Appalti truccati sulla Tav Milano-Genova e un macrolotto della Salerno-Reggio. Arrestato figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato, Monorchio

Appalti truccati sulla Tav Milano-Genova e un macrolotto della Salerno-Reggio. Arrestato figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato, Monorchio
Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria, sono le regioni che in queste ore sono interessate da una imponente operazione di Carabinieri e Guardia di Finanza. Dall’alba di mercoledì sono state eseguite su ordinanza del Gip presso il Tribunale di Roma, 21 arresti. Tutti gli indagati dovranno rispondere a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione. Tra le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare Giandomenico Monorchio, imprenditore e figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea. Coinvolto, ma solo con una informazione di garanzia, Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Lo snodo dei subappalti decisivo per alimentare il sistema corruttivo
 
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e condotta per una tranche dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, convenzionalmente denominata ‘Amalgama’, ipotizza “un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di condotte corruttive per l’ottenimento di contratti di subappalto nell’ambito dei lavori per la realizzazione delle seguenti opere pubbliche: tratta TAV ‘A.V./A.C Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi’ (Alta Velocità Milano-Genova); 6° Macrolotto dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della ‘People Mover’ di Pisa”.
 
Un ‘gruppo di lavoro’ messo in piedi dall’ex Direttore dei Lavori delle maxi-opere
 
L’indagine dei Carabinieri ha permesso di ricostruire le condotte illecite di un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso da colui che – fino al dicembre 2015 – era il Direttore dei Lavori nell’ambito delle tre citate opere pubbliche – e dal suo socio di fatto, un imprenditore calabrese operante nel ramo delle costruzioni stradali, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone, tra cui anche alcuni funzionari del consorzio Cociv. Inoltre, è stata accertata l’esistenza di rapporti corruttivi intrattenuti dal direttore dei lavori con i vertici dei General Contractor che si occupano della realizzazione delle tre grandi opere pubbliche. Ora per questa parte dell’inchiesta si continuerà ad indagare per scoprire se ci sono stati rapporti tra le grandi imprese e l’organizzazione delinquenziale che regolava la vita prima e successivamente alla realizzazione dei cantieri ed al completamento delle opere pubbliche.
Le offerte anomale che diventano regolari
 
E mentre i Carabinieri si concentravano su una parte degli appalti e dei cantieri, ad una seconda ‘torta’ ci pensava la Guardia di Finanza. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle di Genova, coordinata dalla procura del capoluogo ligure, hanno permesso di accertare episodi di corruzione, concussione e di turbativa d’asta che avrebbero visto protagonisti gli indagati nei vari ruoli ricoperti negli anni, in relazione all’aggiudicazione di commesse milionarie. In particolare, spiegano gli investigatori, è emerso che “in occasione dello svolgimento delle gare indette dal general contractor, alcuni dirigenti preposti allo svolgimento delle stesse, per pilotare l’assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte anomale divenissero regolari in violazione ai principi della ‘par condicio’ e, in altri, si sono avvalsi della compiacenza di concorrenti di comodo, in realtà non interessati all’aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l’assegnazione all’unico concorrente interessato”. In una circostanza la turbativa sarebbe stata accompagnata dal pagamento di una somma di denaro. 
 
Ripresa dai finanzieri la consegna di una tangente
 
La consegna della tangente è stata documentata dagli investigatori della Guardia di Finanza all’interno di alcuni uffici del Consorzio Cociv, un colosso di cui fanno parte Salini Impregilo, Condotte e Civ che sta realizzando i sei lotti della linea ad Alta Velocità Genova-Milano. Lo scambio della ‘bustarella’ avviene tra un dirigente generale del Consorzio e un imprenditore: le immagini delle telecamere nascoste posizionate dagli uomini della Guardia di Finanza riprendono infatti in un primo momento un soggetto che oscura l’ufficio abbassando le tapparella; successivamente si vede una seconda persona che consegna la ‘bustarella’. I due parlano per qualche minuto dopodiché, secondo gli investigatori, il secondo soggetto si allontana e il primo conta il denaro contenuto all’interno della busta.
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