A Macerata, via libera alla manifestazione di sabato 10. Fissato al 24 a Roma l’appuntamento antifascista nazionale. La Cgil in decine di piazze italiane, “Maipiùfascismi”

A Macerata, via libera alla manifestazione di sabato 10. Fissato al 24 a Roma l’appuntamento antifascista nazionale. La Cgil in decine di piazze italiane, “Maipiùfascismi”

La manifestazione di sabato 10 febbraio a Macerata è stata autorizzata, lo rende la Fiom Cgil con un tweet: “Appena usciti dall’incontro in Prefettura #Macerata: la manifestazione di domani contro fascismo e razzismo è autorizzata! L’appuntamento è alle 14 ai Giardini Diaz, adiacenti alla stazione di Macerata”. E nel frattempo, la Cgil, che pure è con Anpi, Arci e Libera, tra le organizzazioni che avevano lanciato la manifestazione di sabato a Macerata, rinviata a Roma per il prossimo 24 febbraio, annuncia sempre per il 10 febbraio una giornata di mobilitazione nazionale antifascista. E inoltre, altre manifestazioni e presìdi a Roma delle forze democratiche per bloccare le provocazioni dei militanti di Forza Nuova, Casapound e dell’arcipelago neofascista. Insomma, nonostante le polemiche, sabato l’Italia democratica, inquieta e preoccupata per l’escalation della violenza neofascista e per la diffusione pericolosa della sua ideologia, si dà appuntamento un po’ ovunque. Ma andiamo con ordine.

Chi ci sarà sabato alla manifestazione di Macerata

Sabato a Macerata, oltre alla Fiom, saranno presenti alcune delegazioni territoriali dell’Anpi, di Libera e dell’Arci, gli studenti della Rete della conoscenza, dell’Uds e della Link, molti centri sociali, e tra le forze politiche organizzate, delegazioni di Liberi e Uguali, Potere al popolo. LeU ha reso nota la propria “adesione alla manifestazione del 24 febbraio a Roma e parteciperà dovunque, in queste ore e nei prossimi giorni, si terranno mobilitazioni e presidi antifascisti”. Lo rende noto la lista guidata da Pietro Grasso informando che “a Macerata, domani, sarà presente anche una delegazione di parlamentari tra cui Civati, Fratoianni, Zoggia, Ricciatti, Paglia, Brignone, Maestri, Costantino, Farina, Cervellini e l’europarlamentare Schlein”. La presidente nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci e il presidente Arci Marche Massimiliano Bianchini parteciperanno domani alla manifestazione a Macerata con una delegazione, per stare accanto ai circoli che hanno deciso di esserci. Domani l’Arci, si legge in una nota, “sarà in tutte le piazze in cui si manifesterà per l’antifascismo e l’antirazzismo, in solidarietà alle vittime dell’attentato di Macerata. Ogni luogo in cui si pratica l’antifascismo è un luogo giusto e necessario”. Per l’Anpi nazionale si segnala il rammarico di Carlo Ghezzi, che intervistato su Radio24 spiega: “Certo che di fronte all’appello del rappresentante maggiore di una comunità, che ci dice di una città frastornata, che ci dice di una difficoltà a realizzare un rapporto tra la città e la manifestazione, ci siamo consultati con altre organizzazioni che con noi hanno promosso la manifestazione con la Cgil, con Libera con l’Arci e a malincuore, molto amareggiati, abbiamo infine deciso di accettare questo invito e di cambiare in qualche modo gioco e di preparare una grande manifestazione nazionale con le 23 associazioni del Coordinamento ‘Mai più fascismi’ che dia una risposta ancor più alta di quella che già realisticamente si è in grado di dare in quel di Macerata”.

