Torino. Pacco bomba indirizzato alla sindaca Appendino, spedito dalla scuola Diaz di Genova. Disinnescato. Si segue la pista anarco-insurrezionalista

Torino. Pacco bomba indirizzato alla sindaca Appendino, spedito dalla scuola Diaz di Genova. Disinnescato. Si segue la pista anarco-insurrezionalista

Nuove intimidazioni contro la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Durante la seduta del Consiglio comunale di lunedì pomeriggio gli uffici di protocollo al pian terreno di Palazzo civico hanno rinvenuto una busta gialla indirizzata alla prima cittadina. All’interno, un congegno rudimentale: una pila collegata a dei fili e della polvere esplosiva. Secondo la questura il plico era “idoneo a esplodere”.

“Se qualcuno pensa di intimidirmi, si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima”, ha twittato in serata Appendino, che ha ringraziato tutti per i messaggi di vicinanza e solidarietà. La prima cittadina è stata “vittima di un gravissimo atto intimidatorio. L’intero governo è al suo fianco”, è stato il commento del premier, Giuseppe Conte. Il plico, che avrebbe potuto causare feriti esplodendo, è attribuito dagli inquirenti al mondo anarco-insurrezionalista. Appendino è nel mirino degli anarchici da quando un mese fa il Comune di Torino ha autorizzato lo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria. Solidarietà alla sindaca è arrivata da tutto il mondo politico, a partire dal Movimento 5 Stelle di Torino e dalla collega romana Virginia Raggi che le ha ricordato di “non mollare”. Il presidente della Camera, il 5 Stelle Roberto Fico si è detto certo che “le minacce e le intimidazioni non le impediranno di continuare a fare il suo lavoro a testa alta, da donna delle istituzioni e da sindaca”, mentre il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, esprimendole vicinanza, ha ricordato che “le istituzioni sono unite con fermezza e rigore a difesa della democrazia, non arretreranno di un passo davanti a chi usa la violenza e l’intimidazione”.

La Cgil di Torino esprime “la propria vicinanza e solidarietà alla sindaca di Torino Chiara Appendino”. “Il rispetto del confronto democratico anche quando ci sono opinioni differenti – afferma la Cgil torinese – è un patrimonio importante della nostra città. Per questo, episodi di violenza o intimidazione non sono per noi accettabili”.

“Questa ennesima vile e concreta minaccia a danno di Chiara Appendino, se possibile ancor più grave perché portata nel palazzo comunale, la casa dei cittadini, raggiunge e sconcerta tutti noi, tutti i sindaci italiani. Tutti noi, tutti insieme siamo al fianco della sindaca di Torino, siamo la sua ulteriore scorta, ben consapevoli che la nostra unità davanti a tantissime responsabilità, pericoli, intimidazioni, è la nostra forza. Coraggio Chiara, non sei sola”, dichiara Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari.

L’allarme bomba è stato diramato intorno alle 16 di lunedì 1 aprile quando l’ufficio di protocollo del Comune ha notato la busta gialla: tempestiva la messa in sicurezza da parte dei vigili, che l’hanno ritenuta subito sospetta e che l’hanno infilata all’interno di una macchina radiogena, attraverso la quale è stato visto il contenuto del pacchetto. Si trattava di un marchingegno artigianale formato da una pila legata con dei fili elettrici a una bustina contenente polvere esplosiva. Immediato è stato l’intervento degli artificieri, impegnati per un paio d’ore nelle operazioni di disinnesco. Verso le 19 la busta è stata portata via per le analisi di rito. Non presente in Consiglio ma all’interno di Palazzo civico la sindaca Appendino ha subito convocato i partiti in conferenza di capigruppo, dove il comandante dei vigili ha spiegato l’accaduto; si è deciso così di rimandare alla prossima seduta le comunicazioni sugli scontri avvenuti durante la Critical Mass e sull’episodio di violenza sessuale al parco del Valentino. La seduta del Consiglio comunale, quindi, è stata chiusa.

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