Polonia. Il presidente della Repubblica Duda evita un colpo di stato del partito ultranazionalista al potere. Veto su due delle tre leggi di riforma della Giustizia

Polonia. Il presidente della Repubblica Duda evita un colpo di stato del partito ultranazionalista al potere. Veto su due delle tre leggi di riforma della Giustizia

Il doppio veto annunciato dal presidente della Repubblica polacca sarà sufficiente a placare la rabbia delle piazze?Andrzej Duda ha annunciato lunedì 24 luglio la sua intenzione di opporre un doppio veto sulle controverse leggi sulla Corte Suprema e sullo statuto del Consiglio nazionale della magistratura. Per dare legittimità costituzionale alle sue scelte ha sottolineato che “non rientra in Polonia la tradizione giuridica e costituzionale per prerogative così ampie affidate al procuratore generale e al ministro della Giustizia in materia di nomina dei giudici”.

Poi però il presidente della Repubblica Duda ha aggiunto: “la Polonia ha un enorme bisogno di una riforma della Giustizia. Sono un partigiano assoluto di questa riforma. Ma sono partigiano di una riforma intelligente. Ho la sensazione che questa riforma, in questo momento, non aumenterà la sensazione di sicrezza e di giustizia dei cittadini”. Pertanto, i due testi approvati saranno rinviati ad un nuovo da parte del Parlamento polacco.

La decisione è stata percepita come il primo atto dell’autonomia del presidente del Repubblica nei confronti del partito ultraconservatore al potere, Diritto e giustizia (PiS) e del suo leader Jaroslaw Kaczynski. E complica in modo considerevole i piano della maggioranza, che puntata ad adottare prioritariamente questa riforma prima della pausa estiva. La deputata Kamila Gasiuk-Pihowicz, del Partito liberale Nowoczesna (Moderno), ha salutato il gesto del presidente Duda come “una prova di riconoscenza per tutti i manifestanti. Ed è un passo verso la buona direzione, anche se noi siamo profondamente delusi per la mancanza del diritto di veto sulla terza legge, quella sul regime dei tribunali di diritto comune”. Nonostante le osservazioni di Bruxelles, le inquietudini di Washington e la pressione della piazza, il Senato polacco aveva comunque adottato, nella notte tra venerdì e sabato, la controversa legge sulla Corte Suprema. Il testo, che prevede la fine immediata del mandato di tutti i membri dell’istituzione giudiziaria, ha prodotto un grande braccio di ferro tra il partito al potere e le opposizioni.

Per tutto il week end, decine di migliaia di persone hanno protestato a varsavia e in tante città polacche, chiedendo al presidente di opporsi alla conquista della Giustizia da parte della maggioranza PiS al potere. I manifestanti si sono riuniti soprattutto dinanzi al palazzo presidenziale, al Parlamento, e al domicilio di Jaroslaw Kaczynski, capo del partito al potere e uomo forte del Paese. Secondo un sondaggio, il 55% dei polacchi sono a favore del veto presidenziale sui testi di legge, che a parere dei giuristi rimettono in discussione il principio della separazione dei poteri e concretizzano una “politicizzazione” del sistema giudiziario. Il portavoce della Presidenza della Repubblica Krzysztof Lapinski, aveva ammesso sabato che “il presidente, in quanto giurista, ha osservato in modo chiaro che i lavori sulla legge da parte della Dieta non rispettavano una certa regolarità legislativa”.

Da parte sua, l’opposizione non ha esitato a parlare di Colpo di stato. Per Borys Budka, deputato della Piattaforma civica (centrodestra) ed ex ministro della Giustizia, “tutte le procedure parlamentari calssiche sono state infrante all’atto dell’adozione di questo testo. La legge è stata adottata in modo estremamente rapido, I deputati hanno avuto appena quindici minuti per prendere conoscenza dei quasi 1500 emendamenti, che sono stati votati in blocco, nel caos più totale”.  Le riforme, anche quella del Consiglio giudiziario (organo che decide le promozioni dei giudici), ritorneranno in Parlamento per essere emendate e avranno bisogno di una maggioranza di tre quinti per passare.

Il presidente polacco Andrzej Duda ha incontrato questo pomeriggio nel palazzo del Belvedere la premier Beata Szydlo accompagnata dal presidente del Sejm Marek Kuchcinski e del Senato Stanislaw Karczewski per illustrare loro la decisione di non firmare due delle tre leggi con le quali il partito al governo, il Pis, ha voluto prendere il controllo della giustizia in Polonia. Dopo l’ incontro non e’ stata rilasciata nessuna dichiarazione ma i media locali parlano di incontro “a muso duro” visto i visi cupi dei tre politici dopo aver visto Duda. “L’incontro non ha dato nessun risultato, la decisone del presidente non si tocca ” ha detto il portavoce del presidente.

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