Lazio al voto con nove candidati. Coalizione compatta del centrosinistra con Zingaretti. Corsa naturalmente in solitario della Lombardi (M5S) e poi le destre divise con Parisi e lo ‘Scarpone’ di Pirozzi. Agostini (Leu): “E’ stata una campagna faticosa ma molto esaltante”

Lazio al voto con nove candidati. Coalizione compatta del centrosinistra con Zingaretti. Corsa naturalmente in solitario della Lombardi (M5S) e poi le destre divise con Parisi e lo ‘Scarpone’ di Pirozzi. Agostini (Leu): “E’ stata una campagna faticosa ma molto esaltante”

Ancora poche ore ed i seggi si apriranno per la consultazione regionale del Lazio. Naturalmente il sistema elettorale prevede l’elezione diretta del presidente della Regione. Risulterà vincitore il candidato più votato (anche di un solo voto) mentre per l’elezione dei consiglieri regionali – 50 in tutto – è stato adottato un meccanismo proporzionale con premio di maggioranza.

Seggi al Consiglio Regionale e ripartizione degli stessi

Nella Regione Lazio sono 50 i seggi per i quali concorrono gli aspiranti consiglieri regionali. 40 verranno eletti ripartendoli tra le varie liste con calcolo proporzionale sulla base dei voti presi da ciascuna lista e all’interno di esse sulla base del numero di preferenze ricevute da ogni singolo candidato; 10 consiglieri saranno invece eletti come premio di maggioranza scegliendoli sempre in ordine di numero di preferenze ricevute tra i candidati appartenenti alle liste collegate al presidente della Regione Lazio risultato eletto e poi ripartiti tra di esse in base proporzionale ai voti ricevuti. Per la Regione Lazio infatti la coalizione del presidente vede garantito almeno il 60% dei seggi. Qualora l’elettore esprima il voto a favore di un candidato alla carica di presidente della Regione e per più di una lista, è ritenuto valido il solo voto al candidato presidente e nulli i voti di lista.

E’ stato abolito il Listino del presidente

Va detto che è stato eliminato il cosiddetto ‘Listino del presidente’, ovvero una quota parte di consiglieri eletti senza passare per le urne e scelti direttamente, prima del voto (inseriti in una lista ad hoc), dai vari candidati presidenti. Sono nove i candidati in corsa per la poltrona più alta dell’istituzione regionale.

Ecco i nove candidati in corsa per la poltrona di governatore

Si tratta in assoluto, ma è quasi sempre stato così, di otto novità e una riconferma: il governatore Nicola Zingaretti, in corsa per il secondo mandato, per lui, una coalizione ampia di centrosinistra, una sorta di laboratorio nuovo che il governatore uscente è riuscito ad imporre nella Regione, grazie anche al lavoro fatto nella precedente Legislatura che vedeva al governo una coalizione analoga. Nessuna alleanza per il Movimento 5 Stelle che corre con Roberta Lombardi, parlamentare uscente M5S. Nel centrodestra solo nelle ultime settimane prima del voto si è raggiunto un accordo su Stefano Parisi, quello, lo ricordiamo, che fu il candidato sindaco di Milano per le destre e sconfitto da Beppe Sala, attuale primo cittadino. Va detto che le destre si sono divise, visto che potevano contare anche su un eventuale accordo con il sindaco di Amatrice Pirozzi, che però non è stato raggiunto ed ecco allora che il primo cittadino del paesino simbolo dei recenti devastanti terremoti che hanno colpito, Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo, correrà lo stesso con la sua lista dello ‘Scarpone’. Pirozzi, va detto in ultimo, ha un passato nella destra, visto che è stato consigliere regionale a Rieti per Alleanza Nazionale. In corsa anche altre Liste che in alcuni casi potrebbero rivelarsi delle sorprese, o comunque delle incognite, perché potrebbero catturare consensi anche a movimenti e partiti dello stesso campo. Ed ecco allora all’estrema sinistra Elisabetta Canitano, candidata con Potere al Popolo, Jean Leonard Touadì per la Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, Stefano Rosati per la lista Riconquistare l’Italia, Mauro Antonini per CasaPound, Giovanni Paolo Azzaro sostenuto dalla Democrazia Cristiana.

