I Comitati contro riforma costituzionale e Italicum: “Mettiamo in campo uno schieramento ampio, plurale e coordinato per far vincere il No nel prossimo referendum”

I Comitati contro riforma costituzionale e Italicum: “Mettiamo in campo uno schieramento ampio, plurale e coordinato per far vincere il No nel prossimo referendum”

Uniti per contrastare la poderosa macchina propagandistico-elettorale del governo; uniti per riaffermare i valori universali della democrazia e della partecipazione contro chi vuole deformare le nostre istituzioni per renderle permeabili ai diktat dell’Europa e della grande finanza. È questo il senso di una lettera/appello che i Comitati contro la riforma Renzi-Boschi e contro l’Italicum hanno inviato alle organizzazioni politiche e sindacali, alle associazioni e ai movimenti già schierati contro le deformazioni volute dal governo. Un modo per mettere in campo uno schieramento per il No all’altezza della sfida che abbiamo davanti.

I mesi di raccolta delle firme per promuovere i tre referendum hanno fatto nascere e crescere un movimento referendario che «è passato da 160 a 400 comitati territoriali, moltiplicando le persone attive e sensibilizzando centinaia di migliaia di elettrici e di elettori». Per questo, pur non avendo raggiunto le 500mila firme necessarie, i due Comitati non intendono fare passi indietro e hanno deciso «di stare in campo nella campagna elettorale con una propria presenza attiva», attivando una raccolta fondi straordinaria, organizzando una campagna di comunicazione efficace e, soprattutto, rivendicando in ogni occasione quella «condizione di parità nell’informazione» che finora non c’è stata.
La sproporzione di forze in campo è evidente, ma ora si apre una fase decisiva e l’obiettivo è solo uno: far vincere le ragioni del No nel referendum costituzionale. Un obiettivo per il quale «occorre realizzare uno schieramento ancora più ampio e plurale di quello realizzato finora». Di qui la proposta di una collaborazione più stretta e coordinata con tutti i soggetti già in campo per il No – partiti, organizzazioni sindacali, associazioni, movimenti – ai quali viene avanzata, tra l’altro, la richiesta di mettere a disposizione dei comitati locali «parte degli spazi elettorali (per manifesti, tribune elettorali, banchetti, manifestazioni, ecc.) a cui avrete diritto» e di «sostenere le iniziative unitarie dei Comitati contribuendo alla loro riuscita, soprattutto a livello locale».
Disponibilità e pronunciamenti chiari a favore del No che saranno verificati anche con incontri appositi.
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