Sanremo, la finale: vincono gli Stadio, tra sconcerto e felicità di Gaetano Curreri. Ospiti Beppe Fiorello, Renato Zero e Panariello & Pieraccioni

Sanremo, la finale: vincono gli Stadio, tra sconcerto e felicità di Gaetano Curreri. Ospiti Beppe Fiorello,  Renato Zero e Panariello & Pieraccioni

È il gruppo degli Stadio a vincere la 66esima edizione del Festival di Sanremo 2016, premiati dal sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri. Commento a caldo di Gaetano Curreri, frontman della band: “Un teatro amato e odiato questo, avevamo collezionato anche ultimi posti. Mai e poi mai avremmo pensato di vincere il Festival. Siamo contentissimi davvero”. Secondo posto per Francesca Michielin con “Nessun grado di separazione” e terzo per il duo Giovanni Caccamo e Debora Iurato con “Via da qui”. La classifica degli artisti in ordine crescente è la seguente: 4° posto Enrico Ruggeri con “Il primo amore non si scorda mai”; 5° Lorenzo Fragola con “Infinite volte”; 6° Patty Pravo con “Cieli immensi”; 7° Clementino con ”Quando sono lontano”; 8° Noemi con “La borsa di una donna”; 9° Rocco Hunt con “Wake up”; 10° Arisa con “Guardando il cielo”; 11° Annalisa con “Il diluvio universale”; 12° Elio e Le Storie Tese con “Vincere l’odio”; 13° Valerio Scanu con “Finalmente piove”; 14° Alessio Bernabei con “Noi siamo infinito”; 15° Dolcenera con “Ora o mai più (le cose cambiano); 16° Irene Fornaciari con “Blu”.

Riepilogo della finale

Ma riepiloghiamo tutto. In questa serata che ha creato attorno a sé molta attesa ed emozione, è avvenuto per prima cosa il ripescaggio tra i cinque artisti “Big” momentaneamente fuori gara,  tra i quali si è salvata Irene Fornaciari, reintrodotta in gara alla pari dei 15 “verdi” già salvi. Definitivamente eliminati gli Zero Assoluto, i Bluevertigo, i Dear Jack e Neffa. Ripartono le esibizioni per i “Big” e ogni cantante gode dell’incoraggiamento di un artista/amico famoso. Francesca Michielin, la prima in scaletta a cantare, è stata supportata da Fiorello, il quale scherzosamente ha affermato: “Ti auguro di farcela o almeno mi auguro che tu arrivi perlomeno quinta come successe a me”. Secondo, sale sul palco Alessio Bernabei, in video per lui c’è Miguel Bosè: “Ti auguro il meglio del meglio”. Terzo ad esibirsi, Clementino, con l’in bocca al lupo dell’attore Salvatore Esposito: “Ti faccio tantissimi auguri, la canzone è bellissima e al pubblico voglio dire ‘State senza pensieri’”. Arriva Patty Pravo, incoraggiata da Loredana Bertè, in visita alle Cascate del Niagara: “Sei a dieci passi avanti a tutti, una grandissima artista, un in bocca al lupo grandeee!”. A seguire, Lorenzo Fragola supportato da Ficarra e Picone che scherzano sull’aver cercato di corrompere Carlo Conti inutilmente ma sull’esser riusciti a comprare tutta la giuria. Noemi dall’ex collega J-Ax a The Voice: “Sei una forza della natura, spaccaa!”. Elio e Le Storie Tese, in versione Kiss, hanno ricevuto un videomessaggio dal cantante Mal, mentre Arisa da Giusy Ferreri. Gli Stadio ricevono i saluti da Carlo Verdone: “Tifo per gli Stadio perché sono dei bravi professionisti e hanno accompagnato la mia carriera. Forza Stadio, sono con voi!”. Annalisa da Francesco Renga: “Un saluto a tutti, sono qui per fare il mio grandissimo e personale in bocca al lupo ad Annalisa, forza!”. Rocco Hunt da Vincenzo Salemme: “Ti chiami Pagliarulo, ma ti fai chiamare Hunt. Sei napoletano, ma vuoi fare l’americano… Un grande in bocca al lupooo!”. Dolcenera, prossimamente coach a The Voice, dai suoi futuri compagni d’avventura, la Carrà, Pezzali e il rapper Emis Killa. Enrico Ruggeri dall’attore e doppiatore Pannofino. Caccamo e Iurato da Giuliano Sangiorgi, dei Negramaro, autore del loro brano: “In qualche modo c’è qualcosa di me su quel palco cantato dalle vostre voci. Spaccate tutto in bocca al lupo”. Anche Valerio Scanu dall’autore della sua canzone Fabrizio Moro: “Sono davvero felice di tutto ciò che sta accadendo attorno a questa canzone, ti faccio un in bocca al lupo non soltanto per Sanremo ma per tutto”. Irene Fornaciari da Serena Dandini “Paura eeh? Mi raccomando prendi un bel respiro, fatti forza e vaaai! In bocca al lupo!”.

