Roma. Università La Sapienza. Il preside di Legge nega aula agli studenti della Link per iniziative del no alla riforma Boschi. Non è un caso isolato. Venerdì 70 manifestazioni studentesche in tutta Italia

Roma. Università La Sapienza. Il preside di Legge nega aula agli studenti della Link per iniziative del no alla riforma Boschi. Non è un caso isolato. Venerdì 70 manifestazioni studentesche in tutta Italia

Il preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza prof. Paolo Ridola, il quale ha espressamente dichiarato nel Manifesto del Comitato “Basta un Sì” (https://www.bastaunsi.it/manifesto/) il suo sostegno al disegno di riforma costituzionale, ha negato agli studenti e alle studentesse del coordinamento Link di organizzare iniziative a favore del no in vista dell’appuntamento elettorale del 4 Dicembre.

“Abbiamo chiesto al preside di facoltà l’autorizzazione per organizzare un’ iniziativa di discussione sul Referendum Costituzionale in cui mettere a confronto i modelli di bicameralismo presenti in Europa” – dichiara Federica Ciarlariello, studentessa di Giurisprudenza e coordinatrice di Link Sapienza –  “ma il Preside ha vietato qualunque iniziativa degli studenti e delle studentesse fino al 4 dicembre, nonostante lui in prima persona abbia firmato il Manifesto del Comitato ‘Basta un Si’, senza curarsi del ruolo istituzionale che svolge”

“Troviamo assurda ed antidemocratica questa decisione” – prosegue la studentessa – “perché lede la libertà d’espressione degli studenti e delle studentesse e non permette il confronto e la partecipazione all’interno dell’università, che dovrebbe invece incentivare e valorizzare le iniziative autogestite.” “Noi non ci stiamo, non possiamo accettare questa presa di posizione” – dichiara Alessio Folchi, senatore accademico di Link-Studenti Indipendenti –  “svolgeremo un’assemblea pubblica per denunciare quanto accaduto e per parlare della riforma costituzionale su cui siamo chiamati al voto, invitiamo tutti e tutte nell’atrio di Giurisprudenza l’11 Ottobre alle 12, bastano delle sedie in cerchio per riprendere parola, per informarsi e decidere”

“Questi sono i metodi democratici di chi si espone per il SI” – dichiara Giacomo Cossu, responsabile nazionale di Studenti per il NO – “stanno provando a vietare confronto e democrazia negli atenei e nelle scuole, ma noi siamo pronti a riprenderci ogni spazio, a ripristinare la democrazia, a far discutere gli studenti e le studentesse: ora decidiamo NOI. Domani saremo in piazza in tutta Italia per ribadire che questa non è la riforma costruita a nome della nostra generazione.”

“Ora basta. Decidiamo noi”, è lo slogan con cui venerdì gli studenti scenderanno in piazza in 70 città italiane per manifestare contro la ‘Buona Scuola’, ma non solo. “La riforma approvata nel luglio 2015 è solo il primo attacco sferrato dal governo Renzi contro la democrazia”, dice Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti che organizza e promuove la manifestazione. “L’ultimo tassello di questo attacco è il referendum costituzionale –  continua Picci – con cui il governo sta tentando di realizzare un accentramento di potere. Noi vogliamo difendere la sovranità popolare e la tutela della democrazia può partire solo dalle scuole”. Ma il primo ‘No’ degli Studenti è tutto per la ‘Buona Scuola’. Dai comitati di valutazione all’alternanza scuola-lavoro, per l’Unione degli Studenti nella riforma non c’ è nulla che funzioni. La mobilitazione sarà solo la prima. Una manifestazione intermedia tra quella di domani e il 4 dicembre, è infatti in programma per il prossimo il 29 ottobre, giorno dell’apertura ufficiale della campagna elettorale sul referendum costituzionale.

Share

Leave a Reply