Migranti. Nave Alan Kurdi ancora al largo delle coste maltesi. Una naufraga di 24 anni trasportata a terra in gravi condizioni. L’allarme della ong Sea Eye, e la rabbia dei missionari contro l’Europa

Migranti. Nave Alan Kurdi ancora al largo delle coste maltesi. Una naufraga di 24 anni trasportata a terra in gravi condizioni. L’allarme della ong Sea Eye, e la rabbia dei missionari contro l’Europa

Ancora nessuna svolta nel caso della “Alan Kurdi”, la nave della Sea Eye a largo delle coste di Malta. La situazione dei 64 naufraghi, di cui dodici donne e due bambini, a bordo dell’imbarcazione da sei giorni, sta diventando “allarmante”, afferma l’Ong tedesca. “Congelano, si bagnano ancora e ancora e naturalmente non possono cambiare i vestiti”, dice il comandante delle operazioni Jan Ribbeck. Un terzo delle persone ha sofferto di mal di mare nelle ultime 24 ore, mentre preoccupa anche la scarsità di acqua. Perciò questa mattina, Ribbeck ha informato le autorità maltesi che ulteriori riserve di cibo, acqua potabile e vestiti sono necessarie entro al massimo mercoledì. I negoziati tra i Paesi membri dell’Unione europea sulla questione della distribuzione delle persone salvate sono ancora in corso. Nel frattempo, la Sea Eye prepara una battaglia legale a causa del fermo forzato dei naufraghi, a cui è stato impedito fino ad ora di scendere dalla nave. L’Italia, infatti, ha prima rifiutato l’attracco in un porto sicuro dopo il salvataggio, aggiungendo poi che solo le madri con i bambini potevano scendere, proposta rifiutata dalle famiglie. Anche Malta non ha dato fino a questo punto il consenso all’attracco. Una squadra internazionale di avvocati sta lavorando al caso della “Alan Kurdi”, dice la Sea Eye. “Dopo tutto, le convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani regolano, tra le altre cose, il diritto alla libertà, alla sicurezza e all’integrità fisica. Queste leggi regolano anche gli obblighi di uno Stato per proteggere le famiglie”, dice il portavoce della Sea Eye Dominik Reisinger.

Una naufraga di 24 anni trasportata a terra in gravi condizioni

Intanto, a dimostrazione, semmai ve ne fosse stato bisogno, della condizione di estrema sofferenza dei naufraghi, “una donna di 24 anni è stata evacuata questa mattina da bordo della AlanKurdi dopo che ha perso conoscenza e le sue condizioni mediche sono peggiorate. La permanenza a bordo mette in seria difficoltà la salute delle persone soccorse: hanno bisogno di sbarcare il prima possibile”, scrive in un tweet la Ong Sea Eye. Per effettuare l’evacuazione medica è stato richiesto l’intervento di una motovedetta maltese. Sulla Alan Kurdi rimangono quindi 63 persone. Più passano i giorni, più sale il rischio per la salute delle persone a bordo dove, evidenzia l’Organizzazione, “lo spazio è poco, i servizi igienici scarsi e le onde provocano mal di mare a una buona parte dei soccorsi”.

La rabbia dei missionari cattolici: “ora basta! mettere in sicurezza questi naufraghi”

I missionari Scalabriniani che operano in Europa ed Africa lanciano un appello ai leader politici “a compiere urgentemente il proprio dovere: mettere in salvo questi ennesimi naufraghi è un atto dovuto e non è più tollerabile sottostare ad altalenanti trattative politiche sulla pelle di altre persone”. La presa di posizione degli Scalabriniani riguarda la vicenda della nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea-Eye, da giorni nel mar Mediterraneo tra le coste italiane e quelle maltesi. Gli Scalabriniani richiamano l’Europa “a non continuare a voltare le spalle di fronte al dramma umano in atto che non conosce pause, nonostante certa comunicazione faziosa tenda a ridimensionare il fenomeno, e a decidersi una volta per tutte per l’apertura ordinaria di corridoi umanitari sicuri, riprendendo il salvataggio in mare, come prescrive il diritto internazionale”.

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