Taranto. Confronto Mittal-sindacati sulla cassa integrazione per 1400 dipendenti. Fase di stallo. Fiom Cgil: “scenario nebuloso”

Taranto. Confronto Mittal-sindacati sulla cassa integrazione per 1400 dipendenti. Fase di stallo. Fiom Cgil: “scenario nebuloso”

E’ terminato senza il raggiungimento di alcuna intesa il nuovo incontro tra azienda e sindacati sulla Cassa integrazione ordinaria annunciata da ArcelorMittal per 1395 lavoratori dello stabilimento di Taranto a partire dall’1 luglio e per 13 settimane, salvo proroghe. La riunione è stata aggiornata proprio al primo luglio, essendo le parti ancora distanti. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto ulteriori chiarimenti, anche alla luce delle perplessità manifestate ieri a Taranto dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio in merito alla questione della Cassa integrazione. I sindacati ora auspicano la convocazione di un incontro da parte del Mise. Intanto, a quanto si apprende dalle stesse organizzazioni sindacali, l’azienda si è detta pronta ad attivare ugualmente la procedura per il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Fiom Cgil, “Lo scenario resta nebuloso”

“Lo scenario resta nebuloso, per niente chiaro” dice Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil, dopo l’incontro di oggi con ArcelorMittal sulla cassa integrazione ordinaria a Taranto. Anche la Fiom Cgil conferma che il nuovo incontro è lunedì mattina alle 8.30 a Taranto. Per Brigati, “i sindacati possono aprire un confronto sulla cig solo se hanno una serie di elementi conoscitivi, a partire dai piani dell’azienda, e noi questi elementi non li abbiamo per nulla. Il ministro Di Maio ha assicurato ieri a Taranto che ci convocherà al Mise ma, sino a questo momento, la convocazione non l’abbiamo vista, né ricevuta”. “La cassa integrazione resta confermata per l’azienda dall’1 luglio per 1400 addetti per 13 settimane. Oggi – afferma Brigati – abbiamo risollecitato ArcelorMittal a uno slittamento temporale, ma l’azienda ci ha dichiarato che non è disponibile. Almeno per ora. La procedura per la cig ordinaria è di 25 giorni, l’azienda l’ha fatta scattare il 5 giugno, oggi siamo al 20esimo giorno e quindi – conclude Brigati della Fiom Cgil – ci sono rimasti pochi giorni ancora. Ridurre i numeri della cassa? Oggi non abbiamo nemmeno posto il tema perché non c’erano assolutamente le condizioni per discuterne”.

 Fim Cisl: restano nostri dubbi su cassa integrazione Taranto

“Restano tutti i nostri dubbi sulla procedura della cassa integrazione ordinaria chiesta per 1.395 addetti a Taranto da ArcelorMittal. Per questo ci siamo aggiornati a lunedì prossimo” sottolinea Biagio Prisciano, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, dopo l’incontro di oggi a Taranto in merito alla decisione annunciata dall’azienda sul ricorso agli ammortizzatori sociali. “Non ci sottraiamo al confronto, ma se parti per un confronto devi avere tutte le condizioni chiare e le riserve sciolte – sostiene Prisciano – questo non c’è ancora. Ecco perché abbiamo diversi dubbi sul ricorso alla cassa integrazione a Taranto e solo l’intervento del ministro Di Maio e del Mise può scioglierli. Di Maio, oltretutto, si è impegnato, ieri, a convocare il tavolo con ArcelorMittal, perché anche lui vuole chiarimenti sul perché si ricorra alla cassa integrazione”. La Fim si aspetta “che questa convocazione ci sia – conclude Prisciano – perché quello è il passaggio che eventualmente potrà chiarire i nostri dubbi. Non ci stiamo per niente ad applicare la cassa integrazione a scatola chiusa. E quindi il passaggio al Mise ci serve per capire che fine fa il piano ambientale, che succede del piano industriale”.

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