Amazon. La lotta dei lavoratori “costringe” la grande azienda dell’e-commerce ad aprire il confronto con i sindacati. Molinari (Filcams Cgil): ora servono risultati tangibili e concreti

Amazon. La lotta dei lavoratori “costringe” la grande azienda dell’e-commerce ad aprire il confronto con i sindacati. Molinari (Filcams Cgil): ora servono risultati tangibili e concreti

Amazon  ci ripensa e si siede al tavolo con i sindacati. È già una notizia, resta ovviamente da vedere quale sarà l’esito della riunione ma, nella difficile situazione in cui sindacati e lavoratori sono costretti ad operare è un fatto importante. Significa che anche un gruppo che opera a livello mondiale, che fino ad ora, affermano i sindacati di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil, ha sempre rifiutato la pratica del confronto, “non la considera granché, non tiene molto a quelle che  si definiscono corrette relazioni sindacali”, ha fatto marcia indietro. Lo sciopero dei lavoratori nella azienda che ha sede a Castel San Giovanni, Piacenza, giornata di lotta “storica” che ha messo in movimento i lavoratori  di Amazon anche in Francia e Germania, uno sciopero riuscito, che ha avuto  grande risonanza sui media, anche se poi ci hanno ripensato operando una sorta di silenzio stampa, è alla base delle retromarcia del gigante delle vendite online. Sciopero e anche talune ispezioni che hanno  messo a nudo una realtà che i lavoratori hanno portato alla ribalta. Riguarda il loro contratto che dovrebbe essere, ma non lo è, quello delle poste essendo il ramo d’azienda principale, quello della spedizione, secondo gli ordinativi ricevuti online.

L’incontro è stato convocato presso la sede della Camera di Commercio della città emiliana, sede di un magazzino del gruppo che conta oltre 4000 lavoratori, interinali compresi. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs  Uil di Piacenza parlano di una “buona notizia”, dell’avvio di un confronto. “È una scelta che va nella giusta direzione, quella del dialogo e del confronto da noi auspicata – afferma Fiorenzo Molinari, segretario generale della Filcams Cgil di Piacenza –. Ora però servono risultati tangibili e concreti per i lavoratori di Amazon, in particolare nella riorganizzazione e nella rotazione dei turni e dei carichi di lavoro”.  “Amazon-prosegue Molinari – è paradossalmente un’azienda simbolo dell’innovazione tecnologica nella quale, però, una parte di lavoro è estremamente fisico e si vivono dinamiche simili a quelle che vivevano gli operai di Fiat negli anni 70”.

Al centro della vertenza organizzazione del lavoro e contrattazione dei parametri operativi

Ecco perché per il sindacato diventa fondamentale mettere al centro l’organizzazione del lavoro, la contrattazione dei parametri operativi, in definitiva – come ha osservato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – gli algoritmi. “Amazon, come tante altre aziende, deve capirlo – aveva detto la leader sindacale –. Non saranno mai grandi se i lavoratori saranno sfruttati, non avranno un lavoro decente, non saranno trattati con dignità”. Su queste basi è arrivato anche il primo storico sciopero di Amazon in Italia, quello del “black friday” venerdì 24 novembre. Sciopero – ricorda Molinari – non solo riuscito (adesioni intorno al 60% tra i dipendenti blue badge del magazzino di Piacenza), ma addirittura esportato in Germania, dando vita a una protesta di carattere sovranazionale, come raramente si riesce a fare in altri gruppi multinazionali. “La mobilitazione dei  lavoratori – prosegue Molinari – ha sicuramente inciso sulla decisione di Amazon di convocare i sindacati prima di Natale, cercando di evitare, forse, altre possibili mobilitazioni, che in un periodo del genere potrebbero risultare particolarmente dolorose per l’azienda. È indubbio che lo sciopero abbia avuto un impatto sia aziendale che mediatico enorme – continua Molinari –, di livello planetario direi. Questo ci consentirà di sederci al tavolo con grande determinazione per rimettere al centro i contenuti della piattaforma sindacale votata da centinaia di lavoratori e scardinare l’impostazione di Amazon, che punta a una totale dis-intermediazione tra azienda e singolo lavoratore, in Italia e nel mondo”.

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