Unioni civili. La destra tenta la carta del ricorso giudiziario. Alfano sempre più minaccioso. Il Pd tiene botta e gli scienziati scrivono un appello sensato

Unioni civili. La destra tenta la carta del ricorso giudiziario. Alfano sempre più minaccioso. Il Pd tiene botta e gli scienziati scrivono un appello sensato

Il ddl Cirinnà non è stato discusso in Commissione, quindi c’è stata una “violazione delle essenziali funzioni e prerogative proprie di ciascun parlamentare”. Con questa motivazione, 40 senatori di gruppi diversi dell’opposizione (Forza Italia, Lega, Ap e Conservatori e Riformisti) capeggiati dai senatori di Idea-PI Quagliariello, Giovanardi, Augello, Compagna e Mauro hanno annunciato la presentazione di un ricorso alla Consulta per conflitto di attribuzione. Secondo i ricorrenti l’iter del ddl Cirinnà ha violato l’articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni disegno di legge deve essere esaminato prima in commissione e poi in aula.

Il comunicato di Quagliariello, che accusa il presidente Grasso di aver leso le prerogative dei senatori

In un comunicato diffuso dal gruppo Idea, quello di Quagliariello, e Ap, Alleanza popolare di Mario Mauro, si legge: “La decisione della capigruppo, avallata dal presidente Grasso, è stata assunta fuori da ogni fattispecie e per di più in violazione perfino del recente precedente in materia di riforma costituzionale, quando la calendarizzazione in aula prima del termine dei lavori della commissione, era stata disposta dopo aver ascoltato il parere del presidente” della commissione di merito. Secondo Giovanardi, si tratta di “un metodo totalmente lesivo dei diritti dei parlamentari. Una cosa di una gravità, da un punto di vista istituzionale e democratico, enorme”. Quagliariello ribadisce: “Stiamo parlando di una legge sbagliata. Noi siamo minoranza in Parlamento ma siamo convinti di essere maggioranza nel paese. Per questo vogliamo farci rispettare. Se la Costituzione viene messa sotto i piedi, noi non lo possiamo accettare. Ecco perché abbiamo presentato il ricorso”.

La discussione sospesa fino alla prossima settimana. Voto in Aula atteso per la serata di mercoledì

Intanto, la discussione generale nell’aula del Senato è stata sospesa e riprenderà martedì prossimo alle 12. Mentre per le votazioni bisognerà aspettare mercoledì pomeriggio. Il dibattito politico prosegue con il Pd che ribadisce il no all’ipotesi di uno stralcio dell’articolo 5 sulle adozioni. Il senatore dem, Giuseppe Lumia, relatore in commissione Giustizia, sostiene che “è importante che il confronto nel merito su un provvedimento così importante continui. Ma non ci sarà nessuno stralcio di alcuna parte – garantisce – credo che il testo che stiamo per discutere in aula e che contiene la stepchild adoption sia equilibrato ed in grado di avere il più largo consenso dell’aula di Palazzo Madama”. Il Movimento 5 Stelle ribadisce la sua posizione: il gruppo voterà in modo compatto per il ddl Cirinnà a patto che non ci siano modifiche che lo stravolgano. Nel pomeriggio di giovedì, i senatori pentastellati si sono riuniti in assemblea per fare il punto sugli emendamenti.

Alfano mette l’elmetto, e da Napoli minaccia ritorsioni sul governo

Da Napoli, dinanzi a questa situazione caotica, Angelino Alfano, sempre più leader dei cattolici col cilicio, tuona: “Non è mio costume, metodo, stile né è tatticamente giusto fare minacce, ma sicuramente ci sarebbero dei traumi”. Il ministro dell’Interno risponde a una domanda del quotidiano “Il mattino” d i Napoli sulle conseguenze politiche di un voto Pd-M5S a favore della stepchild adoption. “È traumatico votare un provvedimento così divisivo con il sostegno dei Cinque stelle”, dice Alfano, come se questo governo non avesse prodotto mai provvedimenti divisivi, e l’elenco è invece lunghissimo. E conclude: “Lavoreremo per far capire al Parlamento che, seguendo la propria coscienza, è bene anche per le istituzioni non dividere così tanto il Paese”. Due minacce in una sola intervista, da parte di Alfano: conseguenze inevitabili sul governo (ma pare piuttosto una sorta di “al lupo, al lupo”, data l’ultima informata di personaggi dell’Ncd nel governo) e le divisioni nel paese.

