Siccità, Roma non avrà acqua razionata. La Regione proroga i prelievi dal Lago di Bracciano in accordo con il Governo. Raggi alza la voce fuori tempo massimo

Siccità, Roma non avrà acqua razionata. La Regione proroga i prelievi dal Lago di Bracciano in accordo con il Governo. Raggi alza la voce fuori tempo massimo
Nessun razionamento dell’acqua a Roma. “Insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che ringrazio, abbiamo scongiurato un disagio per centinaia di migliaia di cittadini romani e scongiurato che Roma facesse una pessima figura internazionale”. Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, lo ha annunciato alla Camera. Il prelievo a Bracciano proseguirà ma ridotto e Acea potrà continuare a prelevare acqua dal lago di Bracciano, anche se in forma ridotta, dai 900 litri al secondo di adesso a 400 litri. La decisione è della Regione Lazio a seguito di una trattativa con il ministero dell’Ambiente,  ha annunciato ancora Gian Luca Galletti.  “Acea e Comune – ha detto Galletti- facciano quello che spetta loro: interventi di manutenzione della rete e nuove infrastrutture. Non si può più perdere tempo”. Ma andiamo per ordine e ricostruiamo una giornata decisamente surriscaldata dal punto di vista amministrativo e politico
 
Raggi a muso duro quando la situazione è ormai fuori controllo, dimenticando che è anche sindaca della Città metropolitana di Roma
 
Dopo un silenzio durato mesi, la sindaca di Roma, a poche ore dallo stop alla captazione delle risorse idriche dal Lago di Bracciano e non solo, alza la voce, dimenticando che oltre ad essere sindaca di Roma è anche sindaca della sua area metropolitana. Parole, quelle della Raggi, difficilmente comprensibili. E’ il caso di dire che si inizia ad urlare ed a strepitare quando ormai la situazione è di fatto compromessa. Eccole le parole della Raggi, ed ognuno di noi, può valutarle per quello che sono. Una denuncia fuori tempo massimo, così come sarà anche quella legata alla drammaticità di altre partite in atto a Roma Capitale, prima fra tutte quella di Atac. “E’ intollerabile – annuncia – in una nota la Raggi – che Roma venga privata dell’acqua. E’ un danno enorme per i cittadini, per le attività economiche e commerciali. E’ un danno di immagine per tutta l’Italia. Ma sono preoccupata soprattutto per la fornitura di acqua ad ospedali, case di cura, strutture sanitarie e, non ultimo, per l’approvvigionamento ai Vigili del Fuoco che in un periodo come questo risulta di fondamentale importanza. Il Governo intervenga con gli strumenti che ha a disposizione. E’ necessaria la dichiarazione dello Stato di Emergenza per il Lazio così come avvenuto lo scorso giugno per le Province di Parma e Piacenza: un provvedimento che ha consentito di superare la crisi e che è stato richiesto con forza dal territorio. Si deve intervenire ora”.
 
Nei prossimi giorni, su richiesta della Regione Lazio, le valutazioni del Governo
 
Ma la Raggi non è probabilmente al corrente, che dopo la sua dichiarazione, che qualche tempo fa, prima di decretare lo stop alla captazione dal Lago di Bracciano, era stata proprio la Regione Lazio ad informare il Governo sull’emergenza. Nero su bianco la nota di Palazzo Chigi: “Il Presidente Paolo Gentiloni ha informato il Consiglio dei ministri della richiesta, avanzata da alcune Regioni e in particolare dalla Regione Lazio soprattutto in riferimento alla città di Roma, per la dichiarazione dello stato di emergenza a causa della crisi nel sistema idrico dovuta alla scarsità persistente di precipitazioni associata alle elevate temperature. In proposito sono in corso i tempestivi adempimenti istruttori, previsti dalla legge, da parte del Dipartimento della Protezione civile, in esito ai quali, nei prossimi giorni, potranno essere compiute le conseguenti valutazioni del Governo”.
 
Nuova ordinanza della Regione Lazio sulle captazioni a Bracciano. Blocco confermato. Autorizzazioni ridotte al lumicino
 
 Poi il Decreto del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Oggi – ha fatto sapere il governatore- abbiamo emesso una nuova ordinanza che conferma il blocco delle captazioni dal 1 settembre e introduce solo la possibilità di una captazione minima di 400 litri al secondo fino al 10 agosto e di 200 litri al secondo dall’11 agosto alla fine del mese. I cittadini di Roma e del Lazio sappiano di poter contare su una amministrazione regionale seria a servizio della comunità. Confermiamo l’immensa attenzione alla tutela del lago. – ha aggiunto il governatore – Ricordo che le captazioni autorizzate in questo momento sono pari a 1100 litri al secondo. Le riduciamo per 10 giorni a 400 litri e a 200 per il periodo successivo. In qualche modo siamo costretti a farci carico dell’incapacità o l’impossibilità del gestore di garantire i servizi sanitari essenziali o antincendio della Capitale del Paese e a promuovere questa nuova ordinanza”.
 
