Migranti un dramma senza fine. I media al servizio di Salvini e dei gialloverdi. Lega, M5S, il governo del ridicolo. Le giravolte del premier

Migranti un dramma senza fine. I media al servizio di Salvini e dei gialloverdi. Lega, M5S, il governo del ridicolo. Le giravolte del premier

Vietato porre domande a Salvini Matteo. Vietato invitarlo in tv a un confronto con esponenti delle opposizioni. Il capo del Viminale, sempre più in cammino verso la presidenza del Consiglio, provvisoriamente occupata da Conte, accetta solo presenze in solitario, lui e il giornalista al massimo, deve  essere assicurato che sarà servito e riverito e trattato con i guanti bianchi. Vietato fare domande imbarazzanti. E poi ci vuole la presenza di una ben organizzata claque. A “DiMartedì”, di fatto un soliloquio con Floris. Applausi scroscianti da parte del pubblico, vittima sacrificale la Fornero. Per esempio, sarebbe stato interessante conoscere come si stavano sviluppando le trattative con l’Europa, la Commissione Ue, dopo la letteraccia inviata al governo olandese dal momento che la nave batteva bandiera di quel Paese. Una castroneria, trattandosi di una ong, che tradotto in modo che lo possano capire anche Salvini, Conte e Di Maio, significa organizzazione non governativa.

Il vicepremier esulta, parla di invasione di migranti respinta

Il vicepremier ha esultato. “Missione compiuta! Mentre gli altri chiacchierano e denunciano, la  nostra linea della fermezza ha portato otto paesi europei (Germania, Lussemburgo, Romania, Francia, Portogallo, Lituania, Malta e Spagna) a farsi carico dell’accoglienza degli ospiti a bordo della Sea Watch3. Rimane l’auspicio che l’autorità giudiziaria prenda in considerazione le ripetute irregolarità a carico della ong tedesca, mentre sottolineo con rammarico l’assoluta mancanza di collaborazione del governo olandese nonostante lo yacht (perché così è registrato in Olanda) navighi con la bandiera di quel paese”. E già che c’è aggiunge: “Integrazione? Se in un condominio ci sono due famiglie straniere su 10  è integrazione, se sono 8 su 10 è un’invasione”. Forse Floris doveva chiedergli quanti sono gli immigrati in Italia. I telespettatori avrebbero saputo che l’Italia arriva dopo Stati Uniti (49,8 milioni), Germania (12,2 milioni), Arabia Saudita (12,2 milioni), Russia (11,7 milioni), Regno Unito (8,8 milioni), Emirati Arabi Uniti (8,3 milioni), Francia (7,9 milioni), Canada (7,9 milioni), Australia (7 milioni), Spagna (5,9 milioni ), Italia fanalino di coda con circa 3,9 milioni o poco più di 4. Come si vede nessuna invasione.

Le bugie dei gialloverdi sui rapporti con gli altri paesi europei

Magari si poteva chiedere al Salvini – ma i molti media hanno ignorato perfino la domanda, nelle numerose interviste,  radio, tv, carta stampata, non parliamo dei social – come il governo italiano si era mosso, quali rapporti con gli altri paesi, mentre metteva in quarantena i migranti a bordo della Sea Watch. Prima la deportazione poi la prigione. Per esempio si poteva intervistare il premier maltese, Joseph Muscat, uno che era stato attaccato con violenza, verbale, dai nostri gialloverdi perché non si era fatto carico di ospitare i migranti. Muscat, in visita a Cagliari, ha detto: “Non mi intrometto nelle decisioni italiane, ma penso che la linea dura sia controproducente, perché se ci si trova davanti a una responsabilità che deriva da leggi internazionali non si può rispondere ‘non voglio’. Penso che questo sia un atteggiamento miope”. Poi accusa: “L’Italia è l’unico Paese che non ha ancora avviato l’iter con Malta per il trasferimento della quote di migranti salvati a bordo della Sea Watch il 9 gennaio scorso”.

