Dopo tre mesi dall’omicidio, i funerali di Pamela a Roma. La mamma chiede giustizia: “Me l’hanno massacrata, ma io non mollo”

Dopo tre mesi dall’omicidio, i funerali di Pamela a Roma. La mamma chiede giustizia: “Me l’hanno massacrata, ma io non mollo”

Lutto cittadino a Macerata e a Roma per i funerali di Pamela Mastropietro, la giovane romana di 18 anni uccisa a fine gennaio a Macerata e ritrovata a pezzi in due valigie. Una camera ardente è stata aperta nella chiesa Ognissanti, di via Appia Nuova. Un corteo ha accompagnato la bara bianca dall’abitazione della vittima alla chiesa, dove alle 11 si sono celebrati i funerali. Amici con indosso magliette con una foto di Pamela, un cuore e la scritta “da qui nessuno potrà mai portarti via”, foto della ragazza sorridente, libri delle dediche, palloncini bianchi e fiori. Davanti all’altare della chiesa Ognissanti la bara bianca della ragazza con sopra un grande cuscino di rose rosse di “mamma e papà”. Tra le numerose corone di fiori, quella della sindaca di Roma, della nonna Giovanna, dei professori e di Luca Traini, l’uomo che per ‘vendicare’ la ragazza sparò all’impazzata a Macerata contro alcuni migranti qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo della ragazza.

“Lotteremo fino in fondo affinché questa ragazza di 18 anni, questa bambina uccisa con delle coltellate, fatta a pezzi e messa in due trolley trovi giustizia”, ha detto lo zio di Pamela e legale della famiglia, Marco Valerio Verni. “Lo faremo per lei – ha detto – per la sua famiglia e per tutto il mondo civile perché questa è la battaglia di tutto il mondo civile contro quello della barbarie”.

“Non lasciatevi rubare la speranza sul vostro futuro”, l’invito del parroco di Ognissanti ai tanti giovani presenti ai funerali di Pamela. “Il Signore è con voi, vi accompagna” ha aggiunto don Francesco ricordando che Pamela era nel primo gruppo di cresima quando diventò parroco della chiesa sull’Appia Nuova. “Pamela è tornata a casa e ora vogliamo stringerla con un forte abbraccio spirituale per farle sentire tutto il nostro amore – ha detto il parroco iniziando la messa – Con umiltà chiediamo perdono di tutte le nostre mancanze”. Don Francesco ha anche detto che, di fronte a una vicenda come questa, ancor più “in questi giorni ho chiesto anch’io al Signore di potermi consolare, per potervi consolare a mia volta…”. E riprendendo un passaggio del Vangelo, ha sottolineato che “può succedere anche ai nostri giovani di non accorgersi del pericolo, si possono allontanare”. In avvio di cerimonia il parroco aveva detto “Pamela è tornata a casa e ora voglio stringerla in un forte abbraccio spirituale, in questo abbraccio misericordioso di Dio”, e quando poi è stato il momento dello scambio del segno della pace ha raggiunto, con gli altri concelebranti, i genitori e gli altri congiunti di Pamela.

“Anche se ti hanno fatto del male, un male atroce, tu sei viva. Anche se quelle persone ti hanno massacrata, tu sei viva. Ti amo Pami…”, ha detto Alessandra Verni, la mamma di Pamela, intervenendo al termine della cerimonia funebre.  “Ciao amore mio, mi manchi da morire. Quello che ti hanno fatto è disumano, è un dolore atroce, è una lama che si conficca nel cuore e te lo spacca a metà”, ha aggiunto la mamma di Pamela. “Hai le gambe che tremano vorrebbero cedere, hai sospiri di angoscia ma poi arrivi tu con i tuoi segni e mi fai capire che tu ci sei. Sei sempre vicino a noi”, ha concluso la signora Verni.

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