Antonio Esposito. “Casamonica” di Nello Trocchia. L’incredibile storia criminale di un gruppo di zingari che hanno conquistato Roma. Cerniera tra il mondo di sotto e il mondo di sopra

Antonio Esposito. “Casamonica” di Nello Trocchia. L’incredibile storia criminale di un gruppo di zingari che hanno conquistato Roma. Cerniera tra il mondo di sotto e il mondo di sopra

Non poteva esserci occasione migliore per la presentazione del libro di Nello Trocchia,  il cui titolo  “Casamonica”, dice tutto. La presentazione è avvenuta infatti nel corso di un convegno tenuto a Sorrento, organizzato dalla associazione “Verde, ambiente, società” presieduta dal senatore Guido Pollice sul tema “Strategie antimafia e anticorruzione: società e cultura della legalità” di cui Jobsnews.it ha dato notizia in altra parte del giornale. Massiccia è stata la presenza di giovani e studenti che hanno presentato, nel ricordo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, lavori significativi sulla necessità della “consapevolezza della legalità” e di come sia compito della scuola formare i giovani alla cultura dello Stato e delle istituzioni; e ad essi si è rivolto, nel suo intervento, il sen. Morra, presidente della Commissione antimafia..

È in questo clima, cultura della legalità appunto, che si è inserita la presentazione del libro di Nello Trocchia, giornalista d’inchiesta, minacciato dalle organizzazioni criminali per le sue coraggiose inchieste sul riciclaggio dei rifiuti tossici in Campania e nel Lazio ed i cui risultati ha, poi, trasfuso in volumi di successo. In questo nuovo libro “Casamonica”, Trocchia racconta, sulla base di testimonianze inedite e resoconti giudiziari, l’incredibile storia di un gruppo di zingari che hanno conquistato Roma diventandone “I Re” e come, attraverso il ricorso sistematico alle minacce, alle intimidazioni, alla violenza cieca, hanno costruito un impero composto di discoteche, locali, palestre, concessionarie di auto di lusso e ville sontuose. Si sono accreditati come agenzia criminale di servizi, vera e propria cerniera tra il mondo di sotto, della periferia disagiata, e il mondo di sopra, dei circoli esclusivi ai Parioli e dei salotti bene di via Veneto. Ciò è potuto avvenire grazie a complicità, connivenza, sottovalutazioni a sentenze assolutorie o a lievi condanne, con reati spesso derubricati o prescritti, a remissione delle querele da parte delle vittime fatte oggetto di violenze e intimidazioni, segnale che il territorio era marcato a vista, controllato, assoggettato.

Per comprendere il segreto di questa organizzazione, bisogna vederla da vicino: ed è proprio quanto ha fatto Trocchia – ed è qui che sta il pregio del suo lavoro – il quale ha osservato e descritto i loro luoghi simbolo, ha fatto “pericolose” interviste, ha cercato di capire come vivono i Casamonica, cosa pensano, e qual è la ragione che li spinge ad apparire con manifestazioni eclatanti (quale il plateale funerale del “patriarca” Vittorio Casamonica) e, nello stesso tempo, a cercare di nascondersi. Soprattutto Trocchia ha cercato di mettere in luce l’importanza fondamentale del vincolo familiare, degli incroci di unioni e legami, di tradizioni e di riti senza possibilità di uscita. Ha evidenziato un universo composto da galassie: Casamonica, Di Silvio, Spada, De Rosa, Di Guglielmo, famiglie tutte strettamente connesse tra loro; ma tutte si fanno chiamare Casamonica perché tutti sappiano chi siano: sono i Casamonica perché a Roma ci sono i Casamonica e basta.

Di grande interesse è la parte del libro che tratta dei rapporti dei Casamonica con il cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti. Trocchia narra, con dovizia di particolari, anche inediti, tali rapporti che segnano una storia criminale che, intanto, è potuta durare decenni, grazie a coperture e a quelle che egli chiama eufemisticamente “disinvolte distrazioni”. In definitiva, l’opera “Casamonica” di Nello Trocchia è l’ultimo e più completo “romanzo criminale” capitolino.

Antonio Esposito, già presidente di sezione della Cassazione

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