Migranti. Salvini chiude i porti con la complicità di Toninelli, 5S. Da Forza Italia a Meloni ai fascisti si esulta. La sinistra: “fermateli. Mobilitazione democratica”. Violata anche la libertà di stampa

Migranti. Salvini chiude i porti con la complicità di Toninelli, 5S. Da Forza Italia a Meloni ai fascisti si esulta. La sinistra: “fermateli. Mobilitazione democratica”. Violata anche la libertà di stampa

Sulla vicenda dei migranti salvati nelle acque del Mediterraneo dalle navi delle Organizzazioni non governative si è aperta una vera e propria questione di civiltà e di democrazia, che ha per protagonisti il ministro dell’Interno, il leghista Salvini e il ministro per le Infrastrutture, il pentastellato Toninelli, che trasforma questa domenica di giugno in una delle pagine più nere della storia d’Italia recente. I fatti sono relativi ad una imbarcazione di Medici senza frontiere, l’Aquarius, alla quale Salvini ha negato l’attracco e il relativo sbarco dei migranti sulle coste italiane. Poi, dopo aver disposto la chiusura dei porti italiani, il ministro ha rivelato pubblicamente di aver scritto una lettera alle autorità maltesi affinché sostenessero loro il salvataggio dei migranti. Dalle autorità maltesi è stato chiarito che invece non spettava loro la disponibilità all’attracco ma alle autorità italiane, poiché la nave Aquarius aveva contattato il Comando operativo di Roma e poiché si trovava in acque tunisine, dunque più prossime alle coste siciliane, aveva ottenuto il via libera. Intanto, la nave Aquarius dell’organizzazione non governativa Medici senza frontiere con a bordo 629 migranti – inclusi 123 minori non accompagnati, undici bambini e sette donne incinte – è “in attesa di ordini” a poche miglia dalle acque territoriali di Malta. L’imbarcazione specializzata in operazioni di ricerca e soccorso in mare era precedentemente diretta al porto di Messina, dove sarebbe dovuta arrivate domani mattina, 11 giugno. Per Gino Strada, “il punto centrale dell’iniziativa di Salvini è che si è deciso un rifiuto a priori: sembra più una pratica da sbrigare che rispondere ai bisogni delle persone. E’ una iniziativa razzista, repellente e disgustosa sul piano umano prima ancora che sul piano medico e sanitario ed è contraria a tutte le regole internazionali”.

Salvini non ancora soddisfatto della chiusura dei porti firma con il ministro Toninelli una sconsiderata nota che mette in crisi i rapporti diplomatici con Malta e con l’Europa

Non ancora soddisfatto dell’esito, il ministro Salvini scrive una nota stampa col suo collega di governo Toninelli, nella quale si scopre che è stata “la nostra Capitaneria di Porto” a scrivere “reiteratamente all’autorità de La Valletta affinché, per la prima volta dopo molto tempo, Malta fosse messa di fronte alle sue responsabilità. Ed è nostra intenzione che risponda ufficialmente alla nostra richiesta di apertura dei suoi porti per il salvataggio delle centinaia di naufraghi presenti sulla nave Ong Aquarius”. Così, un salvataggio in mare che dovrebbe essere la chiave di volta della civiltà europea, e l’osservanza degli obblighi del Diritto del mare e del Diritto internazionale, diventa una “bubbola” burocratica, che scatena una crisi diplomatica. Nella nota i due ministri, non ancora contenti di quanto avessero già combinato scrivono: “L’isola non può continuare a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati. Il Mediterraneo è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l’Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine. Ecco perché chiediamo al governo di La Valletta di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto”. Salvini e Toninelli capovolgono su Malta le responsabilità. La replica giunge dalle stesse autorità maltesi e dalla Ong Medici Senza frontiere.  Un portavoce del governo maltese ha replicato che l’isola “non ha competenza” su questo caso dato che il recupero dell’imbarcazione “è avvenuto nell’area di ricerca e salvataggio libico ed è stato coordinato dal centro di Roma”. Medici senza frontiere “teme che ancora una volta la politica degli stati europei sia posta al di sopra delle vite delle persone. La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo”, scrive Msf, il cui personale si trova sulla nave Aquarius, dopo aver ricordato che “l’Italia ha chiesto alla Guardia Costiera di Malta di poter sbarcare a Malta tutte le persone soccorse” e che il ministro Salvini ha dichiarato la chiusura dei porti italiani se Malta dovesse rifiutare lo sbarco.

