Camusso al Parlamento europeo per illustrare la “Carta dei diritti universali del lavoro”. Un milione e mezzo di lavoratori alle assemblee. “È tua firmala”

Camusso al Parlamento europeo per illustrare la “Carta dei diritti universali del lavoro”. Un milione e mezzo di lavoratori alle assemblee. “È tua firmala”

La “Carta dei diritti universali del lavoro”, l’insieme di proposte della Cgil discusse in più di 41 mila assemblee, approvate dal voto di più di un milione e mezzo di lavoratori che hanno votato sì  col 98% dei partecipanti approda al Parlamento Europeo mentre continua la raccolta di firme in migliaia di banchetti per trasformare la “Carta” in una proposta di legge. Sarà Susanna Camusso, mercoledì 4, a partire dalle ore 10,30, ad illustrare a Bruxelles quanto elaborato dalla Confederazione di Corso d’Italia per restituire dignità al lavoro. Fausto Durante, responsabile politiche europee e internazionali della Cgil, coordinerà i lavori che prevedono il saluto di Gianni Pittella, presidente del gruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo, la relazione di Camusso, gli interventi di Antonio Panzeri, parlamentare europeo, Luca Visentini, segretario generale della Ces e Gabriele Bischoff, presidente del gruppo lavoratori – comitato economico e sociale europeo. Seguirà il dibattito con interventi dei parlamentari europei fino al termine dei lavori previsto per le ore 13.

La  “sfida per i diritti”, una firma per presentare alle Camere una proposta di legge

Con lo slogan “È tua firmala!”, la Cgil ha lanciato lo scorso 9 aprile la sua #SfidaXiDiritti, chiamando tutti i cittadini a sostenere con la propria firma la proposta di legge di iniziativa popolare sulla ‘Carta dei diritti’ che propone di estendere i diritti a chi non ne ha e di riscriverli per tutti. Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil, in una intervista rilasciata a Radio Articolo 21 parla del “cuore della Carta” che sta girando l’Italia insieme al sostegno ai tre quesiti referendari collegati al nuovo Statuto: “Vogliamo cancellare le discriminazioni nel mercato del lavoro. Alcuni diritti – dice – maternità, salute e sicurezza, equo e proporzionato compenso, un sistema efficiente di politiche attive e di ammortizzatori universali,  non possono variare a seconda della tipologia contrattuale dell’impresa o del settore merceologico”. La Carta, prosegue l’esponente della Cgil, chiede anche di attuare finalmente l’articolo 39 della Costituzione,   assicurando efficacia alla contrattazione. “Significa dare certezza – afferma Sorrentino – di minimi salariali e regole equivalenti. In più, estende il livello di partecipazione e democrazia a tutti livelli di contrattazione”.

Sorrentino: Con il nuovo Statuto la riscrittura del diritto del lavoro

“La terza e ultima parte del nuovo Statuto consiste invece nella riscrittura del diritto del lavoro. Abbiamo bisogno di ricostruire un elemento scardinato da vent’anni di legislazione neoliberista: il diritto del lavoro è un diritto positivo che si colloca a favore del soggetto più debole, un principio rovesciato dal Jobs Act”.

Mercato del lavoro: non c’è ripresa a pieno ritmo. Garanzia giovani, una bolla di tirocini

Sorrentino si sofferma poi sugli ultimi dati Istat relativi al mercato del lavoro dai quali  “emerge che non c’è una ripresa a pieno ritmo delle attività produttive in grado di stabilizzare i contratti a tempo indeterminato. Sia le iniziative legislative, a partire proprio dal Jobs Act, sia gli incentivi – sostiene Sorrentino – non hanno quell’effetto di consolidamento del tempo indeterminato che il governo auspicava. Sono stati investiti circa 16 miliardi tra sconto Irap e decontribuzione per le aziende che assumevano a tempo indeterminato, producendo un saldo dei rapporti di lavoro più o meno in linea con quello del 2014”. “La Cgil – prosegue -aveva proposto di utilizzare quelle risorse per un vero e proprio piano straordinario del lavoro e per lo sblocco del turn over nella pubblica amministrazione, cosa che ci avrebbe consentito anche di dare opportunità molto più qualificate ai giovani”. Parla poi di un paradosso,  la crescita dell’occupazione over 50 e il calo per gli under 30. “Come sempre – commenta – le aziende assumono chi più gli conviene e non danno nessuna opportunità ai giovani, i quali invece dovrebbero essere la scommessa del paese. Basti vedere quanto le imprese hanno scarsamente utilizzato le opportunità di Garanzia giovani, rendendola sostanzialmente una grande bolla di tirocini”.  Per quanto riguarda il destino dell’Agenzia nazionale per le politiche attive, l’ultima parte della riforma del lavoro “nessuno – dice – sa quando vedrà la luce. Anche per questo capitolo mancano le risorse. Sono stati stanziati circa 300 milioni, difficilmente copriranno tutta la platea degli aventi diritto. Quanto ai tempi, prima del 2017 non arriveranno le linee guida nazionali. Con in più l’incognita del referendum costituzionale, il quale prevede il passaggio delle competenze dalle Regioni al governo”.

Rinnovo dei contratti, una stagione difficile. Mobilitazione e scioperi

A conclusione dell’intervista  una sguardo ai rinnovi dei contratti. “Una stagione difficile – conclude Sorrentino –  noi stiamo facendo fino in fondo la nostra parte. Non è un caso che il Primo maggio sia stato dedicato a tre temi: la priorità dell’occupazione, i rinnovi contrattuali e la ferita aperta delle pensioni. Abbiamo alle spalle rinnovi significativi per agroalimentare, credito, commercio ed edilizia. Ci sono però altrettanti contratti importanti aperti. Speriamo di superare le difficoltà anche attraverso le mobilitazioni e gli scioperi in molti settori: metalmeccanici, grande distribuzione, settore turistico e delle mense, pubblico impiego, scuola. I contratti per noi rimangono l’obiettivo prioritario. Li sosteniamo sia attraverso la mobilitazione, sia attraverso le piattaforme che stiamo discutendo con le lavoratrici e i lavoratori”.

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