Dopo Giubileo amaro per 500 precari della Sanità, la denuncia della Cgil Fp

Dopo Giubileo amaro per 500 precari della Sanità, la denuncia della Cgil Fp
“Terminato il Giubileo, si rischia un’odissea per gli oltre 500 lavoratori a tempo determinato assunti dalla Regione Lazio per compensare gli organici all’osso a causa del blocco delle assunzioni. Lavoratori giovani, scelti con una selezione pubblica e che si sono dimostrati all’altezza della situazione dando respiro a strutture in grave affanno, formati dalle nostre stesse aziende con un investimento economico importante, rischiano oggi di essere lasciati fuori dal sistema sanitario regionale”. Così in una nota Fp Cgil Roma e Lazio.
“Stamane si è svolta presso la Centrale Operativa dell’Ares 118 un’assemblea proprio per affrontare questo tema, che ha visto coinvolti numerosissimi lavoratori – continua la nota sindacale – È emerso con chiarezza cosa accadrà nella sanità laziale qualora la Regione Lazio non prorogasse, in attesa dell’espletamento dei nuovi concorsi a tempo indeterminato e di interventi strutturali per superare il precariato, i loro contratti. Dal 1° gennaio 2017, solo per citare alcuni casi, all’Ospedale San Camillo di Roma senza interventi si assisterà a una riduzione di almeno 40 infermieri, utilizzati in punti strategici quali pronto soccorso, terapie intensive, specialistiche e rianimazioni. Al Sant’Eugenio si rischia la chiusura del reparto di nefrologia, attivato proprio grazie alle assunzioni dei lavoratori a tempo determinato per il Giubileo. A brevissimo arriveranno all’Ares 118 40 ambulanze di nuova generazione. Qualora non fossero prorogate le assunzioni di 107 infermieri, 67 barellieri assunti dagli Uffici Provinciali del Lavoro e 20 medici, questi mezzi non potranno essere operativi. Chiediamo alla Regione un incontro urgente per prorogare al più presto questi contratti e affrontare il piano assunzionale complessivo, per fare in modo che oltre alla perdita occupazione e di competenze si scongiuri la riduzione dei servizi ai cittadini”.
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