Francia. Hollande concede la grazia totale a Jacqueline Sauvage, condannata per aver ucciso il marito, che violentava e massacrava lei e le figlie

Francia. Hollande concede la grazia totale a Jacqueline Sauvage, condannata per aver ucciso il marito, che violentava e massacrava lei e le figlie

Condannata a 10 anni di carcere per aver ucciso il marito violento, Jacqueline Sauvage ha beneficiato mercoledì di “una grazia presidenziale totale” da parte di Francois Hollande, che ha posto fine immediata alla sua carcerazione. L’annuncio arriva dall’Eliseo, in un comunicato: “il presidente della Repubblica ha valutato che il posto della signora Sauvage non è più la prigione, ma la sua famiglia”. Poi, sul suo account Twitter, il presidente Hollande ha comunicato: “ho deciso di accordare a Jacqueline Sauvage la grazia totale e di porre fine immediatamente alla sua detenzione”. Alle 18.30 di mercoledì, la donna è stata rimessa in libertà dalla prigione di Reaui (nella Seine-et-Marne) dov’era detenuta. Un’auto è uscita dal penitenziario senza fermarsi dinanzi ai numerosi giornalisti presenti. Una fonte della polizia ha confermato all’AFP, l’Agenzia di stampa francese che Jacqueline Sauvage, 69 anni, si trovava a bordo dell’auto in compagnia di tre famigliari.

L’Eliseo ha precisato che il capo dello Stato ha accordato la grazia “su consiglio del ministro della Giustizia”, dopo il rigetto dell’istanza di scarcerazione condizionale in appello della donna. In una lettera indirizzata al presidente, le tre figlie di Jacqueline si dicevano “disperate”e inquiete per il suo stato di salute. Temevano per la sua vita. L’associazione Osez le féminisme ha salutato “il frutto dell’unità di tutte le associazioni femministe e della enorme mobilitazione che ha avuto luogo per Jacqueline”. Tuttavia il movimento delle donne afferma che la “società francese deve anch’essa oggi fare il suo esame di coscienza: com’è stato possibile che i colpi inferti a questa donna l’abbiano tre volte al pronto soccorso senza che nessuno abbia mosso un dito? Perché l’85% delle donne violentate e massacrate giudicano inutile denunciare il compagno in Francia?”. Divenuta il simbolo delle vittime delle violenze coniugali, Jacqueline Sauvage aveva ottenuto il 31 gennaio 2016 una grazia parziale da parte di Hollande, che le aveva permesso di presentare istanza di libertà condizionale, rigettata sia in prima istanza che in appello. Nell’ottobre del 2014 la donna era stata condannata in primo grado, condanna confermata nel dicembre del 2015 in appello a dieci anni di reclusione. Durante i due processi, le sue tre figlie avevano testimoniato contro il padre, confessando di essere state anch’esse oggetto di violenze e maltrattamenti, proprio come la loro madre. Dopo la decisione di Hollande di graziare Jacqueline Sauvage, il suo avvocato, Nathalie Tomasini, si è detta “colpita per la gioia e l’emozione”, perché la grazia è frutto di un anno di lavoro durissimo.

Critici sulla concessione della grazia, i magistrati francesi, i quali, attraverso Celine Parisot, segretario generale del loro sindacato, accusano Hollande di essere intervenuto pesantemente “sulla indipendenza della magistratura senza rispetto per le decisioni della giustizia. La signora Sauvage è stata condannata in nome del popolo francese”. Inoltre, dice ancora la sindacalista dei magistrati, “la grazia presidenziale è una sopravvivenza del diritto divino dell’Ancien Regime, che oggi non ha più senso. Può funzionare solo quando la grazia si utilizza per un condannato a morte o per un detenuto gravemente ammalato”.

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