Roma Capitale, annuncio shock dell’Assessore Meleo: “Senza l’approvazione del concordato su Atac, blocco del servizio (di trasporto) nella Capitale”. Poi in serata la marcia indietro

Roma Capitale, annuncio shock dell’Assessore Meleo: “Senza l’approvazione del concordato su Atac, blocco del servizio (di trasporto) nella Capitale”. Poi in serata la marcia indietro

La toppa, purtroppo, potrebbe essere più grossa del buco e la scelta di ricorrere al concordato preventivo, senza avere una risposta positiva dal Tribunale di Roma, potrebbe, già a partire dal 27 gennaio prossimo, mettere con le ruote a terra i bus e senza energia i tram della Capitale. E’ l’annuncio shock dell’Assessore alla mobilità di Roma Capitale, Linda Meleo, che in queste ore ha affrontato le Commissioni Bilancio e Mobilità di Roma Capitale. Dunque una possibile nuova devastante tegola dopo quella ancora in volo, dei rifiuti, e che potrebbe finire, anche questa, sulla testa della Sindaca Raggi. Chiara, chiarissima l’Assessore Meleo: “Se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio. Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale – ha spiegato Meleo – piano che è ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto”.

Queste le parole, e come è costume dei pentastellati, quasi sempre la si ‘butta in caciara’, ed ecco allora la smentita per quelle parole male interpretate. Non ci adeguiamo e riportiamo fedelmente la sua marcia indietro: “A Roma non c’è nessun rischio paralisi del servizio di trasporto pubblico. Alcune mie dichiarazioni sono state mal interpretate. Proverò a essere più chiara. Il servizio sarà assolutamente garantito. Questa Amministrazione ha un piano strutturato da portare avanti e un cronoprogramma definito. Non ci siamo mai tirati indietro davanti alle sfide e non lo faremo di sicuro oggi- La delibera di proroga del contratto di servizio, che è stata illustrata in Commissione Mobilità, – prosegue Meleo – era ed è condizione imprescindibile al piano di concordato. La proroga serve a sostenere il piano industriale ideato per far ripartire Atac. Senza questo orizzonte temporale sarebbe venuta meno l’ipotesi di ripristino degli equilibri economico-finanziari e non sarebbe stato possibile un serio piano di investimento. La proroga fino al 2021 consente di pensare al bene dell’azienda, in concreto a investimenti per una nuova flotta, all’efficientamento del servizio. Il concordato preventivo era ed è l’unica scelta possibile per poter risanare l’azienda, l’unica alternativa. Questa amministrazione ha avuto il coraggio di sceglierla e non si è tirata indietro, come hanno fatto altri prima di noi. Atac in questi 4 anni diventerà competitiva sul mercato. Crediamo fermamente che questo percorso di risanamento sia possibile e crediamo nella buona riuscita del piano. Tutti i nostri atti vanno in questa direzione. L’obiettivo rimane lo stesso: azienda pubblica e risanamento del servizio per i cittadini. Lo dobbiamo ai romani e ai lavoratori. Vinceremo questa sfida”.

“Il nostro obiettivo – aveva detto nella mattinata la Meleo – è avere un servizio di trasporto pubblico in house in grado di erogare un servizio efficiente dopo decenni. Con questa delibera ci prendiamo 4 anni per valutare come organizzare il servizio dopo il 2021 e che può essere o con il rinnovo in-house o con l’eventuale messa a gara. Atac ha due anime – ha spiegato Meleo – una su ferro e una su gomma e organizzare una gara di questo tipo era impossibile in due anni. Questa proroga comporterà anche la proroga del contratto di servizio e il costo verso Atac per km erogato è già nel vecchio contratto quindi non cambiano le condizioni e i costi per Roma Capitale”. E sulla base di tutto questo, ma soprattutto sulle richieste fatte dalle opposizioni di avere maggiori informazioni, sulla la proposta di delibera che doveva dare disco verde alla proroga dal 4 dicembre 2019 al 3 dicembre2021, all’affidamento ad Atac del trasporto pubblico della Capitale.

La delibera che entro fine mese dovrebbe arrivare in assemblea capitolina “nasce per cercare di risolvere la situazione di Atac – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo – Nel 2017 abbiamo avviato la procedura di concordato preventivo in continuità e quando il tribunale ha dato l’ok abbiamo iniziato a lavorare al piano industriale. Per terminare questo percorso, due anni non sono un orizzonte temporale sufficiente per il risanamento aziendale: per ottenere questo obiettivo, la proroga per altri due anni è un presupposto fondamentale. Per la legge, mi riferisco al regolamento 1370, si può affidare in house senza obbligo di preavviso in caso di presupposti di pericolo imminente di interruzione di servizio, un rischio che si sarebbe prefigurato anche prima di dicembre 2019: se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio. Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale, piano che è ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto. La proroga resta condizionata alla effettiva omologazione del piano di concordato”

Un’estensione che contestualmente riguarderà il contratto di servizio e che “è necessaria – secondo Alessandro Gennaro, assessore alle Partecipate – per realizzare un orizzonte temporale affinché Atac possa portare avanti azioni per il risanamento dell’azienda. Senza questa proroga sarebbe venuta meno la mancanza di continuità aziendale e non si renderebbe possibile il ripristino dell’equilibrio economico e finanziario dell’azienda. Il recupero di condizioni di economicità ed efficienza dell’azienda passa per la continuità aziendale e in assenza di questa proroga Atac dovrebbe soltanto soddisfare i creditori, invece con altri due anni a disposizione può dilazionare il debito e fare anche investimenti”.

La scelta di continuare ad utilizzare Atac per i servizi di trasporto pubblico sia su ferro sia di superficie “è la più vantaggiosa anche dal punto di vista del bilancio di Roma Capitale – ha sottolineato l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti – Sarebbe un danno non procedere alla proroga e tra due anni avere un’azienda non più titolare del servizio. È il tassello che serve per consentire ad Atac di elaborare un piano industriale a 4 anni e che permetta sia di rispondere ai creditori, sia di fare investimenti.per continuare ad erogare.il servizio”. “In bilancio – ha aggiunto Lemmetti – vengono garantiti i flussi finanziari necessari per portare a termine il piano di risanamento. Le forme di tutela in bilancio sono quelle necessarie al di là della proroga, e sono quelle che consentono a Roma Capitale di erogare il servizio, a cui siamo obbligati, e mettere in sicurezza il bilancio garantendo le risorse e l’assegnazione dei fondi per la continuità del servizio”. In sintesi “questa delibera risponde esattamente ai requisiti di legge ed è importante per risanare l’azienda e per mantenere costanti livelli di servizio”.

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