Pierluigi Bersani a Radio radicale: le difficoltà del governo in Europa, il viaggio di Salvini negli Usa, “sdraiato come mai”. E boccia il salario minimo pentastellato

Pierluigi Bersani a Radio radicale: le difficoltà del governo in Europa, il viaggio di Salvini negli Usa, “sdraiato come mai”. E boccia il salario minimo pentastellato

Intervista a Pierluigi Bersani a Radio radicale. L’ex segretario del Pd ed oggi deputato di Liberi e Uguali risponde sui temi caldi dell’attualità politica, dalle mosse del governo Conte nei confronti della eventuale procedura d’infrazione che sarà affrontata a partire dal prossimo Consiglio europeo di questa settimana, al viaggio lampo del ministro Salvinia Washington e al rapporto con Trump, fino alla questione del salario minimo, divenuta ormai chiodo fisso del ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio.

Sulla vicenda della procedura d’infrazione e della risposta del governo a Bruxelles, Bersani afferma: “le anticipazioni che si leggono – no alla finanza, sì alla crescita – sono un po’ come dire buongiorno buonasera, o viva la mamma. Se fosse così ci risponderebbero guardate che l’anno scorso siete quelli che hanno avuto più margini di spesa in deficit e siete quelli che avete meno crescita: come mai? Piuttosto imbarazzante. Spero che nella lettera ci sarà qualcosa di più consistente. Ricordiamoci che l’Ue non ci dice solo i numerini, ci dà anche qualche buon consiglio: far emergere il nero, la lotta all’evasione fiscale, mettere i risparmi sugli investimenti o a riduzione del debito. Cose che meritano una discussione attenta. Stavolta senza un discorso serio diventa difficile uscirne, anche se l’Unione europea certamente percepirà che una procedura sul debito è un inedito; ma contare sul fatto che gli inediti non succedano mai, come mi pare sia nella psicologia di Salvini e company, mi sembra un azzardo molto alto”.

Stimolato dal conduttore ad esprimere un giudizio su Salvini negli USA, Bersani replica in modo ancora più caustico: “ricordo qualcosa anche della Prima repubblica, ma visite così sdraiate sulle esigenze americane come questa non ne ho mai viste. Prima l’Italia? Roba da matti! Sta dando ragione all’America su tutto, perfino sugli F35 – vorrei far notare che in questo momento i francesi stanno abbandonando il Rafale, si stanno mettendo d’accordo coi tedeschi e adesso anche con gli spagnoli per il caccia di sesta generazione, un progetto europeo: noi siamo fuori, per la prima volta, da un grande progetto europeo e ci apprestiamo a comprare probabilmente tutti gli F35 finché gli americani ne avranno uno. È una linea questa? Per tacere del resto: siamo nello scacchiere mediterraneo, e abbandonare la tradizionale politica italiana di equi-vicinanza tra Israele e mondo arabo e palestinese, e di dialogo, in una chiave europea, con fenomeni come la nascente esigenza dell’Iran di essere un protagonista dell’equilibrio regionale (non è una caratteristica solo di questo governo questa, anche di quello prima), lo trovo molto disdicevole e anche un po’ pericoloso”.

E infine sul salario minimo sul modello pentastellato, già avversato dai sindacati, dalle categorie economiche e da diversi giuristi, Bersani non ha dubbi: “farei tutta un’altra operazione, perché il mondo del lavoro si sta frantumando e disarticolando. Bisogna fare una legge di derivazione costituzionale sulla rappresentatività dei sindacati e poi cominciare ad agire con contrattazioni erga omnes. Attenzione, il salario è importantissimo, ma non c’è solo il salario orario: ci sono i turni, le ferie, i diritti basici di privacy nei sistemi moderni. Bisogna andare a una ricomposizione su basi più profonde, più solida di questa discussione largamente al di sotto del problema. Serve una manutenzione del reddito di cittadinanza: qualche difettuccio iniziale, di cui avevamo avvertito, si sta palesando. Bisogna cogliere l’occasione di questa discussione sul salario minimo. Non mi metto di traverso, dico discutiamone e invece di far trenta facciamo trentuno”.

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