Zingaretti: “Addolorato del continuo atteggiamento inspiegabile ed irresponsabile del sindaco di Roma e proprietario dell’ente gestore”
 
Ma questo venerdì il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti , oltre a decretare, ha anche accusato direttamente la sindaca Raggi: “Non posso che dire che sono davvero addolorato di questo continuo, e a questo punto inspiegabile e irresponsabile, atteggiamento da parte del sindaco di Roma e proprietario dell’ente gestore (Acea, ndr) e sindaco della Città metropolitana, di scaricare le responsabilità su tutti i temi dell’agenda di governo della Capitale del Paese. Non assumersi le proprie responsabilità spesso rappresenta la radice dei problemi che si creano – ha commentato il governatore -. Noi abbiamo anche in questo caso segnalato da giorni un problema non creato da noi ma da questa assenza di responsabilità e anche con questo atto tentiamo di risolverlo tutelando il lago di Bracciano, irresponsabilmente l’amministrazione comunale ha spinto per poter sospendere totalmente l’ordinanza che vieta le captazioni, e al tempo stesso ci siamo fatti carico dell’ammissione dell’ente gestore delle risorse idriche di non poter garantire l’approvvigionamento idrico della rete ospedaliera della Capitale”, ha concluso. “Per risolvere il problema ed evitare la turnazione dell’acqua a Roma con tutti i rischi che ne derivano restano in campo solo la Regione Lazio e il Governo, siamo cioè in due a farci carico della situazione. Siamo qui per governare una emergenza e risolvere problemi non creati da noi. Approfitto per ringraziare il presidente del consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni che con discrezione e grande attenzione ha seguito l’evolversi della crisi e ringrazio di cuore il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti che è stato vicino a Roma in maniera non formale, concreta e fattiva in questo periodo molto complicato. Stiamo cercando con il governo una possibile soluzione per porre rimedio a un danno e a una situazione drammatica non creata da noi ma che noi abbiamo denunciato e segnalato e sulla quale il tribunale delle acque ci ha dato ragione”. Poi l’avviso ai Comuni che captano risorse idriche dal Lago di Bracciano: “E’ stato rinnovato alla città metropolitana l’esigenza di azzerare le captazioni delle piccole derivazioni di competenza della ex Provincia di Roma, oggi Città Metropolitana, e di fornire i dati relativi ai soggetti attualmente autorizzati ad attingere alla risorse idriche del lago di Bracciano, operazione da compiere entro tre giorni. Abbiamo un problema, le perquisizioni hanno confermato che esiste un problema grave. Grazie alla sensibilità del Governo stiamo cercando un modo per affrontare una situazione di emergenza e per risolvere un problema che, altri in maniera spesso irresponsabile o deresponsabilizzandosi, hanno creato”. “Poi di questo avremo tutto il tempo per discuterne in maniera molto seria”.
 
Il ministro Galletti: “Acea ed il Comune debbono fare ciò che gli spetta: manutenzione e nuove infrastrutture”
 
Sul punto interviene anche il ministro Galletti: “Ora Acea ed il Comune debbono fare ciò che gli spetta ovvero la manutenzione delle reti e nuove infrastrutture. Non si può più perdere tempo e Roma non può trovarsi nella situazione in cui si e trovata in questi giorni”.
 
In campo anche le organizzazioni degli agricoltori di Roma e del Lazio. “Preoccupazione per la mancanza di soluzioni per l’emergenza”
 