Le reazioni alla presa di posizione di Salvini seguito dal Movimeno 5Stelle, evidentemente solidale con la Lega 

E naturalmente è doppia la lettura delle forze politiche sul caso. Le forze della destra si sono scatenate a favore di Salvini, nel giorno in cui sono aperte le urne, sostenendo che finalmente c’è qualcuno che “bene fa a pretendere finalmente chiarezza sul confine tra azioni umanitarie e doveri di accoglienza dei singoli stati”, come afferma tra gli altri il portavoce di Forza Italia Giorgio Mulè, evidentemente preoccupato del protagonismo neoautoritario di Salvini, seguito dal Toninelli dei 5Stelle. In queste ore, oltre che con Malta, sui migranti si sta giocando una penosa, crudele, disumana, scellerata e fascista battaglia politica a destra: si sacrificano vite umane per qualche voto in più. Una orribile indecenza.

Dall’altra parte, finalmente, si alza il muro delle reazioni indignate a sinistra. “Il gruppo di Liberi e Uguali chiede che il Governo riferisca in Aula con la massima urgenza sulla chiusura dei porti e in particolare sulla nave Acquarius con oltre 600 naufraghi a bordo. Il diritto del mare deve essere rispettato e i naufraghi vanno portati in salvo al più presto non diventando ostaggio della decisione propagandistica del duo Salvini-Toninelli in aperta violazione delle norme internazionali che regolano le attività di salvataggio in mare”, scrive in una nota il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro. “Salvini chiude i porti. Poi chiuderà le strade. Poi ci chiuderà in casa. Dopodichè, quando non avrà più nulla da chiudere se non i suoi vergognosi profili social, avrà raggiunto il suo obiettivo: un Paese isolato, riportato ai tempi di sua nonna. #IncompetenzaAlPotere #Aquarius”, scrive su twitter Laura Boldrini. “Se un Ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”, scrive a sua volta su Twitter il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “La decisione del ministro Salvini di chiudere i porti viola il diritto internazionale, il diritto del mare e le più elementari norme di civiltà e umanità. Non si può permettere che un ministro decida di mettere un intero Paese al di fuori del diritto internazionale. Bisogna che sia fermato immediatamente dalle istituzioni e dalla mobilitazione democratica”, dichiara Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto al Senato. Insomma, come si vede, Salvini voleva lo scontro di civiltà, teorizzato più volte da Samuel Huntington, anche se quest’ultimo lo prevedeva con l’islam, ma prima o poi si arriverà anche a questo, seguendo l’Austria nella chiusura delle moschee e alla espulsione degli imam. C’è una questione democratica e di libertà che va posta subito, in Parlamento, nel paese, nelle piazze, e va stigmatizzata l’incoerenza del Movimento5Stelle che si è lasciato imporre da Salvini e dalla Lega l’egemonia sulla questione dell’accoglienza dei migranti.

Lesa la libertà di informazione: a Reggio Calabria la Procura dispone ai giornalisti la consegna del materiale filmato sulla Sea Watch

E la questione della libertà e della democrazia violate non finisce qui.  Il capitano della Sea Watch 3, la nave dell’ong tedesca arrivata ieri nel porto di Reggio Calabria con a bordo 232 migranti salvati nei giorni scorsi nel canale di Sicilia, è stato sentito per quattro ore, a “sommarie dichiarazioni testimoniali” nell’ufficio della polizia giudiziaria al porto. Inoltre, la Questura di Reggio, su indicazione della Procura della Repubblica ha chiesto ai giornalisti a bordo della nave di consegnare tutto il materiale video girato durante il salvataggio del cinque giugno scorso in acque internazionali. A renderlo noto è la stessa ong. La Sea Wacth 3 è dunque rimasta in porto fino a dopo la mezzanotte. “La richiesta di acquisizione del materiale – è scritto nella nota della ong – è stata presentata verbalmente; il rifiuto avrebbe comportato il sequestro del girato. Al fine di sbloccare la situazione e consentire a Sea Watch 3 di tornare nell’area operativa, dove nel frattempo si sono svolti diversi soccorsi, il materiale richiesto ai giornalisti è stato trasmesso agli organi di polizia giudiziaria e l’acquisizione verbalizzata”.  “Le motivazioni della richiesta sono coperte da segreto istruttorio e dunque non sono state rese note”, precisa la ong. “I giornalisti – è scritto ancora nel comunicato – hanno a lungo riflettuto sul da farsi, confrontandosi con le rispettive testate e agenzie, e sono stati in seguito condotti nei locali della questura a bordo di vetture della polizia, accompagnati volontariamente dai rappresentanti di Sea Watch Italia, che lì hanno ritrovato alcune tra le persone sbarcate in mattinata, sottoposte a approfondimenti da parte della Squadra mobile”. Questa è una palese lesione della libertà di stampa. Cos’altro ancora deve accadere in Italia? Il governo di Salvini e Di Maio – nel totale silenzione del presidente Conte – chiude i porti, attacca le Ong definendole “vicescafisti” e le procure pare che si adeguino, alimenta un pericolosa e disumana guerra di civiltà: forse ora basta.

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