Il premier di Malta. Non abbiamo ancora avuto alcun contatto col Viminale

“Ancora non abbiamo avuto alcun contatto col Viminale”. Salvini ne sa niente? Ha ricordato Muscat che l’Italia si dovrebbe far carico di 15 persone. “Spero sia solo una questione tecnica da parte del governo italiano – ha auspicato – perché gli altri Stati membri che avevano preso l’impegno lo hanno mantenuto. Di sicuro la Francia, che è stato il primo Paese che ha adempiuto: il processo è iniziato dopo tre giorni con un sistema quasi automatico per la gestione di questi casi. Poi l’Olanda, il Lussemburgo e negli ultimi giorni la Germania”. Forse qualcosina in più Floris poteva tirar fuori dal Salvini, vista la retromarcia a proposito della richiesta del tribunale dei ministri per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Il vicepremier prima poteva raccontare la sua metamorfosi. Prima  il classico “me ne frego”, il Parlamento voti pure a favore. Poi la retromarcia, la paura che la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato voti sì, che si apra il processo. L’avviso ai pentastellati che ora entrano in confusione, Conte che interviene, la responsabilità di quanto avvenuto ai migranti trattenuti sulla “Diciotti”, nave della Marina militare e non di una ong,  e del governo, dei ministri, non solo di Salvini. Siamo al ridicolo ma i media, a partire dalle televisioni, si muovono con una certa titubanza. Difficile è sostenere come fa Conte che si tratta di responsabilità generali, non esiste alcuna delibera. Il premier afferma che “il  governo traballa”. Dal quartier generale dei pentastellati arrivano segnali di fumo. Se saranno costretti a negare  l’autorizzazione a procedere  nei confronti del Salvini forse qualcuno si ribellerà.

L’inquilino del Viminale non riesce a trattenere il suo ego

La difesa di Salvini viene fatta solo da alcuni giornalacci. Lui, del resto, si condanna da solo quando non riuscendo a trattenere il suo “ego” afferma: “Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e dica il suo pensiero, va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta fra di noi, ma in materia di migranti quello che decide sono  io”. Il suo “ego” prevale perfino sulla paura. Ma lui confida non solo nel voto del M5S ma dell’intero Senato. “Non è in discussione un reato ma il fatto che un governo posso esercitare i suoi poteri. Io l’ho fatto nell’interesse pubblico”. E già che c’è annuncia che sta lavorando a “un provvedimento che limiti l’accesso in acque territoriali”. Fermatelo, qualcuno lo fermi finché siamo in tempo. C’è un ruolo molto importante che possono svolgere i media. Non solo valorizzare le iniziative che sono in corso in Sicilia, a partire dalla manifestazione che si è svolta a Siracusa al mattino. Occorre far maturare il movimento di solidarietà che, dal Cara di Castelnuovo di Porto ha preso il via, si va diffondendo in diverse città italiane. A  Siracusa sono arrivate ai migranti offerte di lavoro da parte di esercizi commerciali, offerte da famiglie come a Castelnuovo di Porto, disposte ad ospitare i migranti stanno arrivando da diverse città.

Un giornalismo dal volto umano dalla parte di chi soffre

I media si decidano a raccontare le storie di queste famiglie, di bambini che non hanno più i genitori, di donne e uomini che hanno subito torture, prigionieri dei trafficanti, vedi Libia. Il processo a Salvini certo riguarda anche i suoi compagni di viaggio, il governo dei gialloverdi, che, come si dice in gergo non potevano non sapere quanto stava avvenendo nei nostri mari, nei nostri centri di accoglienza, le deportazioni forzate, come quella del Cara della cittadina a pochi passi da Roma, le chiusure dei Cara, degli altri centri, i migranti che si trovano a vivere per strada, a passare le notti avvolti in cartoni, ma può fornire uno scorcio delle sofferenze che subiscono bambini, donne, uomini la cui colpa è quella di avere la pelle nera. A partire dai 47 migranti costretti a vivere in una piccola imbarcazione in condizioni igieniche e sanitarie, giorni e giorni al freddo, sballottati dalle onde di un mare che non dava tregua. Al momento in cui scriviamo la nave non è ancora partita, direzione Catania. E poi? Nessuno lo sa o comunque comunica ai migranti quale sarà il loro destino. Un  sussulto dei media, il recupero di un minimo di dignità professionale, il  racconto dei “neri” venuti a cercare una nuova vita in Europa, in Italia, arcigna e matrigna, sono il minimo che si possa chiedere, come fa Articolo  21, al giornalismo, un giornalismo dal volto umano che risponda al diritto dei giornalisti ad informare e a quello dei cittadini ad essere informati.

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