Per fortuna c’è Pisapia. Salverà l’Italia, il Pd, Renzi. Il 40%? È cosa fatta. Quando si ferma a far benzina arrivano i sindaci per incontrarlo. Vendola: “Per rifare il centrosinistra bisogna rifare la sinistra”

Per fortuna c’è Pisapia. Salverà l’Italia, il Pd, Renzi. Il 40%? È cosa fatta. Quando si ferma a far benzina arrivano i sindaci per incontrarlo. Vendola: “Per rifare il centrosinistra bisogna rifare la sinistra”

Lanciato da Repubblica, Giuliano Pisapia con il suo “Campo”, a sostegno di  Renzi Matteo, trova ospitalità sul Corriere della Sera con una intervistona in cui si propone come il salvatore dell’Italia, del  Pd e dell’ex premier che si trova a navigare in acque sempre più difficili con il rischio di affondare. Lui ha un progetto per  il salvataggio. Il “Campo progressista”. Non è una novità, se ben ricordiamo prima di lui ci ha pensato Goffredo Bettini con il “Campo democratico”, ma non è andato lontano. Comunque, ritorna dopo aver girato un po’ per l’Italia ed aver fatto qualche riunione, con prodiani o ex  prodiani, con alcuni “dissidenti” di Sel, ormai distanti, così appare, da Sinistra italiana, come Massimiliano Smeriglio, vicepresidente delle Regione Lazio.

L’intervista al Corriere della Sera per lanciare “Campo progressista”

A Cazzullo che lo intervista afferma di essere pronto. Di Vendola dice: “Sel si è divisa e si è sciolta. Il mio amico Nichi pensa che non sia più possibile costruire un centrosinistra con un Pd geneticamente modificato, scambiando Renzi con il popolo del Pd. Io la penso diversamente. Rispetto la sua posizione; chiedo rispetto per la mia”. Proprio a Milano, nel giorno di San Valentino, una iniziativa pubblica cui partecipano Smeriglio, appunto,  Franco Monaco, prodiano doc, la presidente della Camera, Laura Boldrini, che rischia di inserirsi in una avventura  di cui non è chiaro il punto di partenza, tantomeno quello di arrivo. Pisapia spiega nell’intervista che non intende fondare un nuovo partito. Dice: “ce ne sono già troppi. Mi metto al servizio di un impegno politico collettivo. Il protagonista non sono io. Sono loro: le associazioni che lavorano sul territorio, le amministrazioni locali, il volontariato laico e cattolico”. Gli viene chiesto: “Avranno pure bisogno di un nome?”. E lui con enfasi: “Campo progressista. Un progetto del tutto nuovo, che nasce con una grandissima ambizione: offrire altro, rivoluzionare la politica, cambiarla nel profondo. Vogliamo unire storie e percorsi diversi e costruire una casa comune, per riunire chi vuole fare qualcosa per la società e non trova il modo”. Annuncia riunioni, incontri, manifestazioni,vuole “spostare a sinistra il Partito democratico”.

Il Pd “costretto a governare con forze né di sinistra né civiche”

Per necessità numerica, “il Pd è stato costretto a governare con forze che non erano né di sinistra né civiche. È il momento di andare oltre”. In realtà non lo ha costretto nessuno. Dice Vendola: “Non capisco le prospettive politiche di Pisapia. Il punto è capire cosa è accaduto e cosa ha rappresentato Renzi e se è una prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi”.  “Quel che ha fatto Renzi in mille giorni di governo – prosegue – non è l’attuazione del programma del Pd del 2013 ma di quello di Berlusconi”. Da Pisapia, ha detto ancora, arrivano “evocazioni generiche della necessità di cambiare”. “L’unico modo per sconfiggere Renzi è mettere in campo una sinistra autonoma e non subalterna”. Vendola nota anche che Pisapia “si propone oggi in contraddizione con la battaglia che sta facendo la sinistra del Pd e propone l’alleanza prima di entrare nel merito di una eventuale convergenza programmatica. Per rifare il centrosinistra bisogna rifare la sinistra. Un punto di vista autonomo capace di dire parole differenti da quelle che abbiamo ascoltato”.

L’ottimismo dell’ex sindaco. Le soste nei parcheggi, la scoperta di un mondo ricchissimo

Pisapia non mostra di tenere in grande considerazione le critiche che gli sono piovute addosso. Sprizza ottimismo da tutti i pori. La pensa come Renzi, e non poteva essere diversamente quando afferma: “Penso che l’alleanza tra il Pd, noi, le liste civiche, gli ecologisti possa arrivare al 40%. Certo, dipenderà se la legge elettorale consentirà le coalizioni. Siamo una forza autonoma; non possiamo certo entrare in una lista con il Pd”. Da dove ricava tanto ottimismo? Dalle soste nei parcheggi per fare benzina. Scherziamo? No, la cosa è seria. A raccontarla ci vorrebbe Crozza. Noi che non siamo lui ci limitiamo a riportare le sue parole come nell’intervista al Corriere della Sera. “Quest’estate – dice – ho girato l’Italia e sono andato a incontrare le tante persone che mi avevano scritto. Sono stato nelle grandi città e in paesi che non sapevo esistessero. Ho scoperto che esiste un mondo ricchissimo. Mi fermavo a fare benzina, e nel tempo di fare il pieno e prendere un caffè arrivava il sindaco per parlarmi del suo comune. A Roma mi dicevano: ‘Venga qui a fare il sindaco’. Ho incontrato persone straordinarie”. Che dire? Ci permettiamo solo una osservazione. Pisapia non è un novellino, è nato nel1949, è avvocato di fama, parlamentare, sindaco di Milano, grande metropoli, solo ora si è accorto che “esiste un mondo ricchissimo”? E  un consiglio: eviti di far benzina a Bettola, alla pompa che fu del padre di Bersani.

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