Milano. Scoperta da Ros, Digos e Procura una cellula jihadista pronta a colpire Vaticano e Ambasciata d’Israele

Milano. Scoperta da Ros, Digos e Procura una cellula jihadista pronta a colpire Vaticano e Ambasciata d’Israele

Sono passati solo tre giorni dagli attentati a Bruxelles quando, il 25 marzo scorso, Mohamed Koraichi, già nelle file del Califfato assieme alla moglie ‘foreign fighter’ italiana e ai tre figli piccoli, dal fronte iracheno-siriano incita Abderrahim Moutaharrik, operaio e kickboxer che vorrebbe partire anche lui con la moglie e i due bimbi, “a passare all’azione commettendo un attentato in Italia, dopo avere esaltato quanto avvenuto in Belgio”. Così per la prima volta dalle carte dell’operazione antiterrorismo di oggi in Lombardia spunta una richiesta diretta dalle zone di guerra dell’Isis nei confronti di un affiliato in Italia, il quale per tutta risposta si dice pronto a colpire anche “in Vaticano”. È l’elemento più significativo e inquietante che emerge dalle indagini condotte da Digos e Ros e coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli e dai pm Enrico Pavone e Francesco Cajani. E a dare anche più peso a questa strategia dei “lupi solitari”, chiamati alla “macellazione e uccisione” degli “infedeli” in Europa per “spaventare e terrorizzare”, come si legge nell’ordinanza del gip Manuela Cannavale, c’è anche quel “poema bomba” inviato, tramite messaggio audio WhatsApp, qualche giorno dopo, l’8 aprile scorso, direttamente da uno “sceicco” (non ancora identificato), probabilmente una figura di vertice del sedicente Califfato.

“Questa poesia – si ascolta nell’audio – te la dedica lo Sheicco appositamente dalla terra del califfato a Roma (…) dove arriveremo (…) Ascolta lo Sheicco Colpisci! dalle tue palme, eruttano scintille, e sgozza, che con il coltello, è attesa la gloria, fai esplodere la tua cintura nelle folle dicendo Allah Akbar”. Un comando che Moutaharrik, come risulta sempre degli atti, si dice pronto ad esaudire: “Per questi nemici giuro, se riesco a mettere la mia famiglia in salvo, giuro sarò io il primo ad attaccarli (…) in questa Italia crociata, il primo ad attaccarla, giuro, giuro che l’attacco, nel Vaticano con la volontà di Dio”. L’unica richiesta di Moutaharrik a Koraichi, che si prende in carico anche la sua istanza di “accreditamento” per unirsi con tutta la famiglia allo ‘Stato islamico’, è quella, però, di mettere al riparo i bimbi nei territori occupati da ‘Daesh’, prima di agire: “Voglio almeno che i miei figli crescano un po’ nel paese del califfato dell’Islam”. Tra l’altro, come si legge nell’ordinanza, “già in passato” il pugile e presunto jihadista “aveva pensato di agire” ma senza riuscire a recuperare le armi desiderate.

“Voglio picchiare (inteso come colpire e far esplodere, ndr) Israele a Roma”, diceva, infatti, intercettato lo scorso 6 febbraio, parlando con Abderrahmane Khachia, anche lui arrestato e fratello del “martire” Oussama Khachia, foreign fighter morto in Siria. Nella conversazione, in particolare, Moutaharrik faceva riferimento “ad un suo disegno per compiere un attentato all’Ambasciata di Israele” chiarendo “di avere contattato un soggetto albanese per procurarsi le armi, non riuscendo nell’intento”. Dalle carte, inoltre, viene a galla “più sfumata” anche “la volontà” di Abderrahmane Khachia di “colpire” la Questura di Varese. Sempre dagli atti, poi, si delinea il ritratto di donne che tanto quanto gli uomini inneggiano al jihad e al martirio. Così quando Moutaharrik dice alla moglie Salma Bencharki “metti caso che sono lì, ammazzo uno, anche se vengo ucciso almeno sono pari”, la donna risponde “sì sei alla pari”. E sulla stessa linea sono i messaggi quasi intimidatori che Alice Brignoli, moglie di Koraichi, lancia a sua madre che ha denunciato la scomparsa della figlia e dei tre nipotini: “Mamma guarda di non parlare di noi con altri (…) con le persone dì solo che non sai niente (…) qui ho tante sorelle con cui stare, sorelle venute da tutto il mondo (francesi, inglesi, tedeschi, indonesiani, olandesi etc .. ) siamo molto unite”. Una ‘centrale del terrore’ che invia anche ordini in Europa e plaude alle stragi di Parigi e Bruxelles, come dimostra un altro audio dello sceicco: “abbiamo sentito le operazioni che sono state in Francia, operazioni dell’invasione della Francia, di Parigi, benedetta da Dio, le invasioni in Belgio”. E Roma in questo quadro, stando alle parole di Koraichi, diventa l’obiettivo, “la capitale dei crociati (…) dove vanno a fare il pellegrinaggio”.

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