un governo bipolare, dove i 2 partiti che lo compongono agiscono e si muovono come se fossero distinti e distanti, pur alleati. Noi in piazza il 25 luglio ci saremo assieme a Fp Cgil perché vogliamo ricordare al governo le promesse mancate per quel che riguarda la sicurezza”. Daniele Tissone, segretario del sindacato di polizia Silp Cgil, rilancia la protesta di poliziotti e penitenziari che scenderanno in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, nella mattinata di giovedì. Di  seguito  il testo dell’intervista

Quali  sono i motivi principali della mobilitazione?

“Il riordino delle carriere e il contratto di lavoro. Per quel che riguarda la riforma dei ruoli e delle qualifiche e in relazione all’atteso decreto correttivo, a disposizione ci sono appena 23 milioni di euro per la Polizia di Stato e 10 milioni per la Polizia Penitenziaria. Cifre irrisorie per migliorare un riordino costato 1 miliardo. La legge delega scade tra l’altro a fine settembre. Dal governo nessun segnale anche sul contratto, scaduto da oltre 200 giorni. Peraltro le risorse ad oggi previste garantiscono a malapena il tasso di inflazione programmata. Si stanno comportando peggio dei governi precedenti, con una aggravante”.

Ci vuole illustrare questa “aggravante” in una situazione  che non è certo rosea?

“Quella di propagandare risultati, tutti da verificare. Sui social e sui media, ogni giorno è un profluvio di post e dichiarazioni che annunciano nuove assunzioni, nuove risorse, più armi, più sicurezza. Poi si litiga sugli emendamenti a favore della Polizia rivendicando, come accaduto col decreto sicurezza bis, dei ‘successi’ che in realtà rappresentano il minimo sindacale”.

Si riferisce alla questione delle risorse per il vestiario e per i buoni pasto?

“Sì. 2 milioni nel 2019 per le divise dei poliziotti sono soldi in linea col passato e 4,5 milioni spalmati in 7 anni, dal 2020 al 2026, rappresentano l’ordinario approvvigionamento. Per quel che riguarda il presunto incremento del buono pasto, qualcuno dovrebbe informare i vertici politici del Viminale che già da tempo il ticket è passato a 7 euro grazie all’azione del sindacato”.

Ci sono  poliziotti, stando a qualche servizio sui media che risultano stimare Salvini. Come lo spiega?.

“Noi rispettiamo tutti senza entrare nel merito delle simpatie o delle antipatie che i nostri colleghi possono avere per qualsivoglia compagine o personaggio politico. Non ci interessa la persona, ma le scelte politiche ed economiche concretamente portate avanti. Oggi cominciano a essere tanti i lavoratori in divisa che si accorgono, nel loro difficile e rischioso lavoro quotidiano, che nulla è cambiato. Anzi, soprattutto per quel che riguarda gli organici le cose vanno peggio perché, in quasi 14 mesi di governo Conte, non è arrivato un Agente in più nelle Questure e nei reparti al di là di quelli già previsti dal piano di mobilità ordinario e i nuovi corsi e concorsi, da poco banditi, immetteranno personale non prima del 2020, tra l’altro senza garantire il pieno turn over nonostante i piani di assunzione straordinaria varati dagli ultimi due esecutivi”.

Pensa che il governo Conte sia destinato a durare?

“Difficile fare previsioni. Come poliziotti democratici possiamo solo augurarci che chiunque ha o avrà responsabilità politiche e di governo in questo Paese assuma e ritrovi maggior senso di responsabilità verso le istituzioni e verso i cittadini evitando strumentalizzazioni sul delicato versante della sicurezza”.

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