L’appello di Agostini (Leu) agli elettori

Ed in tutto questo contesto c’è da registrare l’appello di Riccardo Agostini per LeU: “E’ stata una campagna faticosa ma molto esaltante. Faticosa innanzitutto per questioni climatiche, tanto che ho avuto modo più volte modo di definirla una ‘campagna d’inverno’. Nonostante il freddo e la neve, però, molte persone sono uscite di casa per partecipare alle nostre iniziative elettorali, e questo non era per niente scontato. Sono stato accolto sempre con grande calore ovunque, nelle strutture sanitarie che ho visitato, nelle università, nei luoghi di lavoro e in tutti i locali che hanno ospitato gli incontri nei quali ho spiegato il mio programma e le mie idee per risolvere i problemi delle persone. Ho parlato di lavoro, della necessità di avviare un piano di opere infrastrutturali per mettere in sicurezza il territorio, migliorare i collegamenti e creare lavoro buono, quello che rispetta i diritti dei lavoratori. Ho illustrato il nostro piano per migliorare i servizi sanitari, ora che la Regione si appresta ad uscire da un commissariamento durato troppo e che ha mortificato le nostre eccellenze. C’è stato modo di spiegare nel dettaglio il nostro piano per migliorare i trasporti, con una agenzia unica regionale che sul modello Corta garantisca a tutti il diritto alla mobilità; il nostro piano per ancorare le eccellenze universitarie e la ricerca scientifica al tessuto produttivo della nostra regione e al modo in cui intendiamo rendere capillare l’offerta culturale della regione, valorizzando le realtà locali. C’è stata più di una occasione per parlare anche di politica, dell’importanza di questa alleanza con Nicola Zingaretti, che a differenza del panorama nazionale, ha dimostrato di poter guidare una vera coalizione che oggi si pone come modello per la ricostruzione del centrosinistra. Un aspetto mi sento di sottolineare in chiusura di questa campagna elettorale: l’importanza del voto e la necessità che i cittadini tornino ad esprimere la propria preferenza alle urne. Per questo faccio un appello affinché il 4 marzo scegliate di votare alla Camera, al Senato e alla Regione Lazio, facendo una croce sul simbolo di Liberi e Uguali, e sulla scheda verde scrivendo anche Agostini”.

Infine le indicazioni utili per il voto alle regionali

Come si vota

L’elettore può votare alternativamente nei seguenti modi: a) votare un candidato alla carica di presidente della Regione, senza alcun voto ad una lista circoscrizionale; b) votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste circoscrizionali ad esso collegate (attenzione: se l’elettore esprime il voto a favore di un candidato alla carica di presidente e per più di una lista, è ritenuto valido il solo voto al candidato presidente e nulli i voti di lista); c) votare disgiuntamente per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste circoscrizionali ad esso non collegate (il cosiddetto voto disgiunto); d) votare per una lista circoscrizionale senza alcun voto al candidato presidente della Regione collegato. In questo caso si intende validamente espresso anche a favore del candidato presidente collegato.

Quando si vota

Si vota domenica 4 marzo 2018 dalle 7 alle 23. L’orario e i seggi sono gli stessi delle politiche. Chi vota nel Lazio avrà una scheda in più. Ogni elettore vota nel comune di residenza e nella sezione elettorale indicata sulla tessera elettorale e dovrà avere con se il certificato elettorale ed un documento in corso di validità

Lo spoglio

Lo spoglio delle schede delle elezioni regionali avverrà a partire dalle 14 di lunedì 5 marzo e comunque dopo lo scrutinio dei voti per Senato e Camera.

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