Virginia è  se stessa, Madalina è riconoscente, Garko è poetico

Virginia Raffaele si cimenta nella perfomance più difficile di tutte: essere se stessa. Nessun travestimento infatti per l’imitatrice che finalmente può permettersi di indossare begli abiti e nessuna “maschera”.

Madalina, scendendo dalla scalinata dell’Ariston, sfoggia l’ennesimo abito lungo con punti luce e strass, da gran gala, suscitando in Conti una serie di battute retoriche, della serie: “Vedo che anche questa sera hai indossato la prima cosa che hai trovato nell’armadio”. La modella rumena annuisce con un sorriso e sussurra: “Carlo io ti devo ringraziare per tutto” stampandogli due baci sulle guance.

A Gabriel Garko viene affidato il compito di leggere e interpretare la poesia di un detenuto, Giuseppe Catalano, scritta dal carcere, che al momento è soltanto testo e ha bisogno che qualcuno gli crei un arrangiamento in musica. Questa iniziativa è stata lanciata per ridurre la distanza tra il carcere e la società civile.

Ospiti italiani e internazionali

Superospite per questa finale Renato Zero che canta le sue canzoni più amate “I giardini che nessuno sa”, “Cercami”, “Il cielo”, “I migliori anni” e i suoi fan, i “sorcini”, ma non soltanto loro, in delirio con applausi e immancabile la standing ovation. Ha commentato così la sua presenza al Festival: “Sono più di due anni e mezzo che non mi faccio vivo. Avevo una tachicardia che mamma mia-ia-ia-ò! Poi vi ho visto ed è passato tutto. Io credo che questo training autogeno che facciamo nel camerino sia la costruzione del nostro itinerario. Io vengo dagli anni degli alieni che sbarcarono al Festival e li rappresento tutti. Tra la diffidenza di alcuni mi sono fatto largo ed è bello che sia riuscito ad arrivare fino a qui nonostante tutto”. Poi aggiunge: “Finalmente sono riuscito dopo anni a guadagnarmi la mia indipendenza dai paparazzi, vado perfino a fare la spesa. Bello essere Renato Zero e avervi avuto accanto in questi anni”. Conti gli fa la richiesta di cantare “Il triangolo”, indimenticabile successo, proseguendo con “Mi vendo”. Poi lancia con commozione un messaggio: “Volevo ringraziare quanti sono stati qui a testimoniare che la musica non è una velleità ma una cosa seria e che i giovani possano essere accolti dalla musica e tolti da Internet. Fate in modo che la musica venga insegnata nelle scuole e conosciuta da tutti”. L’8 di marzo uscirà il suo disco dal titolo “I giorni miei raccontami”, evento commentato dall’artista così: “Io mi aspetto che questo disco ci consenta proprio a tutti di fermare le macchine di guardare a tutti a questa piccola vita privata di rispettare i valori che perlomeno i miei mi avevano inculcato. Da quella famosa capanna in cui faceva molto freddo abbiamo imparato molto. Questa consapevolezza deve essere sempre mantenuta, la famiglia è importante. Grazie di esistere a tutti!”. Dopo aver cantato l’ultimo singolo, urla al pubblico: “Non dimenticatemi”.

