L’Agenzia europea per il farmaco attribuita ad Amsterdam per sorteggio. Milano sconfitta dalla sfortuna. Per l’Autorità bancaria europea la spunta Parigi con lo stesso sistema

L’Agenzia europea per il farmaco attribuita ad Amsterdam per sorteggio. Milano sconfitta dalla sfortuna. Per l’Autorità bancaria europea la spunta Parigi con lo stesso sistema

L’assegnazione della nuova sede dell’Agenzia europea del Farmaco, che a breve lascerà Londra in vista della Brexit è stata decisa con ballottaggio tra Milano e Amsterdam, che erano giunti a pari merito con 13 voti alla terza e ultima votazione a Bruxelles. La dea bendata ha sorriso alla candidatura di Amsterdam, avanzata dal governo dei Paesi Bassi. E dire che Milano sembrava favoritissima: comune, regione e governo lavoravano da tempo sul dossier, e in tutte le votazioni preliminari, che hanno escluso via via le altre città in lizza (Bratislava e Copenaghen), aveva chiuso in testa. Il ballottaggio finale però si è chiuso 13-13 (con una astensione decisiva dunque) e il regolamento altro non prevedeva che il sorteggio per determinare una scelta che vale un migliaio di posti di lavoro e 1,7 miliardi di euro di indotto. Mentre Parigi sarà la nuova sede della European Banking Authority. Questo l’esito, al termine del terzo turno e del conseguente sorteggio, della votazione a Bruxelles sull’Eba, anch’essa, come l’Ema, prossima a lasciare Londra a causa della Brexit. Anche la ‘partita’ della sede dell’Eba è stata decisa affidandosi alla sorte, come previsto dalla procedura in caso di parità al ballottaggio. Al terzo turno erano arrivate la capitale francese e Dublino, non Francoforte, sulla cui candidatura Berlino puntava molto. Due decisioni per regolamento affidate dunque alla fortuna.

Sull’Ema forte il rammarico del governo italiano, della Regione Lombardia, del Comune di Milano, delle associazioni imprenditoriali dell’industria farmaceutica. Il premier Gentiloni affida a Twitter il suo pensiero dopo la notizia dell’assegnazione della sede per l’agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam, che ha battuto Milano solo dopo un sorteggio. “Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa”, ha scritto il premier. Roberto Maroni, presidente leghista della Regione Lombardia, si affida alla tesi “complottista”: potrebbe essere accaduto, ha detto, che “fra il primo e il secondo turno qualcuno si sia mosso per andare al pareggio. Questo non va bene: un’istituzione che funziona non si comporta così”. Anche Giuseppe Sala, sindaco Pd di Milano, sostiene la tesi di Maroni: “Dopo i primi due turni ci avevamo sperato anche se la seconda votazione ha mostrato che probabilmente qualcuno non ha votato” poi al terzo turno “probabilmente è venuto fuori qualche accordo politico”. Per il presidente di Farmindustria, Massimo Saccabarozzi, “abbiamo vinto lo stesso. L’Italia ha dimostrato di conquistare il gradino più alto del podio per la valutazione di merito. Nelle prime votazioni ha infatti ottenuto più voti delle altre candidate. A dimostrazione del fatto che Milano rispondeva al meglio a tutte le caratteristiche di qualità richieste. Ed è stata superata solo grazie al sorteggio e alla cattiva sorte”.

Share