Bologna. Irruzione della polizia a Lettere, che gli studenti avevano occupato contro la sciagurata imposizione dei tornelli. Torna la repressione?

Bologna. Irruzione della polizia a Lettere, che gli studenti avevano occupato contro la sciagurata imposizione dei tornelli. Torna la repressione?

Scontri a Bologna tra le forze dell’ordine e i collettivi universitari che hanno occupato la biblioteca di Discipline umanistiche. La protesta contro i tornelli, voluti dall’Alma Mater per controllare gli accessi alle aule studio di via Zamboni al civico 36.

La polizia, fatta intervenire dall’ateneo, è arrivata in tenuta antisommossa per far sgomberare gli occupanti dall’edificio. Gli occupanti, però, hanno opposto resistenza trincerandosi dietro cataste di sedie e banchi. La polizia ha fatto uscire gli attivisti e tirato fuori dall’edificio le barricate e si parla di cariche all’interno. I manifestanti riferiscono di feriti tra loro, colpiti dalle cariche delle forze dell’ordine. Dopo gli scontri, il gruppo dei collettivi è partito in corteo e, secondo le voci che si susseguono, due manifestanti sarebbero stati trattenuti dalle forze dell’ordine, identificati e poi rilasciati. A confermare i fermi anche il Cua (Collettivo universitario autonomo) che parla anche di feriti durante i tafferugli.

“L’università oggi ha dimostrato cosa vuol dire interruzione di pubblico servizio, non si possono chiudere le porte di un luogo pubblico, non andremo via fino a quando l’Ateneo comunicherà qual è la propria intenzione sull’accesso alla biblioteca. Staremo qui anche di notte”, rivendicavano a metà pomeriggio i ragazzi, prima che avessero inizio le cariche della polizia, secondo uno schema repressivo del tutto gratuito e che non si vedeva in Italia da tanti decenni.

Gli studenti, incalzati dalle forze dell’ordine, si sono spostati poi in piazza Verdi. “Per riunirsi in assemblea e difendere la zona universitaria” hanno dichiarato. In piazza Verdi hanno rovesciato cassonetti, tavoli e sedie dei locali, accatastandoli e creando delle barricate. Quando hanno provato a tornare verso via Zamboni, le forze dell’ordine li hanno caricati, liberando la piazza dopo diversi minuti di caos e scontri, durante i quali molte persone si sono rifugiate nei locali per non essere colpite dal lancio di oggetti e dalle manganellate.  I ragazzi, una volta dispersi, si sono divisi tra largo Respighi, via Zamboni e via Petroni, che dopo gli scontri è rimasta tappezzata di cocci. Due persone sono state fermate, identificate e poi rilasciate. Saranno denunciate una volta accertate le posizioni di ognuno.

“Si resiste in strada contro le aggressioni spregiudicate della celere al soldo dell’Universita, al grido di ‘Via la polizia da via Zamboni'” rivendica il Cua (Collettivo universitario autonomo) dalla sua pagina Facebook. In programma, per domani, un nuovo corteo.

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