Ma la situazione è complessa e preoccupante non solo per il possibile razionamento dell’acqua a Roma, ma più in generale per la situazione di estrema criticità legata alla siccità, per le colture e l’agricoltura in generale. Ecco quanto afferma in una nota la Cia-Agricoltori italiani di Roma: “C’è preoccupazione per la mancanza di soluzioni all’emergenza acqua nella Capitale, con il rischio concreto di razionamento drastico delle erogazioni da parte di Acea. Così si andrebbe ad aggravare una situazione già da bollino rosso, con l’agricoltura stremata dalla grave siccità e perdite su quasi un terzo dei raccolti.  E’ una crisi che si somma a un’altra crisi – dice la Cia – Nelle ultime settimane, tra siccità e incendi, i danni al settore primario hanno superato abbondantemente i 500 milioni di euro e il Lazio è una regioni più colpite, tanto che ha chiesto lo stato di calamità. Ora lo spettro del razionamento dell’acqua non fa che peggiorare il quadro. Tra l’altro la verità è che il razionamento, con la turnazione nella fornitura dell’acqua, non risolve la questione. Bisogna pensare a soluzioni strutturali che richiedono una programmazione sistematica. Perché il problema vero, a Roma e in tutt’Italia, è la dispersione idrica, con reti obsolete che andrebbero ammodernate e adeguate alla situazione attuale e la necessità di creare nuovi ed efficienti bacini di invaso e accumulo”.
 
Tavolo di confronto in Regione Lazio. Danni valutati in 280 milioni di euro da Copagri, Cia e Confagricoltura
 
Poi sull’emergenza intervengono anche Copagri Lazio, Cia e Confagricoltura, presenti al tavolo con la Regione: “E’ di almeno 280 milioni la prima stima dei reali danni in agricoltura nel Lazio dovuti a siccità, incendi e gelate primaverili, secondo quanto riportato dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio al tavolo con le associazioni Copagri Lazio, CIA Lazio e Confragricoltura Lazio. Danni che significano già oggi raccolti ridotti o azzerati per ortaggi, cereali, frutta e seri rischi per le produzioni di vigneti e uliveti, con un’emergenza per gli allevamenti senza acqua e foraggio”. “Siccità, incendi e gelate primaverili stanno devastando le aziende agricole del Lazio e purtroppo sicuramente presto ne risentiranno i consumatori, per la scarsità di prodotti locali e il rischio di aumento dei prezzi – dichiarano il Presidente di Copagri Lazio, Guido Colasanti, il Direttore CIA Lazio Sandro Salvatori e Franco Simeone di Confagricoltura Lazio – Con la Regione abbiamo concordato che servono interventi urgenti su più fronti, dall’attivazione immediata del Fondo nazionale di solidarietà con cifre tali da permettere agli agricoltori di fronteggiare i danni, a misure specifiche del PSR per realizzare già nella prossima stagione piccoli invasi per recuperare le acque contri gli incendi e per l’irrigazione, con impianti moderni anche per il contrasto delle gelate. Serve anche liquidità per le aziende agricole, bloccando mutui e oneri previdenziali, pagando finalmente subito i vecchi contributi Agea e anticipando anche parte dei nuovi”. “I dati delle precipitazioni non sono per niente rassicuranti e sono direttamente correlati con la crisi delle produzioni in agricoltura – si legge nella nota – Prendendo come esempio il caso della Capitale, nei primi sei mesi di quest’anno sono caduti a Roma solo 120 millimetri di pioggia in 18 giorni, contro i normali 300 millimetri con 50 giorni piovosi, secondo i dati rilevati dalla centraline dell’Osservatorio del Collegio Romano, praticamente un terzo della pioggia che normalmente cade sulla Capitale”.
“Abbiamo anche chiesto alla Regione di definire insieme quali interventi privilegiare per affrontare la crisi idrica nei prossimi anni – concludono Guido Colasanti, Sandro Salvatori e Franco Simeone – Quello che serve sono piccoli invasi localizzati per area, con costi ridotti ed alta efficienza nell’antincendio e nell’irrigazione di emergenza e in questo senso lavoreremo per un focus specifico del PSR con la Regione Lazio. La Regione deve, invece, verificare attentamente i progetti che i consorzi di bonifica stanno elaborando nell’ambito del bando aperto dal MiPAAF per il piano nazionale irriguo. I consorzi sono un colabrodo da tutti i punti di vista e rischiano di spendere inutilmente importanti fondi pubblici, per futuribili nuovi progetti che chissà se e quando vedranno la luce per realizzare enormi invasi in molto casi inutili, caricando poi gli stessi agricoltori di costi di gestione di centinaia di euro per ettaro che nessuno potrà sopportare”. “Come richiesto dalla Regione Lazio, Copagri Lazio mette a disposizione i suoi riferimenti per segnalazioni di emergenza idrica per le aziende zootecniche soprattutto con pascoli in alta montagna rimasti senza acqua – conclude la nota – Si può fare riferimento al numero 0746760408 oppure via email a lazio@copagri.it indicando l’azienda e il numero e le specie di capi di bestiame. Tutti i contatti saranno immediatamente inviati all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio che attiverà le autobotti della Protezione Civile regionale in base alle diverse urgenze”.
 
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