Il Pd tiene botta, apparentemente, ma in realtà apre a modifiche sostanziali

Nessuno ha avuto il coraggio di rispondergli, dalla parte del Pd. Anzi, si susseguono dichiarazioni in cui i senatori Pd invitano ad approvare un provvedimento giudicato di per sé frutto di molti compromessi, insomma il minimo sindacale. Ne citiamo due, quello di Francesca Puglisi, segreteria nazionale, responsabile istruzione: “Il ddl Cirinnà è il frutto di un lungo lavoro e di un confronto anche dentro il Pd, che lo ha migliorato. È un testo equilibrato ed attento alle diverse sensibilità, può e deve essere votato, senza ricorrere allo stralcio”. E conclude: “Anche sull’articolo 5 in merito alla stepchild, con l’emendamento del collega Lumia viene ribadita la centralità del giudice e la continuità affettiva del minore”. E quello di Rosa Maria Di Giorgi, vicinissima al premier Renzi: “Il disegno di legge sulle Unioni civili è all’ultimo miglio, ma bisogna che ci sia un sussulto di responsabilità su tutto l’impianto normativo e su tutti i diritti che vengono finalmente concessi, abbassando le barricate erette per singoli aspetti che non devono compromettere il percorso sin qui compiuto”. Di Giorgi continua: “Io mi auguro che questa legge passi con una maggioranza ampia, perché incide profondamente sulle dinamiche esistenziali e sociali, ed è bene che sia sostenuta da un ampio consenso parlamentare. Ma per far questo bisogna concentrarsi sui punti che uniscono e non quelli che sono divisivi, in Parlamento come nel Paese. Sbaglia chi nega altre possibilità a mediazioni che sono ancora realizzabili, e che farebbero passare queste norme con un voto larghissimo. Grava su tutti il dovere di decidere, ora, non solo in base alle proprie convinzioni – conclude la senatrice del Pd – ma anche in base all’interesse superiore di vedere finalmente approvati i tanti diritti che questa legge concede”.

Il testo dell’appello degli scienziati in cui si smentiscono presunti effetti devastanti sui figli adottati da coppie gay

Intanto, dopo la “sparata”, antiscientifica ed evidentemente commissionata, del presidente dei pediatri italiani, il quale aveva rispolverato l’accusa ai genitori omosessuali, colpevoli di disturbi psichici sui figli, una nutrita schiera di scienziati ha risposto con un appello importante. “Non mischiamo ideologia e scienza”, è l’invito di Maurizio Tucci di Laboratorio adolescenza, Fulvio Scaparro, psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza e fondatore Associazione Gea – Genitori Ancora, Piernicola Garofalo, presidente Società italiana di medicina dell’adolescenza, Gianni Bona, direttore del dipartimento per la Salute della donna e del bambino dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara, Cinzia Marroccoli, presidente Telefono Donna Potenza, Alessandra Marazzani di Psichemilano e Andrea Vania, pediatra, past president European Childhood Obesity Group (Ecog) in una nota. “Il tema delle adozioni da parte di coppie omosessuali è di tale importanza che dovrebbe suggerire a ciascuno, quando ritiene di voler dire qualcosa in proposito, una grandissima cautela e alcune semplici regole comportamentali: la prima – affermano gli esperti – è distinguere nettamente posizioni personali generate da proprie convinzioni etiche e morali che – condivisibili o non condivisibili – vanno comunque rispettate, da dichiarazioni a nome o per conto anche di altri. La seconda è che si sia estremamente rigorosi e cauti quando si invocano evidenze scientifiche e che, quanto meno, si abbia l’accortezza di citarne esplicitamente la fonte”. Sul tema specifico, “non sembrano esserci in letteratura evidenze scientifiche dalle quali emerga che una famiglia adottiva omosessuale possa – in quanto tale – procurare situazioni di disagio a un bambino. Chi ne fa riferimento darebbe un prezioso contributo al dibattito se fornisse gli estremi per consentire a tutti di prenderne visione. Al contrario, le poche evidenze disponibili – come quella della American Academy of Pediatrics, (citata anche dalla senatrice a vita Elena Cattaneo) indicherebbero che non c’è evidenza che dimostri che una famiglia gay possa influire negativamente sullo sviluppo psicofisico di un bambino. Ciò posto, e cercando di evitare di mischiare ideologia e scienza – proseguono gli esperti – dovremmo, con razionale buonsenso, essere consapevoli che una adozione (sia che riguardi il figlio naturale del partner, sia un’adozione ordinaria) è un passo impegnativo che deve tutelare innanzitutto i diritti dell’adottato, piuttosto che dell’adottante, e che pertanto bisogna fare estrema attenzione nel considerare se una famiglia adottante (omo o etero che sia) abbia le caratteristiche per garantire al bambino un ambiente sano, stabile e affettivamente adeguato”. È  evidente “che ci saranno tante famiglie omosessuali che non potranno garantire questo, come ci sono tante famiglie etero che ugualmente non lo possono garantire. Ogni caso dovrà essere valutato a sé stante, ma mai partendo da una pregiudiziale di genere. Se per una volta – e su un tema così delicato – riuscissimo a sottrarci alla tentazione nostrana di essere per forza guelfi o ghibellini daremmo un importantissimo segnale di civiltà e faremmo davvero qualcosa di concreto a favore dell’infanzia e dell’adolescenza”.

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