Roma. Raggi avanti a fatica. In ritardo la composizione della squadra di governo. Contestate le prime nomine

Roma. Raggi avanti a fatica. In ritardo la composizione della squadra di governo. Contestate le prime nomine
Mentre a Milano e Torino le nuove Giunte comunali uscite dal terremoto amministrativo dello scorso 19 giugno sono state varate, a Roma non si vedono ancora ‘raggi’ di luce, a tal punto che potrebbe slittare ulteriormente ed oltre la data fissata dalla Sindaca grillina, l’annuncio della nuova squadra. A darne notizia, in queste ore è stato Marcello De Vito, Consigliere eletto all’Assemblea Capitolina per il Movimento che ha letteralmente trascinato la Raggi sul Colle Capitolino. E’ dubbioso il Consigliere: “Il sindaco annuncerà la giunta probabilmente nella seduta del 7 luglio, ma non è certo. Il sindaco cercherà comunque di farlo quanto prima”. Incertezze che pesano come macigni in questa prima fase dell’esperienza amministrativa del M5S nella Capitale. La Raggi, in sostanza, va avanti con il freno tirato e deve registrare molti no alle sue offerte di condivisione del governo della città. Purtroppo il mondo va avanti e la Raggi ed i suoi consiglieri non se ne rendono conto. 
 
Da Alemanno alla Raggi. Marra, un uomo ‘nuovo’ per una nuova amministrazione
 
Ma nel caos che circonda le sue nomine, si aggirano anche scelte sospette. A rivelarle è stato il settimanale l’Espresso, che è riuscito ad anticipare anche gli Atti del Comune, dando per certa, e poi così è stato, la nomina del Vicecapo di Gabinetto della Sindaca. Uomo che ha prestato i suoi servizi, anche in una precedente e contestata Amministrazione: quella di Gianni Alemanno. Marra ha nella sua carriera ha ricoperto incarichi soprattutto grazie ad Amministratori ed Amministrazioni locali e dello Stato, legati sempre ad esponenti e movimenti di destra e tra questi, come vedremo, a far la parte del leone c’è Gianni Alemanno. Conquista la sua prima quota di visibilità al ministero dell’Agricoltura, quando l’ex Sindaco di Roma ne era il titolare, successivamente passa all’Unire (il discusso Ente per l’incremento e la tutela delle razze equine) guidato da Franco Panzironi, Amministratore che poi transiterà in Ama e sarà successivamente sarà coinvolto ed arrestato nell’inchiesta ‘Mafia Capitale’. Finita la sua esperienza all’Unire, si aprono per lui le porte del Campidoglio, dove Alemanno, nel frattempo era diventato Sindaco. Resta con lui, con un incarico di Dirigente e viene destinato alle risorse umane. L’esperienza si conclude ed allora passa, armi e bagagli in Regione, nel frattempo conquistata dalla zarina delle destre laziali, Renata Polverini, poi, ed è cosa recente, una passaggio anche in Rai. E’ chiaro che Marra non è uomo dal luminoso trascorso nel movimento grillino, ma parte di quel sistema che i 5 Stelle annunciano di combattere, o comunque lontano anni luce dai criteri di selezione del M5S.
 
Prime crisi di identità nel movimento. Portabandiera la Lombardi: “Ora capiremo se è stata una nomina ponderata”
 
Ed è proprio la scelta caduta su questo nome che ha aperto un burrascoso confronto nel movimento. A fare da portabandiera la deputata Roberta Lombardi, che non entra nel merito, ma tra le righe fa capire il suo malumore che è pari a quello di una vasta area del movimento: “Ora capiremo- riferendosi alla nomina di Marra- se è stata una nomina ponderata. Ci sarà un approfondimento. Abbiamo anche l’umiltà di dire che, se facciamo dei piccoli errori, li rimediamo subito”. Dunque, se ancora molte caselle del governo della città restano senza capo e piedi, potrebbe tornare in discussione anche questa. Polemiche, interne ed esterne, anche per la scelta di affidare a Daniele Frongia il ruolo di Capo di Gabinetto. Durissime le opposizioni che denunciano come la Raggi abbia aggirato le regole interne al Movimento ed anche la stessa Legge Severino. Nel primo caso la nomina di Frongia disattende le regole del Movimento, visto che “chi viene eletto per ricoprire un incarico (Frongia è Consigliere Comunale ndr) deve farlo per tutto il mandato e non ha la possibilità di fare altro”.
 
Divide anche la scelta sul Capo di Gabinetto. In molti denunciano: aggirata la Severino e violate le regole del M5S
 
Quanto alla Severino, la legge è chiara e pone precise condizioni per chi, nel recentissimo passato abbia avuto ruoli politici nella stessa amministrazione. Non può esercitare potere di firma sui provvedimenti amministrativi. Dal movimento però fanno sapere di avere una diversa interpretazione della legge ed è lo stesso Frongia a difendere, ma va, la sua posizione: “Il Capo di Gabinetto non è oggi, così come in precedenza, un direttore che firma atti amministrativi; è il responsabile dell’indirizzo politico-amministrativo del Campidoglio e riveste un ruolo di preminente fiduciaria del Sindaco. La legge è stata rispettata”. Comunque vadano le cose se la Raggi vuole ricostruire Roma dalle macerie, come ha annunciato alla Cnn, i primi atti sembrano confusi ed in tempo di saldi lo sconto che abbiamo fatto alla Sindaca è veramente oltre le percentuali ottimali. Vogliamo restare comunque ottimisti, anche se, guardando agli scenari che si profilano anche nei parlamentini locali quanto alle scelte delle donne e degli uomini di Governo, non c’è di che stare tranquilli. Gran parte dei Municipi, infatti, sono ancora in alto mare quanto alle composizioni delle Giunte. In molti casi i Presidenti pentastellati hanno fatto ricorso alla rete chiedendo le ormai famose auto-candidature, un sistema che sicuramente potrebbe portare risorse preziose alla città, ma decisamente rischioso, visti i tempi brevi, brevissimi nella valutazione dei curricula e degli stessi candidati. Ma domani è un nuovo giorno…
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