Di Maio mette a rischio il futuro dell’Ilva: “La gara? Illegittima, delitto perfetto”. Ma si va avanti, magari qualche nuova offerta. Duro giudizio dei sindacati e del sindaco di Taranto. Pd: subito pubblico il parere dell’Avvocatura. Forza Italia: “scandaloso”

Di Maio mette a rischio il futuro dell’Ilva: “La gara? Illegittima, delitto perfetto”. Ma si va avanti, magari qualche nuova offerta. Duro giudizio dei sindacati e del sindaco di Taranto. Pd: subito pubblico il parere dell’Avvocatura. Forza Italia: “scandaloso”

Due ministri, per di più anche vicepremier, un disastro per il nostro Paese. Un vecchio proverbio toscano di cui non si conosce l’autore recita: “Dio li fa poi l’accoppia”. Non è difficile dare un nome ai due. Ogni giorno sono sulle pagine dei giornali, compaiono in televisione, occupano le radio, sono sempre lì pronti ad un tweet, innamorati di facebook, straparlano, fanno a gara a chi le spara più grosse, bugie in grande stile, sempre in campagna elettorale. In particolare in questi ultimi giorni lasciano il segno, quello dei disastri che combinano. Si muovono su piani diversi, ma l’obiettivo è uno solo, quello di dettar legge, due dittatorelli ai quali, purtroppo, sono affidate le sorti del nostro Paese. Uno si chiama Salvini Matteo,  capo della Lega, ministro dell’Interno e vicepremier. Le sue gesta, i migranti tenuti prigionieri su una nave della Marina Militare italiana che li ha salvati da sicura morte in mare, le trovate raccontate in altra parte del giornale. Ora si è innamorato dell’Australia dove i migranti non vengono soccorsi ma inviati in isolotti dove vivono, si fa per dire, in condizioni del tutto simili alla prigionia. L’altro è il capo dei Pentastellati, Luigi Di Maio il quale, senza rendersi conto di ciò che dice, afferma che su “Ilva è stato commesso il delitto perfetto”. Allora si annulla la gara dal momento che il ministro per lo sviluppo economico nonché vicepremier ritiene “l’atto illegittimo”? Non solo. L’avvocatura dello Stato cui si era rivolto il ministro avrebbe concordato sul fatto che  si può prefigurare “una lesione del principio di concorrenza”.

Perché il ministro vicepremier mantiene secretato il parere dell’Avvocatura?

No, la gara non si annulla. Anzi si deve trattare con Arcelor. Ma come, si dirà, ma se tutto è stato illegittimo? La risposta dovrebbe darla il ministro. Ma non è in grado. Già, l’avvocatura dello Stato. È davvero singolare che il Di Maio invece di rendere noto il documento della Avvocatura lo “illustra”. Un rilievo non secondario sull’operato del ministro come commenterà l’ex ministro Calenda che ha trattato la vicenda Ilva, cui, di fatto, Di Maio rivolge pesanti accuse, trovando peraltro immediate risposte. Documento che è stato chiesto anche dai sindacati che hanno commentato in modo molto duro la conferenza stampa del ministro. “Se oggi alcune aziende volessero partecipare – ha  detto Di Maio – potremmo revocare questa procedura per motivi di opportunità”. Cerchiamo di tradurre il “Di Maio pensiero”, cosa molto difficile, di noto c’è solo il cognome, per il pensiero, beh lasciamo perdere. È stato commesso un delitto perfetto, ma, dice il vicepremier, la colpa non è di Arcelor Mittal che ha vinto la gara, “sicuramente fatta male”, parola di ministro e vicepremier che parla di “eccesso di potere” e di atto illegittimo, ma la colpa non è di chi ha vinto, la responsabilità non è Di Mittal, che “è sempre stata in buona fede. Il delitto perfetto è stato commesso dallo Stato, non dal soggetto privato”. È sembrato che il ministro punti le sue carte sul fatto che qualche azienda si faccia viva, magari in collegamento con la Cassa depositi e prestiti che già era stata interessata a una partecipazione ad una cordata di cui faceva parta anche Marcegaglia insieme ad un altro grande gruppo guidato dall’indiano Jndal. “La rabbia più grande – afferma Di Maio – è che potevamo non stare a parlare di esuberi,   se si fosse concesso a più aziende di partecipare alla gara e di fare i rilanci”. “Il tema degli esuberi – dice tirando una stoccata contro i sindacati che giustamente hanno difeso e continuano a difendere i posti di lavoro – è il peccato originale”.

La conferenza stampa del ministro basata sul “secondo lui”, l’avvocato dello Stato

Arriva subito la riposta di Carlo Calenda. Su Twitter riprende una frase del ministro quando ha affermato “Secondo noi l’atto è illegittimo per eccesso di potere”. Gli chiede: “Secondo te o secondo l’Avvocatura?”. Si torna così al fatto inusuale che un ministro faccia una conferenza stampa in merito alla risposta data ad un quesito da lui posto alla Avvocatura e dimentichi di leggere questa risposta. Sempre Calenda osserva: “Stupendo @luigidimaio l’atto è illegittimo, è il delitto perfetto, l’Avvocatura mi dà ragione… però mi siedo con Mittal per chiudere l’accordo. #buffone”. Quest’ultima parola non compare in notizie  fornite dalle agenzie. Non si sa perché. Prende posizione anche Teresa Bellanova, capogruppo Pd in commissione Industria, già viceministro, con Calenda appunto.

