Settimo Milanese, incendio a stabilimento di rifiuti tossici. Il pm Alfonso: “Forse un unico filo conduttore?”

Settimo Milanese, incendio a stabilimento di rifiuti tossici. Il pm Alfonso: “Forse un unico filo conduttore?”

Si riapre una spiacevole parentesi che sembrava accantonata. Torna l’incubo dei roghi a Milano.

Ancora sconosciute alle forze dell’ordine le cause che hanno portato al divampare di un incendio, verificatosi alle prime ore dell’alba di martedì 9 luglio nella zona industriale della frazione di Seguro, vicino Settimo Milanese, all’interno dei capannoni della ditta Effec2 srl di via Albert Bruce Sabin. Le fiamme, accompagnate da un’alta coltre di fumo nero visibile sin dalla tangenziale Ovest di Milano e dai paesi limitrofi, hanno minato seriamente la sicurezza cittadina ed ambientale del circondario.

Negli ambienti dello stabilimento di circa 1400 metri quadrati, infatti, sono presenti rifiuti tossici che, secondo quanto riportato dai vigili del fuoco, si sarebbero fortunatamente salvati dall’incendio. Si tratta di polveri derivate da scarti di lavorazioni industriali che si trovavano in un’ala del capannone rimasta intonsa.

Dai rilievi effettuati dall’Arpa, insieme al Nucleo Nbcr dei Vigili del Fuoco rappresentato da una cinquantina di vigili del fuoco impegnati a lungo nello spegnimento del rogo con una decina di autobotti e alla Polizia di Stato, il peggio sembrerebbe scampato: la situazione non presenterebbe dunque particolare gravità.

A prestare primo soccorso sul posto due ambulanze, in via precauzionale. Nessuno è rimasto ferito, ma i residenti di quella zona sono stati esortati ad adottare misure protettive, come tenere le finestre delle abitazioni chiuse, onde limitare l’esposizione alle esalazioni di fumi nocivi alla salute, ingresso di lapilli e cenere, e quanto altro.

Le indagini proseguiranno e soltanto in seguito si verrà a conoscenza delle reali cause dell’accaduto, anche se le forze dell’ordine nutrono sospetti che sia un incidente di natura dolosa.

Non sarebbe il primo caso che si verifica di incendi appiccati nel milanese, basti pensare di recente al deposito della Bovisasca che bruciò per diversi giorni.

Tanto che nel corso del 2018 il procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, a seguito di diversi episodi ripetuti, aveva azzardato l’ipotesi di un unico filo conduttore dietro agli accaduti.

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