Save the children: ecco le disuguaglianze tra nord e sud: 669mila famiglie in povertà assoluta, e tasso di dispersione scolastica altissimo in Sicilia e Calabria. Petraglia, SI, “non è il libro Cuore, ma il XXI secolo”

Save the children: ecco le disuguaglianze tra nord e sud: 669mila famiglie in povertà assoluta, e tasso di dispersione scolastica altissimo in Sicilia e Calabria. Petraglia, SI, “non è il libro Cuore, ma il XXI secolo”
Ogni anno oltre 130 mila ragazzi sono a rischio dispersione scolastica e l’abbandono continua a essere tra le sfide maggiori per la scuola italiana. Il dato è contenuto nell’ottavo Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla Scuola” di Save the Children, pubblicato da Treccani. Nelle scuole superiori il tasso di abbandono in un anno è stato del 4,3%, pari a 112.000 ragazzi, mentre alle medie il tasso è sceso all’1,35%, che corrisponde a 23.000 alunni. Il rischio di dispersione è più elevato tra i bambini e i ragazzi che vivono in condizioni di disagio economico e sociale. Dal 2008 a oggi il fenomeno della dispersione si è attenuato ma resta di dimensioni rilevanti, come mostrano i nuovi dati dell’anagrafe nazionale studenti del Miur resi disponibili dall’Atlante. Tali dati consentono di tracciare un identikit più preciso degli alunni a rischio: tra i ragazzi delle superiori sono i maschi a maggior rischio di abbandono, in particolare quelli che vivono nel Mezzogiorno, soprattutto in Campania e Sicilia e tra quelli con i genitori di origine straniera.
In Sicilia quasi 1 ragazzo su 4 ha lasciato precocemente la scuola (primato negativo con il 23,5% su un tasso nazionale del 13,8%) e l’Isola segue solo la Calabria per minori in povertà relativa (42%), in un’Italia in cui le famiglie con minori in povertà assoluta in dieci anni sono quintuplicate e che si trova a fare i conti con gli effetti della recessione sulla motivazione dei giovanissimi e con una popolazione sempre più vecchia, con oltre 165 anziani ogni 100 bambini (in Sicilia i picchi sono nelle province di Messina, Enna e Trapani, rispettivamente con 177,4, 172,1 e 167,6). In questo contesto, alunni e studenti spesso non trovano nella scuola risposte idonee alle sfide di oggi: a livello nazionale, per esempio, le strutture sono spesso inadeguate, con oltre 4 istituti su 10 (41,4%) che non sono dotati di laboratori a sufficienza (in Sicilia sono più della metà nelle province di Catania, Palermo e Ragusa, rispettivamente al 58,2%, 56,3% e 53,7%). Tra i bambini e i ragazzi che vivono in condizioni di disagio è ancora elevato il rischio di dispersione scolastica: le scuole secondarie di secondo grado in Sicilia sono colpite da un tasso di abbandono del 5%, più basso solo di quello di Sardegna e Campania su un dato nazionale del 4,3%, mentre nell’Isola il tasso di abbandono nelle scuole secondarie di primo grado è l’1,32%, il più alto in Italia, su un dato nazionale dello 0,83%. In Italia, secondo quanto emerge dai dati dell’Atlante, vivono 669.000 famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7,60 per l’istruzione al mese. E’ un fenomeno che investe tutto il paese: i bambini in tale situazione – 1.292.000, il 14% in più in un anno – rappresentano il 12,5% del totale dei minori (si trovano nel 12% dei casi al Nord, nell’11,6% al Centro, nel 13,7% al Mezzogiorno).
Alessia Petraglia, Sinistra Italiana: “la ricerca di Save the children dimostra il fallimento di un’intera generazione di tecnocrati e politici”
“Quando si legge che 130 mila studenti l’anno sono a rischio dispersione, o che un bimbo su 8 è in povertà assoluta, o che un bimbo su quattro in Sicilia lascia precocemente la scuola, pare di trovarsi ancora nel libro Cuore di De Amicis, non nel presente del web e della cultura accessibile a tutti”. Così la senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia commenta i dati resi oggi da Save The Children sullo stato della scuola italiana e dei suoi studenti. “Vedere che persino nella scuola restano divisioni nord-sud, neanche fossimo negli anni del dopoguerra – aggiunge la senatrice Petraglia – fa venire i brividi e dimostra il fallimento di una intera generazione di tecnocrati e politici che si riempiono la bocca con i finanziamenti alle scuole paritarie. Qui bisogna ripartire dai fondamentali, occorre recuperare il divario culturale del nostro Paese investendo nella scuola pubblica come fanno i Paesi europei e purtroppo ad un aumentare le diseguaglianze sociali ha contributo anche la buona scuola”.
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