Tina Anselmi è morta. Partigiana, costituente e sindacalista, parlamentare e ministro, ha presieduto la Commissione d’inchiesta sulla P2

Tina Anselmi è morta. Partigiana, costituente e sindacalista, parlamentare e ministro, ha presieduto la Commissione d’inchiesta sulla P2

Tina Anselmi è morta la scorsa notte, nella sua casa di Castelfranco Veneto, all’età di 89 anni. Tina Anselmi, eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, fu la prima donna ministro della Repubblica, nominata nel luglio del 1976 titolare del dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale del governo Andreotti III. In seguito è stata per due volte ministro della Sanità nei governi Andreotti IV e V. Partigiana, insegnante, sindacalista e politica, Anselmi è stata tra i principali autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale e presidente della Commissione d’inchiesta sulla Loggia P2. In un recente documentario di Anna Vinci intitolato “Tina Anselmi, la grazia della normalità”, Anselmi dice: “Dico alle mie nipoti: attente, fate la guardia. Perché le conquiste non sono mai definitive”. E ancora: “Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica di inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”.

Il cordoglio della Cgil e della Cisl, dove ha militato ed è stata dirigente

“La Cgil saluta Tina Anselmi, una donna che con la sua storia ha scritto pagine importanti della storia del nostro Paese. Partigiana, sindacalista, partecipò alla stesura della nostra Costituzione. È stata la prima italiana a diventare ministro, ministro del lavoro, e guidò la Commissione sulla P2. Sindacato e politica, rappresentanza di interessi, quelli dei lavoratori, Tina Anselmi ha contribuito a rendere il nostro un Paese più libero, giusto e democratico”. si legge sulla pagina facebook della Cgil nazionale.

“Siamo tutti addolorati e commossi per la scomparsa di Tina Anselmi, una grande donna, sindacalista della Cisl, parlamentare e prima donna ministra in Italia”. Lo scrive sulla pagina Facebook della Cisl Nazionale la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Anselmi – aggiunge- è stata un simbolo di emancipazione civile, di impegno politico e sociale per tutte le donne italiane. Una vera madre della Patria. Tutta la sua vita è stata una esempio di coraggio, di competenza e di moralità nella azione politica, di grande vicinanza alle ragioni dei più deboli e bisognosi della società italiana. La Cisl non la dimenticheraà mai, ma resterà per tutti noi un punto di riferimento costante ed un esempio da trasmettere ai giovani”.

Il cordoglio delle più alte cariche istituzionali repubblicane: Mattarella, Grasso e Boldrini

“Profondamente colpito dalla scomparsa di Tina Anselmi, partigiana, parlamentare, ministro di grande prestigio, ne ricordo il limpido impegno per la legalità e il bene comune”, scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota.

“Durante tutta la sua vita, Tina Anselmi è stata fedele ad una linea di serietà, dirittura morale, adesione ai principi costitutivi della Repubblica e dell’antifascismo. Con passione e grande impegno personale ha dato un importante contributo alla ricostruzione del Paese dopo gli anni della guerra e della lotta partigiana. E di nuovo è stata in prima fila, negli anni dello scandalo P2, impegnata a ricostruire il tessuto morale e civile del Paese”, afferma il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo aver appreso la notizia della sua scomparsa. “E’ questa la grande eredità che ci lascia – conclude il Presidente Grasso -, insieme ad un esempio di condotta esemplare in politica e nelle Istituzioni, dove ha sempre mostrato il più profondo rispetto per le ragioni degli interlocutori. Ai familiari invio i sentimenti del più sincero cordoglio, a nome mio personale e di tutto il Senato”.

Per la presidente della Camera, Laura Bolrini, “Con Tina Anselmi se ne va una madre della Repubblica, una bandiera delle conquiste delle donne, una straordinaria testimone della tradizione politica del cattolicesimo democratico. Giovanissima partigiana, è stata per tutta la vita interprete fedele degli ideali della Resistenza, in nome dei quali è stata per sei legislature sui banchi della Camera”.

Il cordoglio della sindaca di Roma, Raggi; di Romano Prodi, di Arturo Scotto e di Stefano Fassina, di Sinistra Italiana

“#TinaAnselmi è stata esempio di grande dignità per tutte le donne. Prima donna ministro, ha avuto il coraggio di affrontare la P2”, scrive su Twitter il sindaco di Roma Virginia Raggi.

Romano Prodi si dice “profondamente addolorato per la scomparsa di Tina Anselmi, alla quale ero legato da grande stima e sincero affetto”. “Il nostro Paese deve molto al suo impegno politico e civile. La sua costante attenzione e la sua determinazione per l’affermazione dei diritti ha saputo tradursi, nel corso della sua vita pubblica, in iniziative fondamentali a cominciare dalla radicale riforma del Servizio sanitario nazionale”, aggiunge l’ex presidente del Consiglio. “Rivolgo alla sua famiglia e a quanti le hanno voluto bene un pensiero affettuoso e le mie più sincere condoglianze”, conclude.

“Ha servito la Repubblica come partigiana e Ministra, la prima della storia, ha scoperchiato il pozzo nero della P2. #TinaAnselmi”. Lo scrive su twitter Arturo Scotto, capogruppo Sinistra italiana alla Camera.

“Un commosso omaggio e un’infinita gratitudine a Tina Anselmi protagonista della nostra Costituzione, esempio di bella politica”, scrive su Twitter Stefano Fassina di Sinistra Italiana.

Il ricordo dell’Istituto Cervi, nelle parole del suo presidente, Albertina Soliani

“Una vita interamente dedicata alla Democrazia. Una vita solare, una vita coerente quella di Tina. Giovane staffetta partigiana, ha scelto di resistere al nazifascismo in nome della libertà e della dignità umana. Ha condiviso le lotte sociali delle donne nel sindacato, ha costruito in Parlamento diritti e riforme sociali. Nella notte della Repubblica, Tina ha cercato con tutte le sue forze la verità, in nome del popolo italiano. Trent’anni fa il Parlamento approvava la sua relazione finale come Presidente della Commissione d’inchiesta sulla Loggia P2 di Licio Gelli, la più grande insidia alla vita democratica del nostro Paese”, si legge nella nota di Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi di Gattatico, Reggio Emilia.

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