Le iniziative della Cgil per il 10 febbraio

“Per rispetto delle istituzioni, la Cgil ha accolto l’appello del sindaco di Macerata, ma sabato 10 febbraio resta per noi una giornata di mobilitazione antifascista con presìdi e iniziative verso la manifestazione nazionale”. Così la confederazione guidata da Susanna Camusso che in queste ore sta organizzando iniziative in molti territori per sabato 10 febbraio. Sarà l’occasione, ricorda il sindacato, per sottoscrivere fisicamente l’appello “Mai più fascismi” che si può firmare anche online su change.org. Sono oltre 40 le piazze in cui la Cgil invita i cittadini ai gazebo e ai banchetti per firmare la petizione, e per dialogare sul pericolo fascismo, oltre che a lanciare la manifestazione nazionale del 24 febbraio. Qui di seguito un primo elenco: Bolzano, Potenza, Matera, Caserta, Napoli, Crotone, Scalea, Bologna, Piacenza, Roma, Genova, La Spezia, Imperia-San Remo, Savona, Mantova, Brescia, Fermo, Pesaro, Fano, Urbino, Torino, Ivrea, Biella, Bari, Taranto, Foggia, Brindisi, Lecce, Firenze, Piombino, Pistoia, Grosseto, Massa, Trento, Orvieto, Vicenza, Treviso, Venezia, Rovigo e Padova.

La Cgil di Roma e Lazio al presidio antifascista di Tor Bella Monaca contro la provocazione di Azione Frontale

A Roma, un presidio nel quartiere di Tor Bella Monaca cercherà di manifestare contro la manifestazione indetta da un segmento della galassia neofascista, Azione frontale. “L’ignoranza, la protervia, la violenza fascista non possono albergare in questa città. La manifestazione indetta da Azione Frontale a Roma è un’offesa alla città medaglia d’oro per la Resistenza. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: la Cgil non resterà a guardare. Risponderemo punto su punto, atto su atto. E lo faremo a partire da domani, a partire dalle ore 15, con un presidio a Tor Bella Monaca, insieme alle associazioni Anpi, Libera, Arci, e Aned di Roma, cui invitiamo tutti i cittadini a partecipare. Aderiamo inoltre convintamente al sit-in promosso sempre per domani dal Pd a Ponte Milvio, per dire sostenere i diritti all’accoglienza e alla sicurezza per tutti”, scrive in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio.

Intanto continua la campagna elettorale con i soliti toni. Salvini contro l’islam, Berlusconi indica Tajani, Di Maio gioca con gli impresentabili

“Uno stop a tutte le nuove aperture di luoghi di culto islamici in Italia”, è l’obiettivo indicato dal segretario della Lega, Matteo Salvini, stamani a Genova. Silvio Berlusconi (Forza Italia-Ppe) prende le distanze: “Salvini ogni tanto è un po’ pirotecnico”. Da una parte Salvini (alleato in Europa dell’estrema destra di Le Pen e Fpoe) vuole essere premier e prendere più voti di FI. Dall’altra ha accettato un accordo di coalizione per i collegi uninominali di Senato e Camera, in cui FI è di gran lunga il partito con più candidati. Per il dopo 4 marzo Berlusconi indica più soluzioni: l’azzurro Tajani, presidente dell’Europarlamento (Ppe), oppure, senza una maggioranza certa, una prosecuzione dell’attuale governo Gentiloni. Salvini non è d’accordo: “Se non c’è una maggioranza chiara, si ritorna al voto. Sono contrario a ogni inciucio”. Berlusconi ha consigli anche per Renzi: “Ha il merito di avere eliminato i comunisti, ora il Pd cambi nome e diventi Partito socialdemocratico”. Di Maio pubblica intanto la lista, con tanto di biografie ‘made in M5s’, degli “impresentabili” di tutte le altre forze politiche. Per il Nord Italia sono messi all’indice tra gli altri Boschi, Dellai, Bossi, Formigoni, Romani, Sciascia, Vicari e Ghedini. Sui parlamentari pentastellati Martelli e Cecconi, che non avrebbero conferito parte dei loro appannaggi destinati al fondo di microcredito, Di Maio afferma: “Abbiamo chiesto un loro passo indietro e un provvedimento di espulsione ai probiviri”. Per Di Maio “se vincerà il centrodestra, sarà caos continuo, perché Berlusconi e Salvini litigano su tutto”. Cosa si evince? Dichiarazioni da campagna elettorale, come se a Macerata non fosse accaduto nulla di realmente importante. La sensazione, nei toni e nelle parole, è che da Salvini a Berlusconi a Di Maio, con la complicità di Matteo Renzi, si stia cercando di rimuovere il pericolo suscitato dalle provocazioni neofasciste. L’Italia, è vero, non è fascista, né razzista, ma si stanno ingrossando le fila dei movimenti neofascisti. Questa è o no la priorità?

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