Campidoglio, chiesto dal pm il rito immediato per Marra e Scarpellini. L’ex capo del personale del Comune nei guai per una telefonata con la segretaria del costruttore

Campidoglio, chiesto dal pm il rito immediato per Marra e Scarpellini. L’ex capo del personale del Comune nei guai per una telefonata con la segretaria del costruttore
La procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per l’ex capo del personale del Campidoglio, Salvatore Marra, e per l’imprenditore Sergio Scarpellini, accusati di corruzione nell’ambito di una inchiesta per una compravendita immobiliare. In caso di giudizio immediato i due indagati andrebbero direttamente a giudizio senza passare per l’udienza preliminare.
 
L’indagine ruota attorno al denaro che Marra avrebbe ricevuto da Scarpellini nel 2013
 
L’indagine ruota attorno al denaro -circa 370 mila euro- che Marra avrebbe ricevuto da Scarpellini, nel 2013, per l’acquisto di un appartamento in zona Prati Fiscali. Il passaggio di denaro, secondo la procura, sarebbe servito a Scarpellini per garantirsi dei favori da parte del dirigente comunale.
 
Procura e Pm: “Ricevuti indebitamente 367mila euro dai conti di Scarpellini”
 
Nel dettaglio secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin, Marra, nella sua qualità di pubblico ufficiale prima (dal 28 giugno 2011 al 9 aprile 2013) come direttore dela Direzione Regionale Organizzazione, Personale, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio e poi (dal 9 maggio 2013 al 341 ottobre 2013) come direttore del Dipartimento  partecipazioni e controllo Gruppo Roma Capitale e infine (dal 15novembre 2013 all’11 febbraio 2014) come direttore dell’Ufficio di scopo del Comune di Roma, “riceveva indebitamente” 367mila euro, provenienti dai conti correnti personali di Scarpellini, denaro impiegato per l’acquisto di un immobile in via Prati Fiscali, poi intestato alla moglie. Marra è ancora detenuto a Regina Coeli mentre il costruttore, dopo pochi giorni di carcere, ha ottenuto gli arresti domiciliari.  
 
La telefonata che ha inguaiato Marra e la frase intercettata dai magistrati: “Tanto lui (Scarpellini ndr) sa che sono a disposizione”
 
A mettere nei guai Marra è stata la dichiarazione di disponibilità effettuata al telefono il 30 giugno 2016 con la segretaria di Scarpellini (“tanto lui lo sa che sto a disposizione…”), affermazione che, per gli inquirenti, “appare chiaramente collegata al mercimonio della funzione”. Per la Procura, a favore dell’ex braccio destro della sindaca Raggi, infatti, non c’è stata solo la dazione di  denaro del 2013.
 
Un rapporto ‘viziato’ tra i due che parte dal 2009, con lo sconto su un immobile da 500mila euro
 
“Un rapporto ‘viziato’ tra i due indagati” nasce già alla fine del 2009 quando Scarpellini vende a Marra un appartamento in zona Eur applicando in suo favore il considerevole sconto di circa 500mila euro. Si tratta di un episodio ormai prescritto, ma questa “consistente regalia”, al pari di quella poi realizzata nel 2013, “ha una ragionevole spiegazione – secondo gli inquirenti e il gip Maria Paola Tomaselli che firmò l’ordinanza cautelare – esclusivamente in una logica corruttiva, stante le funzioni pubbliche svolte all’epoca da Marra in settori connessi agli interessi imprenditoriali di Scarpellini”.
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