Luigi Di Maio, dice, “renda subito pubblico il parere dell’Avvocatura” sull’Ilva. “La conferenza stampa – dice – è stata tutta basata sui secondo lui  Non abbiamo necessità di interpretazioni, ministro, occorre trasparenza. La ricorda quella che sbandieravate ad ogni respiro? Negli atti di governo non ci sono cose private”.  E Alessia Morani, componente della presidenza del Gruppo Pd alla Camera annuncia di “aver dato mandato all’ufficio legislativo del Gruppo Pd alla Camera di presentare un’interrogazione per conoscere il parere dell’avvocatura dello Stato chiesto da Di Maio su Ilva e domani mattina sarà depositata. Adesso basta!”. Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato fa appello alla Lega “perché non avalli un disegno distruttivo per un settore importante dell’economia e del lavoro che farebbe sprofondare ancor più le prospettive di rinascita del Sud d’Italia” e afferma che “Di Maio sta giocando una spericolata e pericolosissima partita politica sulla pelle dei 14 mila lavoratori Ilva e sulla siderurgia. Uno scaricabarile inaccettabile divenuto ormai surreale. Di Maio in effetti vorrebbe chiudere Ilva come aveva promesso in campagna elettorale per squallide ragioni ideologiche e sta da due mesi provando a ricercare un appiglio tecnico-giuridico per farlo. Crediamo che tutto ciò sia scandaloso”.

Fiom, Fim, Uilm. Il governo assuma un ruolo attivo, subito un tavolo di confronto

Arrivano subito dopo la conferenza stampa del Di Maio le riposte dei sindacati che non hanno bisogno di alcun commento. Parlano da sole. Per la Fiom Cgil, la segretaria del sindacato generale dei metalmeccanici, Francesca Re David, in una nota afferma: “Per la Fiom non è una novità l’esistenza di molte zone d’ombra nello svolgimento della gara per la vendita dell’Ilva: le abbiamo più volte denunciate e da questo punto di vista le dichiarazioni odierne del ministro Di Maio non rappresentano alcuna rivelazione. Per altro, noi – e con noi soprattutto i lavoratori dell’Ilva – non intendiamo essere parte o vittime di quello che il ministro ha definito ‘un delitto perfetto’. Proprio per questo non parteciperemo ad alcuna trattativa parallela con Mittal mentre in altra sede si decidono i destini dell’Ilva. Ricordando che spetta proprio al governo – attraverso i commissari – dare il via libera al passaggio di consegne, chiediamo, ancora una volta, che lo stesso governo assuma un ruolo attivo in questa vicenda convocando un tavolo di confronto che affronti e risolva i problemi denunciati dallo stesso ministero, cambiandone i presupposti, a partire da quelli ambientali e occupazionali. Poiché la trasparenza invocata per il precedente governo vale anche per quello attuale, è essenziale che l’esecutivo in carica si assuma esplicitamente le proprie responsabilità e trovi una soluzione che tuteli l’ambiente e la salute, garantisca i livelli occupazionali, le condizioni salariali e normative dei lavoratori che saranno poi chiamati a dare il loro giudizio su ogni eventuale intesa sindacale”.

Rocco Palombella, segretario generale della Uilm afferma che “si tratta di ore decisive per l’Ilva e le stiamo vivendo con molta apprensione in attesa di maggiori chiarimenti da parte di di Maio”. ”Dire che dal parere dell’Avvocatura siano emerse criticità non aggiunge nulla di nuovo a questa assurda vicenda, se non ulteriori e dannose incertezze”. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl fa presente che “siamo a due settimane dalla scadenza della proroga dei commissari data dal ministro Di Maio. Fino ad ora è stata fatta solo confusione. In questi mesi, il ministro ha dato contemporaneamente ragione a chi vuole chiudere l’Ilva e a chi la vuole rilanciare ambientalizzata. Non abbiamo nessun pregiudizio sull’operato del ministro e del suo dicastero, chiediamo solo – dice Bentivogli – di decidere perché è da maggio che la trattativa si è interrotta. Abbiamo atteso troppi mesi Di scaricabarile, i lavoratori non attenderanno ancora per molto tempo. Basta campagna elettorale. Se ci sono criticità gravi, annulli la gara altrimenti è fumo e confusione utile solo alle prossime elezioni. La fabbrica è senza manutenzione. È pericolosissima”.

Il sindaco di Taranto denuncia: disprezzo dei bisogni della comunità jonica

Interviene anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che non partecipò all’incontro con ben 62 associazioni convocato dal Di Maio esprimendo una valutazione molto critica sulla iniziativa presa dal ministro. “Ormai non c’è limite all’imbarazzo – dice – tali e tanti risultano gli argomenti di irrazionalità e di disprezzo dei bisogni della comunità ionica”. “Ministro – continua Melucci – ci dica cosa vuole fare senza altri giri di parole, per carità. Se vuole chiudere lo stabilimento, si accomodi. Sarà sempre suo e del suo Governo l’onere di gestire bonifiche miliardarie e decine di migliaia di disoccupati”.

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