Tsipras al vertice UE. La dura battaglia per evitare l’isolamento della Grecia sui migranti

Tsipras al vertice UE. La dura battaglia per evitare l’isolamento della Grecia sui migranti

Il premier greco Alexis Tsipras è giunto al vertice del Consiglio d’Europa di Bruxelles con un obiettivo preciso: ottenere che nessuno stato membro chiuda le frontiere in modo unilaterale, almeno fino al 6 marzo, quando avrà luogo il vertice con la Turchia, saltato giovedì a causa degli attentati mortali di Ankara. È ciò che il premier greco ha esplicitamente detto a Hollande e a Merkel nella mattinata di venerdì, nel corso di un incontro a tre durante il vertice. Un vertice durato quasi due ore. Tsipras ha sostanzialmente minacciato Francia e Germania di non sottoscrivere alcun accordo sulla cosiddetta Brexit, sulla permanenza o sulla uscita della Gran Bretagna dalla Unione Europea, qualora le sue richieste non fossero state seriamente prese in considerazione e soddisfatte.

Il grande timore espresso da Tsipras a Hollande e a Merkel è che la Macedonia possa chiudere unilateralmente la frontiera con la Grecia, intrappolando sul suo greco decine di migliaia di profughi e migranti. Dall’inizio dell’anno, infatti, sono già più di 80.000 i migranti sbarcati sulle coste delle isole greche dell’Egeo dalla Turchia. Già oggi, denuncia Tsipras, solo ai profughi siriani, afghani e iracheni è concesso di oltrepassare la frontiera del piccolo villaggio di Idomeni, nel nord della Grecia. Gli altri migranti vengono respinti dalla polizia e dall’esercito della Macedonia, assistiti da forze di altri paesi, Ungheria, Slovenia, Croazia, Serbia e Slovacchia. Il punto è che, come ancora denuncia Tsipras, questi migranti sono poi prede dei trafficanti di esseri umani, che promettono loro di trasportarli verso l’Austria, la Germania e la Svezia.

La Grecia, già strangolata dalla crisi economica da sei anni, non ha i mezzi finanziari, né le infrastrutture per accogliere, nutrire a alloggiare i rifugiati. Accusata da Bruxelles di presunte “negligenze gravi” nella gestione delle frontiere esterne e minacciata di esclusione dalla zona Schengen, la Grecia ha accelerato le procedure per la costruzione di cinque hot spot, i centri di registrazione, chiesti dalla UE fin da novembre 2015. Ad oggi, quattro hot spot sono operativi sulle isole di Lesbo, Leros, Chio e Samo, mentre il quinto sarà pronto a Kos entro la fine del mese. Tuttavia, la capacità di accoglienza massima è di circa 4.000 posti. Sulla parte continentale, la Grecia può contare su altri 4.000 posti, in hot spot aperti questa settimana e riservati per lo più ai richiedenti asilo candidati alla rilocalizzazione, che dovrà permettere entro il 2017 di ripartire su altri paesi europei circa 66.000 rifugiati provenienti dalla Grecia. Per il momento, la rilocalizzazione ha interessato appena 295 profughi.

Tsipras naturalmente insiste: “abbiamo fatto quel che potevamo, ma l’insieme di queste regole funzionerà solo se le frontiere resteranno aperte e se il grosso dei rifugiati potrà proseguire il suo viaggio verso altri paesi europei”. Ed ha sferrato l’attacco più duro all’Europa attuale: “se la solidarietà europea si blocca totalmente e la Turchia non dovesse mantenere la sua promessa di trattenere una parte del flusso migratorio, allora la Grecia imploderà. Questi sette campi si trasformeranno in campi di detenzione, cosa che noi rifiutiamo. Stiamo lottando a Bruxelles perché questo scenario catastrofico, voluto dalla linea dura dei paesi dell’Est, non si concretizzi”. Tsipras teme anche che l’implosione della Grecia implicherà l’implosione dell’intera Unione Europea, sotto la pressione degli stati più conservatori, che fanno la lezione ai greci, proprio mentre questi ultimi sostengono lo sforzo maggiore, avendo già ospitato dignitosamente più di 800.000 migranti e profughi nel 2015.

Insomma, la battaglia di Tsipras è quella di convincere gli europei del fatto che la soluzione si trova a monte, nell’organizzazione con la Turchia di un sistema di rilocalizzazione di rifugiati e migranti, proprio per evitare le drammatiche e mortali traversate dell’Egeo.

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