Stadio della As Roma, il 31 gennaio parere finale e schema definitivo della Convenzione. Resta l’incognita di parte del M5S e degli ambientalisti

Stadio della As Roma, il 31 gennaio parere finale e schema definitivo della Convenzione. Resta l’incognita di parte del M5S e degli ambientalisti
Sembrerebbe che il percorso per la realizzazione dello Stadio della Roma sia ormai in discesa. Questo giovedì potrebbe essere il giorno della svolta, sia per l’Amministrazione di Roma Capitale che per la stessa società sportiva ed i proponenti l’opera. Dopo aver raggiunto un  accordo, che però, va detto, deve essere ancora siglato sulla riduzione delle cubature (-20%), la Conferenza dei Servizi, impegnata oggi in un confronto tra tutti i soggetti interessati, è arrivata alla conclusione che a fine gennaio si arriverà, una volta consegnate le ultime carte necessarie a completare l’iter burocratico-amministrativo e della progettazione, alla definizione della Convezione. Ecco la nota ufficiale sull’esito di questo fondamentale passaggio: “La Conferenza di Servizi si è aperta con la richiesta del Presidente di relazionare in merito allo stato di avanzamento delle procedure di Valutazione ambientale Strategica (VAS), Valutazione impatto Ambientale (VIA) e sul completamento delle procedure urbanistiche da parte di Roma Capitale. Per quanto riguarda la procedura di VAS risulta completata la fase istruttoria e nei prossimi giorni sarà emesso il parere motivato da parte dell’ufficio regionale competente”. Questo il resoconto della riunione odierna della Conferenza dei servizi sullo stadio della Roma pubblicato sul sito dedicato aperto dalla Regione.
“La procedura di VIA è in fase di definizione ma sono ancora mancanti alcuni pareri che sono stati sollecitati ai vari enti. La VIA necessita, inoltre, della definizione della variante urbanistica – si legge – Per quanto concerne la variante urbanistica Roma Capitale si è impegnata a completare rapidamente l’iter amministrativo per consentire agli enti e, in via conclusiva alla Conferenza di Servizi, di esprimersi entro la data del 1 febbraio, ultimo giorno utile per fornire i singoli pareri propedeutici per la redazione del parere unico. Successivamente, Stato, Regione Lazio, Area Metropolitana e Roma Capitale hanno riferito sullo stato di avanzamento della raccolta delle integrazioni documentali e progettuali richieste alla società proponente. A seguito delle riunioni tecniche svoltesi nel mese di dicembre molte questioni sono state risolte o sono in via di soluzione. Permangono ancora alcuni aspetti da risolvere legati alla viabilità e alle opere pubbliche. Il Mibac ha richiesto una riunione tecnica specifica per affrontare i temi dell’archeologia preventiva necessaria per legge. La rete gas Snam ha affermato che le modifiche progettuali adottate dal proponente sono positive. ARETI ha fatto presente che la nuova collocazione della cabina primaria è conforme alle richieste effettuate al proponente. Per alcune questioni progettuali in via di soluzione sarà possibile fornire delle prescrizioni allegate al parere. In conclusione, il Presidente ha convocato la conferenza di Servizi per il giorno 31 gennaio, data in cui sarà necessario fornire il parere finale sul progetto. Si ribadisce che nei giorni precedenti lo svolgimento dell’ultima conferenza di servizi dovrà essere definita, da parte di Roma Capitale, la variante urbanistica per consentire l’espressione dei pareri di Via e Vas e concludere la Conferenza stessa. Infine, il giorno 31 gennaio gli enti forniranno i loro pareri motivati sul progetto e la conferenza di servizi redigerà il parere unico finale. Tra gli adempimenti previsti c’è anche l’approvazione da parte della Conferenza dello schema di convenzione. La società proponente si è resa disponibile per ulteriori incontri tematici per risolvere i problemi ancora aperti e agevolare in tal modo gli enti per la redazione dei pareri finali”.
 
Ma non tutti si allineano, alcuni esponenti M5S pensano ad una delibera per annullare “il pubblico interesse” formalizzato da Ignazio Marino
 
Una proposta di delibera sullo stadio della Roma, che annullerebbe quella approvata sotto la giunta Marino con la quale veniva sancito il “pubblico interesse” dell’opera, è stata consegnata dagli attivisti M5S all’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. A renderlo noto Paolo Sanvitto, coordinatore del tavolo Urbanistica del M5S di Roma, con un post su Facebook al quale ha allegato il documento. Nella delibera vengono individuati 7 aspetti di illegittimità del documento approvato dall’amministrazione Marino.
“Il m5s di roma non è un movimento di impreparati o sprovveduti, non siamo dei ‘mullah’ e ieri pomeriggio il ‘tavolo di lavoro dell’urbanistica’ ha consegnato all’assessore Berdini e al gruppo consiliare la prima bozza della delibera sullo stadio della Roma a Tor di Valle – scrive Sanvitto – Non siamo contrari allo stadio, siamo per la cultura della legalità e questo è qualcosa di nuovo e differente rispetto al balletto ed alle presunte trattative su tagli di cubatura… speriamo che i nostri ‘portavoce’ comincino ad ascoltare la voce degli attivisti dei tavoli e comincino ad attuare il programma elettorale ed allora dalla trasformazione di questa nostra città disastrata avremo quelle vere risorse economiche e di lavoro che sono così indispensabili in questo momento. Il lavoro nelle trasformazioni urbane non nasce dalle poche ‘grandi opere’ delle archistar, ma nasce dalle migliaia di piccole opere della città diffusa… Nasce dalla pianificazione dei Quartieri già edificati ed incompleti, nasce dalle migliaia di piccole ditte artigianali soffocate dai sub appalti che hanno diritto ad operare direttamente”.
 
Anche Italia Nostra conferma le critiche all’opera. Non chiede le dimissioni di Berdini, ma quelle della Raggi
 
E se questa è una delle posizioni del Movimento 5 Stelle, confermata la levata di scudi, sull’opera, di Italia Nostra. Ecco la nota diffusa nel tardo pomeriggio di ieri: “Qualcuno dice che Italia Nostra chiede le dimissioni dell’Assessore Berdini ora che la sua politica, contro le deroghe e l’urbanista contrattata, sembra essere sconfitta da accordi con l’AS Roma. In verità, a rigor di logica, le dimissioni andrebbero chieste al Sindaco Raggi che, insieme agli altri eletti, aveva promesso rispetto delle regole e quindi del PRG anche ed in particolare sul caso Business Park e nei fatti denunciando penalmente la delibera Marino di pubblico interesse. Un Assessore esterno come Berdini non ha obblighi politici. Le sue dimissioni o meno sono un suo problema di coscienza, che solo lui può risolvere. Sarebbe paradossale che Italia Nostra si accanisse contro chi tenta di difendere gli interessi della città piuttosto che contro chi si accomoda a mercanteggiare su di essi. Ma di fondo c’è che Italia Nostra non ha mai chiesto le dimissioni di nessuno, poiché non ha titolo per entrare nella mischia politica. Essa ha solo titolo di difendere strenuamente i beni culturali ed ambientali ed il paesaggio. Questo progetto a noi sembra violarli tutti”.
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