Mimmo Lucano, sindaco di Riace, ai domiciliari, non è solo. L’Italia civile e democratica è con lui. Il modello Riace è ormai nazionale

Mimmo Lucano, sindaco di Riace, ai domiciliari, non è solo. L’Italia civile e democratica è con lui. Il modello Riace è ormai nazionale

“Mi hanno messo agli arresti per un reato di umanità”, afferma oggi il sindaco di Riace Domenico Lucano, parlando con il fratello Giuseppe, e commentando il suo arresto. “E’ sorpreso, amareggiato e anche un po’ arrabbiato – ha detto Giuseppe all’ANSA – per alcune cose viste nell’ordinanza, anche se il gip le ha rigettate. Comunque è fiducioso, si sente di non avere compiuto nulla di particolare che potesse giustificare una limitazione della sua libertà. Comunque oggi è più sereno, ha visto che non è solo”. E in ottemperanza a quanto disposto dalla legge, il sindaco è stato sospeso dal suo incarico. La notifica della prefettura di Reggio Calabria è stata consegnata in Comune oggi: le funzioni di sindaco passano al vicesindaco Giuseppe Gervasi.  “Mio fratello è provato”, prosegue Giuseppe Lucano, “è da 20 anni che dà l’anima per questo progetto, da quando sono sbarcati i primi curdi nel 1998. Ha dato anche lavoro alle persone del paese, ha fatto accoglienza e contemporaneamente ha creato uno sviluppo dell’economia locale. Il paese stava morendo. E alla fine, dice, ‘vengo ripagato in questo modo’. Lui capisce benissimo che è come colpire un simbolo nel contesto di quello che avviene adesso in Italia, il vento che spira impetuoso”. Giuseppe Lucano prosegue: “Sono stato colpito dalla solidarietà che mio fratello ha ricevuto da tutta Italia. Comunque lui resta fiducioso. Intanto sono cadute le accuse più gravi, sono rimasti due reati. Su quello delle cooperative ha fatto in modo di dare l’incarico a una coop del paese, gestita da un immigrato e da una persona di sua fiducia proprio per evitare intromissioni conosciute nell’ambito della Locride”. Domani mattina a Locri, in provincia di Reggio Calabria, si terrà l’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip di Locri, Domenico Di Croce, che ha emesso l’ordinanza cautelare. L’accusa sarà rappresentata dal sostituto della Procura di Locri, Michele Permunian.

Magistratura democratica pubblica l’ordinanza di arresto per Lucano per fare chiarezza. “Il gip ha escluso gravi indizi di colpevolezza”

Pubblicare l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari di Locri ha applicato a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, la misura degli arresti domiciliari. Questa la decisione di Magistratura democratica, che ha reso disponibile il provvedimento giudiziario sul sito web della rivista ‘Questione giustizia’, perché “favorire il controllo e la critica pubblica dei provvedimenti giudiziari è un tratto saliente del nostro modo di concepire la questione giustizia. Dall’esame del provvedimento”, rileva il presidente di Magistratura Democratica, “emerge che il giudice per le indagini preliminari ha escluso la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per le imputazioni di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, concussione, malversazione a danno dello Stato, associazione a delinquere” e dei numerosi capi di imputazione, “allo stato, rimane il riconoscimento di responsabilità in ordine all’affidamento diretto del servizio di raccolta differenziata della spazzatura nel borgo di Riace (articolo 353-bis del codice penale) e in ordine ad atti diretti a procurare, attraverso due matrimoni di riacesi e cittadini italiani con migranti, l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio di stranieri senza titolo (articolo 12 del decreto legislativo 286/1998)”.

Camusso, le leggi impediscono l’accoglienza

“Abbiamo leggi che impediscono di fare accoglienza. La discussione è sulla qualità delle leggi, visto anche l’ignobile decreto che sta circolando e dovrebbe occuparsi di questi temi”, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando dell’arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, parlando alla conferenza stampa di presentazione di Sabir, Festival diffuso delle culture mediterranee. “C’è un’ampia mobilitazione nel Paese, anche se poco raccontata”, dice Camusso aggiungendo che “il tema non è l’attacco alla magistratura, perché siamo rispettosi, ma si possono discutere le ragioni per cui non si può fare accoglienza in Italia”.

Il segretario della Flc Cgil, Sinopoli: “Con Mimmo Lucano e il modello Riace senza se e senza ma”

In un post sull’Huffington Post, il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, illustra le ragioni che spingono l’organizzazione sindacale a stare con Mimmo Lucano, senza se e senza ma. “Nel corso di questi anni”, scrive Sinopoli, “egli si è impegnato a spiegare e raccontare il modello di Riace ovunque, ma soprattutto nelle scuole, a tanti studenti e a tanti docenti, presentando loro una terra, la Calabria, alternativa rispetto alla vulgata che la vuole attanagliata dalla ‘ndrangheta e da altre organizzazioni criminali. Così, se da una parte egli ha indossato con coraggio i panni di Antigone, testimoniando che “un’altra accoglienza è possibile”, dall’altra ha ricordato “all’altra Italia” che il sud cresce se segue i valori della solidarietà, della fraternità, dell’apertura, della comunità coesa, esattamente quelli che la Costituzione ci indica. Mimmo Lucano è entrato nelle scuole, nelle istituzioni, nei centri sociali, nelle università per raccontare la sua vita e quella dei suoi concittadini di Riace, nella speranza che qualcuno ne comprenda il senso di civiltà e lo sostenga, sempre di nuovo. Perché la sua battaglia per i diritti umani contro le leggi sbagliate della polis divenga battaglia di civiltà comune per tutti, a cominciare dalle giovani generazioni di studenti. Per queste ragioni, tra le altre, noi siamo vicini a Mimmo Lucano e vorremmo esprimergli da queste pagine tutto l’appoggio e la solidarietà che egli merita”.

Anche gli edili della Fillea Cgil solidali con Mimmo Lucano

“C’erano anche gli edili della Cgil ieri in piazza dell’Esquilino a portare la propria solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano”. Così, in una nota, Francesca Alberti, segretaria della Fillea Cgil di Roma e Lazio. “Appreso del provvedimento di custodia cautelare emesso nei suoi confronti – continua – abbiamo deciso di essere presenti al presidio organizzato per esprimere a Lucano solidarietà e sostegno e per ribadire che sull’immigrazione non si va da nessuna parte se non si comprendono a fondo, da una parte le cause della migrazione, dall’altra le modalità per realizzare un’accoglienza diffusa sul territorio e raggiungere l’obiettivo possibile dell’integrazione. Appena pochi giorni fa una nostra delegazione era a Riace, ricevuta nella piazza del paese dal sindaco, che ci ha raccontato come è nata e come si è realizzata la felice intuizione di coniugare, in una città quasi spopolata, le ragioni dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti con quelle della rinascita economica e sociale di un’intera comunità. Per il governo quella di Riace probabilmente è un’esperienza scomoda, come scomodi sono i grandi risultati ottenuti da Lucano, perché raccontano che c’è un altro modo per affrontare il tema delle migrazioni. Ma le scelte del governo e del ministro Salvini vanno in un’altra direzione, quella di alimentare un clima di esasperazione e intolleranza, che peggiora di giorno in giorno, di fronte al quale occorre una reazione delle coscienze”.

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