I comici Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello portano allegria sul palco, contribuendo a far emergere l’anima toscana che è in Carlo Conti. “Tu sei toscano, fallo a San Gimignano il Festival! Sei sempre in televisione ma a Natale chi ve li spacchetta i panni Flavio Insinna?”, queste le frecciatine che lanciano. E proseguono: “Visto che fai le reunion, di Albano e Romina l’anno scoro, dei Pooh quest’anno… che poi sono come Dorian Grey, loro invecchiano, solo Riccardo Fogli rimane giovane! Comunque noi abbiamo in mente per noi tre una reunion all’Arena di Verona” e mostrano sul led l’immagine che risale allo spettacolo del 1994 che li ha visto tutti e tre protagonisti. Poi, facendo satira politica, dicono che, qualora Conti non potesse, allora ci potrebbe andare Renzi. Qualche altra battuta anche su Garko, indicano la fidanzata Adua Del Vesco, seduta in sala, tirando in mezzo anche il buon maestro Beppe Vessicchio. Infine affermano: “Se non dovesse venire neppure Madalina allora viene Peppa pig, la maialina”. A quel punto Conti fa finta di cedere alle avances dei due e accetta di partecipare, lanciando il vero annuncio di un evento che avrà luogo il 5 settembre prossimo all’Arena di Verona. Nella locandina sul led parte del corpo di Conti è tagliato e lì i due comici toscani lasciano il palco con un’ultima battuta: “La tipografia di Brunetta si è sbagliata”. Anche a loro i fiori in versione maschile.

Una serata ricca di ospiti questa. La presenza di Roberto Bolle, eccellenza italiana nella danza, che si distingue per la sua forza ed energia sul palco, ballando in apertura di questa finale. Il quotidiano “Time” lo ha definito “The king of dance”. Nei confronti di tale dichiarazione Bolle afferma: “Sicuramente questa rappresenta una grande responsabilità ma anche un motivo di contentezza. Essere un artista e rappresentare il nostro Paese all’estero è motivo di grande orgoglio”. Alla frase di Conti: “Immagino i sacrifici…” Bolle risponde: “Assolutamente ci vogliono tanti elementi, io ad esempio non fumo, non bevo e dedico tante ore all’allenamento. Una vita molto dedicata a quest’arte. Da una parte molti sacrifici, dall’altra c’è il privilegio. Quando ballo, ballo anche per regalare un sogno a tante persone che fanno sacrifici ma che non hanno avuto possibilità di realizzare il loro sogno”. La novità di questa sera è il bouquet di fiori tutto al maschile, creato dai fioricoltori di Sanremo. Prima di lasciare il palco balla con la Raffaele, sulla musica di “Vola” nello stile della Cuccarini e si dilettano in piroette e cachet.

E ancora, ospite Beppe Fiorello con il quale hanno ricordato il grande Domenico Modugno, che lui ha interpretato qualche anno fa nella grande fiction di Rai1 dedicatagli. Da lì, Beppe Fiorello comincia a parlare del periodo storico nel quale visse il cantante, della situazione economica e della nascita dell’Ilva a Taranto, nella terra pugliese di Modugno, argomento caldo dei nostri tempi. Si esibisce in un connubio di recitazione e canto, come solo un attore del suo calibro sa fare. Ospite internazionale Willy William con “Ale ale ale” al quale viene consegnato in diretta il “Disco d’Oro”.

Ringraziamenti e altri premi assegnati

I ringraziamenti di Conti vanno a Pippo Baudo che per anni è stato un grande esempio per il Festival, ai Gialappa’s, a Nicola Savino e Max Giusti, che si sono occupati del Dopofestival, all’Orchestra, accompagnata da una standing ovation, allo stilista Salvatore Ferragamo che si è occupato di vestirlo e di curare la sua immagine, a Pinuccio Perazzoli, direttore artistico del Festival.

Inoltre, il premio per il miglior testo è andato ad “Amen” di Francesco Gabbani, definita come un “tatuaggio emotivo”. Il premio pensato dalla Siae e da Giancarlo Bigazzi per la “miglior musica”, ossia per la miglior canzone fatta con la musica e testo, è andato a “Un giorno mi dirai” degli Stadio, come pure il premio della sala stampa radio, tv, web Lucio Dalla. Mentre il premio della critica sezione campioni Mia Martini a “Cieli immensi” di Patty Pravo.

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