Spagna. Sanchez (Psoe) presenta un documento politico-programmatico per il suo governo. Podemos e Izquierda Unida giudicano positivamente e sono ottimisti

Spagna. Sanchez (Psoe) presenta un documento politico-programmatico per il suo governo. Podemos e Izquierda Unida giudicano positivamente e sono ottimisti

Podemos e Izquierda Unida hanno giudicato molto positivamente il documento politico e programmatico elaborato dal leader Psoe, Pedro Sanchez, incaricato dal re FelipeVI di formare il nuovo governo spagnolo. Hanno esplicitamente dichiarato che una possibile intesa tra i tre partiti della sinistra spagnola è finalmente possibile.

Il commento di Pablo Iglesias sul documento socialista: “sembra scritto da Podemos”

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, ha commentato, alla riunione del gruppo parlamentare, il documento con queste parole: “sembra che sia molto vicino al programma di Podemos, ed è una buona notizia, che indica che sarà facile giungere ad un accordo col Psoe per formare un governo di progresso, quello che anche noi auspichiamo”. Iglesias si è spinto fino a riconoscere notevoli punti di contatto con i socialisti, nel cui documento, comunque, erano riportati alcuni elementi del programma elettorale dello stesso Psoe. Iglesias ha poi affermato: “se i socialisti terranno fede al documento, potremo siglare un accordo in pochi giorni, per un governo dalla rappresentanza proporzionale e costituito da Psoe, Podemos e Izquierda Unida”. Iglesias ha confermato il veto di Podemos sulla partecipazione di Ciudadanos ad un eventuale governo di progresso: “A noi sembra che un governo di progresso implica che il Psoe non possa puntare verso la destra e proporre un governo di coalizione con i popolari e con Ciudadanos”.

Di fatto, il piano di stabilità proposto dal segretario del Psoe, dal titolo “Un programa para Gobierno progresista y riformista” coincide con molte delle analisi e delle proposte che furono cavalli di battaglia di Podemos in campagna elettorale. Il Partito socialista spagnolo, ad esempio, intende rinegoziare con l’Unione Europea l’obiettivo del 3% del deficit. “L’obiettivo dovrà essere concordato con Bruxelles secondo un piano graduale, realistico ed equilibrato di consolidamento fiscale in quattro anni, ponendo come limite del deficit al 2019 dell’1%. Ciò significa consentirci di raggiungere l’obiettivo del 3% entro il 2017”, è scritto nel documento di Sanchez. In cambio, Sanchez propone “un pacchetto di riforme strutturali che aumenterà la crescita potenziale dell’economia spagnola e l’impulso a un nuovo sistema fiscale che abbia come priorità la lotta contro l’evasione fiscale e la fine delle amnistie fiscali che permettano di aumentare i nostri introiti in forma strutturale di un punto o due di PIL entro la legislatura”.

Il programma economico di Podemos parla esplicitamente di una “moderazione dell’obiettivo di riduzione del deficit, che porterà entro il 2019 altri 26miliardi e mezzo di margine, da utilizzare in spesa pubblica, al contrario di quanto propone il Partito popolare”. Come si evince, le due proposte economiche non sembrano differire. Inoltre, l’altro punto programmatico analogo è la proposta di introduzione di un reddito vitale. Il documento del Psoe ne parla esplicitamente: “riconoscere nella legislazione sulla Sicurezza Sociale un reddito minimo vitale come prestazione non contributiva per risolvere le situazioni di necessità delle famiglie in difficoltà”. Nella proposta di Podemos si parlava di “reddito garantito e di salario minimo interprofessionale, nella misura di 800 euro al mese per 14 mensilità entro il primo anno di legislatura. L’obiettivo da raggiungere”, scriveva Podemos, “sarà di 950 euro mensili entro la fine della legislatura”. Al di là delle differenze nominalistiche tra “reddito minimo vitale” e “reddito minimo garantito”, almeno sul piano delle riforme economiche e sulla necessità di operare sulla spesa pubblica, non sul versante dei tagli ma degli investimenti, tra Psoe e Podemos sembra esservi sintonia. Restano gli ostacoli sul piano più squisitamente istituzionale, legati soprattutto alla vicenda del referendum catalano per l’indipendenza, sul quale tuttavia, Iglesias non pare fermarsi.

Izquierda Unida sul documento socialista: “ottimismo moderato. Molti punti di contatto ma anche molte differenze”

A sua volta, anche la coalizione di Izquierda Unida ha giudicato positivamente il documento elaborato e presentato dai socialisti di Sanchez. Il leader di Izquierda Unida, Alberto Garzòn, parla di “ottimismo moderato” in relazione ad un accordo di governo con socialisti e Podemos. In particolare, Garzòn apprezza del documento la proposta di fondazione di una banca pubblica. Garzòn ha detto: “crediamo che coerenza e radicalità non siano incompatibili con il dialogo”, illustrando i punti sostanziali di contatto e di divergenza con il documento socialista. Anche in questo, se sul piano delle riforme economiche l’avvicinamento delle posizioni appare concreto, ancora molto lavoro vi è da fare sulle riforme istituzionali, le cui differenze sono profonde, in particolare sulla riforma dell’articolo 135 della Costituzione spagnola che impone il limite del deficit, e la deroga della riforma del mercato del lavoro voluta da Zapatero. Sul primo punto chiesto da Izquierda Unida, il documento dei socialisti non affronta il tema della cancellazione dell’articolo 135, mentre si parla dei diritti sociali come diritti fondamentali. Infine, socialisti, Podemos e Izquierda Unida condividono l’obiettivo fondamentale della creazione di almeno un milione di posti pubblici entro la fine della legislatura, dopo la drammatica stagione dei tagli e dei licenziamenti del premier popolare Mariano Rajoy.

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