Lorenzo Rossi Doria, Spi Cgil. Le 5 bufale sul caso voucher in Cgil smontate una per una

Lorenzo Rossi Doria, Spi Cgil. Le 5 bufale sul caso voucher in Cgil smontate una per una

Tiene banco da alcuni giorni il “caso voucher” in Cgil. La notizia è stata riportata dalla maggior parte degli organi di stampa. Sul tema girano con una certa insistenza una serie di “bufale” e di informazioni riportate impropriamente. Eccole, smontate una per una:

1) La Cgil non paga i lavoratori dipendenti con i voucher.
La Cgil usa i voucher solo ed esclusivamente per retribuire alcuni collaboratori pensionati volontari che prestano saltuariamente servizio presso il sindacato. Come riporta lo stesso Spi-Cgil sul proprio sito l’utilizzo dei voucher riguarda infatti quei pensionati che nel territorio sono impegnati per alcune ore alla settimana a garantire l’apertura delle sedi periferiche o attività di supporto all’accoglienza.

In ogni caso l’utilizzo dei voucher non riguarda gli eletti nelle segreterie a tutti i livelli, a partire dalle leghe. Inoltre i voucher non sono utilizzati per retribuire il lavoro di apparato politico. Nessun lavoratore dipendente viene quindi retribuito con i voucher, contrariamente a quanto è stato riportato più volte erroneamente da molti organi di stampa in questi giorni.

2) La Cgil non vuole abolire il lavoro occasionale e accessorio.
Come riporta il sito della Cgil il referendum sul “lavoro accessorio” mira ad abrogare le disposizioni di legge che hanno consentito un utilizzo di questo istituto improprio ed invasivo, tale da favorire forme incontrollate di precariato, in danno alla tipicità dell’utilizzo del lavoro a tempo determinato e del lavoro stagionale nonché, più ampiamente, in danno al principio per cui il rapporto di lavoro da reputarsi normale è quello a tempo pieno ed a tempo indeterminato. La Cgil ha inoltre depositato una proposta di legge di iniziativa popolare con cui si specifica agli articoli 80 e 81 una nuova disciplina dei rapporti di lavoro accessori e occasionali.

3) La Cgil non ha voluto minimizzare.
Ingiustificato clamore è stato riservato alla mail con cui la Cgil nazionale ha chiarito ai propri dirigenti l’uso dei voucher all’interno dell’organizzazione. Nella missiva, riportata nell’articolo su La Repubblica si afferma che “il fenomeno va circoscritto a quello che è, un utilizzo per limitate attività meramente occasionali svolte da soli pensionati”. Nessun tentativo quindi di minimizzare quanto piuttosto quello, legittimo e doveroso, di ribadire la realtà dei fatti.

4) Non è vero che la Cgil non ha fatto proposte sul lavoro.
Il direttore de L’Unità Sergio Staino ha scritto una lettera aperta al Segretario generale della Cgil Susanna Camusso accusandola di non offrire “un progetto, una prospettiva e una conseguente azione politica” sul lavoro. Nulla di più falso. Alla lettera hanno risposto i dirigenti nazionali del sindacato ricordando allo smemorato direttore la proposta di legge di iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro” e il piano del lavoro presentato dalla Cgil nel 2013.

5) Nessuno scandalo, nessun imbarazzo, nessuna scoperta.
Molti giornali hanno riportato i termini “scandalo”, “imbarazzo” o “scoperta”. Nulla di tutto questo. L’utilizzo dei voucher allo Spi-Cgil non ha colto di sorpresa alcun dirigente del sindacato.

Dal Blog http://www.huffingtonpost.it/lorenzo-rossi-doria/

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