Un vero e proprio giallo la scomparsa della studentessa cinese. L’ultima pista è il rapimento

Un vero e proprio giallo la scomparsa della studentessa cinese. L’ultima pista è il rapimento

Ormai si tratta di un vero e proprio giallo quello della studentessa cinese scomparsa da tre giorni nella capitale. Tutto si interrompe a poche decine di metri dall’ufficio immigrazione della Questura di Roma di via Patini, estrema periferia sud-est della città, dove la ragazza era andata per ritirare il permesso di soggiorno per motivi di studio. Gli inquirenti stanno indagando per far luce sulla misteriosa scomparsa di Zhang Yao, a Roma per frequentare un corso all’Accademia delle Belle Arti di via di Ripetta, nel cuore della città.

La notizia della sua scomparsa è stata ripresa dai principali organi di stampa cinesi ed italiani. L’allarme è stato praticamente immediato, visto che una delle compagne dell’Accademia ha ricevuto una drammatica telefonata: “Aiuto, mi stanno aggredendo” avrebbe detto la giovane telefonando a un’amica lunedì pomeriggio prima che cadesse la linea. L’amica ha dato l’allarme e sono scattate le indagini dei poliziotti del commissariato Casilino. Tra le ipotesi che sia stata vittima di rapina e di un sequestro di persona. Al vaglio i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e le celle telefoniche agganciate dalla 20enne con il cellulare.

Gli investigatori stanno ascoltando in queste ore anche gli amici della ventenne per ricostruire le sue frequentazioni e come ha trascorso le ultime ore prima della scomparsa. Si stanno scandagliando anche gli ambienti dei campi nomadi, visto che proprio a ridosso dell’ufficio immigrazione c’è l’insediamento di via Salviati, ma nulla porterebbe a precise responsabilità di presunti aggressori di quel campo. Solo le telecamere, che almeno davanti all’Ufficio stranieri della Questura sono decine, potrebbero dare indicazioni sulla sparizione della ragazza. Tutte le forze dell’ordine sono comunque mobilitate e la foto della giovane è bene in vista su volanti e gazzelle di Polizia e Carabinieri. L’ultima pista seguita, è quella legata alla disponibilità economica della famiglia. La giovane potrebbe essere finita nella rete di una gang che aveva studiato a tappeto le sue mosse nella Capitale fino ad arrivare ad un piano che ne prevedesse il sequestro.

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